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per gli amici Cri, Tip, Top, TippeToppe, Tippete, Tippe, Cip Ciop, Crì Crì .... poi che ancora potrà venir fuori? Dimenticavo, il nick ancestrale è CORROSIVE VISION... mica male, mi piace!

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Utente: tiptop
Nome: CRI
Sono un disastro, cerco di sopravvivermi. Mi piace la vita: se ci si fa caso, sempre, ovunque, in ognuno, c'è un qualcosa degno di interesse, attenzione, affetto. Mi piace la gentilezza e la familiarità, detesto la volgarità e gli eccessi. COMUNICAZIONI DI SERVIZIO: le immagini pubblicate a volte sono "rubate" dal web, se qualcuno non gradisse il "furto", semplicemente me lo dica e io tolgo. 2)Mi irrita che il mio blog venga usato come veicolo pubblicitario, i commenti stile "Bel blog passa a leggermi" o comunque con analogo fine, verranno cancellati, idem per i PVT. Piuttosto, fatevi conoscere per i vs. commenti arguti spiritosi ed intelligenti. 3)non mi piace mettere banner e riempire il template di cosi, evitate di chiedermelo.


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giovedì, 06 agosto 2009

delfini

Guardo pochissimo la televisione, ascolto più che altro le notizie mentre faccio altro. Però in queste sere estive mi capita spesso di soffermarmi a guardare, ad ascoltare, su Rai 1, il Gran Varietà, non sono sicura che l'aggettivo sia quello, però, gran.
L'archivio Rai, con Fabrizi, Totò, l'archivio in bianco e nero è uno scrigno pieno di meraviglie.
Una scenetta  ed un cantante italiano si intervallano.
Mi è capitato stasera di ascoltare, vedere, Modugno, che canta seduto, con il figlio Massimo. Il figlio Massimo lo guarda con un forte affetto che mi pare sincero.
Modugno appare vecchissimo, ma sono i postumi dell'ictus.
Forse si può dire che farlo cantare in quelle condizioni fosse una strumentalizzazione del suo stato, questo mi è venuto in mente. Ma poi no, la sua energia e la sua passione trasudavano. Non era indotto a cantare, voleva cantare, voleva la sua vita, e quella era l'ultima canzone che ha scritto.
Ho cercato in Internet  l'anno della sua morte, e del tutto casualmente, mi sono accorta che era il sei agosto 1994, oggi è il quindicesimo anniversario, e lo celebro io qua, che da vivo lo ho ascoltato distrattamente, non avevo gli anni giusti, e leggendo della sua vita su Wikipedia .. ecco, non mi ero resa conto che fosse un personaggio così.  Gli episodi, i fatti,  si sanno, ma a leggerli tutti in fila fanno un effetto diverso.

postato da: tiptop alle ore 23:04 | link | commenti (9)commenti (9) Popup
categorie: musica, civilization, cultura o pseudo tale
domenica, 29 marzo 2009

In centro piove più che a casa mia.

Uno dei problemi dello stare al sesto piano, oltre l'avere un pessimo rapporto con gli ascensori, è capire se piove o no, quando non c'è proprio un palese diluvio. Mi sporgo appena, è già tanto per una che soffre di vertigini. Non si notano i cerchi delle gocce che cadono nelle pozzanghere, è ora di cena,  e c'è anche la partita, non c'è in giro nessuno, e nessuno con l'ombrello, aperto o chiuso.
Senza ombrello a due passi dal Duomo  in mezzo a gente con l'ombrello aspetto il tram 27 sotto il tendone di un argentiere, una cornice d'argento a 80 €, due per 100 €. 4 minuti, dice il diplay, e, con diligenza, 3 poi 2, poi 1 ed infine 4...si ricomincia, ma questa volta arriva.
il tram si ferma proprio davanti al mitico Rolling Stone.
Immag037Ragazzotti all'esterno non credono ai loro occhi, c'è scritto vietato ai minori di anni 18, studiano come entrare per il concerto e riuscire a restare nonostante il divieto quando scatta la discoteca.
Il concerto di Massimo Priviero comincia. Fa effetto sentire quella musica roccheggiante, in lingua italiana. Il suono è roboante. Mi piace. Mi piace tornare a  sentire le vibrazioni della musica dal vivo, dopo qualche mese di astinenza. Mi sembran bravi, il Priviero ed il suo gruppo, illiminati da luci gialle, verdi e violette che poi si fermano sul blu, che giudico la condizione migliore, gli argenti della batteria luccicano come stelline. Penso,  vorrebbe essere il Bruce nostrano, ma non lo è.
La musica è tanto forte che dopo un po' non mi sembran più così tanto bravi, e forse non son più bravi perchè debbo stare in piedi con il mal di schiena, e mi sembran diventate strette anche le scarpe, e temo che le mie orecchie abbiano prodotto degli anticorpi, da tanto sento ovattato.
All'uscita leggo un cartello, che dopo le due non si servono più alcoolici, chi desidera cosumarne è invitato a premunirsene per tempo. Un cartello che dice tante cose.
Torno a casa, alla guida l 'amico dell'amico e navigatore satellitare, stupita della totale incomprensione  tra i due (guidatore e navigatore).
postato da: tiptop alle ore 01:48 | link | commenti (11)commenti (11) Popup
categorie: musica, milano, friends, cultura o pseudo tale
lunedì, 08 dicembre 2008

illusioni

Farsi durare fino a chissà quando un sms che dice ti bacio.



Però che bella questa canzone, la sto ascoltando ora.

Eccomi qua
sono venuto a vedere
lo strano effetto che fa
la mia faccia nei vostri occhi
e quanta gente ci sta
e se stasera si alza una lira
per questa voce che dovrebbe arrivare
fino all'ultima fila
oltre al buio che c'è
e al silenzio che lentamente si fa
e alla luce che taglia il mio viso
improvvisamente eccomi qua
siamo l'amante e la sposa
arrivati fin qua
l'attore e la sciantosa
e siamo pronti a qualsiasi cosa
pur di stare qua
siamo il padre e la figlia
finalmente qua
siamo una grande famiglia
abbiam lasciato soltanto un momento
la nostra valigia di là
nel camerino già vecchio
tra un lavandino ed un secchio
tra un manifesto e lo specchio
tra un manifesto e lo specchio

Eccoci qua
siamo venuti per poco
perché per poco si va
e il sipario è calato già
su questa vita che tanto pulita non è
e ricorda il colore di certe lenzuola
di certi hotel
che il nostro nome ce l'hanno già
e ormai nemmeno ti chiedono più
il documento d'identità
e allora eccoci, siamo qua
siamo venuti per niente
perché per niente si va
e c'inchiniamo ripetutamente
e ringraziamo infinitamente…

Eccoci qua
siamo il padre e la figlia
capitati fin qua
siamo una grande famiglia
abbiam lasciato soltanto un momento
la nostra vita di là
nel camerino già vecchio
tra un lavandino ed un secchio
tra un manifesto e lo specchio
tra un manifesto e lo specchio


La valigia dell'attore, Francesco De Gregori.
postato da: tiptop alle ore 13:42 | link | commenti (9)commenti (9) Popup
categorie: musica, feelings, non sense
martedì, 23 settembre 2008

non resisto...

l'ho nominata in un commento altrove....
e la domanda, senza risposta, da sempre....

COME FANNO I GATTI A STARE FERMI?
 PERCHE' IL CANE NON BALLA E SCODINZOLO IO?




e già che siamo in ballo
beccatevi anche questo


postato da: tiptop alle ore 23:12 | link | commenti (14)commenti (14) Popup
categorie: musica, non sense
martedì, 29 luglio 2008

festa dell'Unità Milano 2008

mentre tengo d'occhio il globo, cioè la  Princess, che manca una settimana giusta...
mi sono chiesta cosa ci propina la festa dell'Unità  quest'anno... 

 cliccate qui
(il programma è del 2007, in fondo alla pagina ci sono i concerti 2008)

non male direi
(sarò una nonna sui generis, lo so)
devo esorcizzare...

postato da: tiptop alle ore 23:50 | link | commenti (18)commenti (18) Popup
categorie: musica, civilization, cultura o pseudo tale, innonnimento

SENZA TITOLI

Senza titoli, morire infatti che ne ricordi mai uno. Vabbè gli "eterni" si sanno... Mrs Robynson, The Sound of Silence, The Boxer... ma gli altri no. C'è da dire che non sapendoli,  è veramente difficile ricordarli.
Sono tornata da poco dal concerto di Paul Simon, qui all'Arena. Li ascoltavo molto da ragazza, gli indimenticabili Simon e Garfunkel,  il lungo il corto il pacioccone (il pacioccone ero io).
Che abbiano fatto dopo El condor pasa, e dopo quell'epoca lì, non lo so, non me ne sono mai curata, sapevo solo che si erano divisi. Comunque, quando mi si dice di andare a un concerto è difficile che dica di no. E poi perchè avrei dovuto dirlo, mi piacevano in due... mi piacerà anche Simon da solo; ma Garfunkel invece che fa?



.

    


































Va bene, sono andata a sentire un cantante di cui non sapevo più nulla, per cui non so che pezzi abbia fatto e di quale disco, ho riconosciuto solo i classici.
Con M abbiamo sostato un sacco aspettando i suoi amici, nei pressi dei chioschi di zucchero filato, frittelle e paninozzi  con carni diversamente cotte, sia all'entrata che all'uscita, effluvi tali che
che quando sono tornata il cane e i gatti mi son venuti incontro visibilmente curiosi.
Uscendo, nella calca, ho pensato che questo pubblico era un po' come un dito d'acqua nel bicchiere, che se si rovescia per terra o sulla tavola sembra un mare.
Ho apprezzato un'iniziativa pubblicitaria per una volta tanto sensata: all'ingresso ti offrivano di ricoprirti di Autan.
Nell' attesa abbiamo perso il chitarrista propedeutico, tale Ruben Ford, le cui note arrivavano comunque a farci compagnia.
E' poi arrivato un omino in  giallo e piccolo piccolo, che riempiva il palco, seguito da una band molto agguerrita. Una musica la loro senz'altro adatta all'estate, che invita a tenere il ritmo, a battere per lo meno il piedino (n.39/40).
Un energumeno nero, riccio  (è politicamente corretto scriverlo perchè era italiano) mi prega di non fare foto. Intanto ho disubbidito, ma senza esagerare. A lui non ne ho fatte, comunque.
Le canzoni si sono srotolate una dopo l'altra, non che ripensandoci fossi poi in grado di distinguerle. In alcune mi sembrava di sentir sgocciolare le note, in un'altra ho riconosciuto un'influsso reggae, ed in un'altra echi del condor. Mi è piaciuto vedere la fisarmonica sul palco, è uno strumento che mi fa simpatia, come il rumorista che si grattuggiava sul petto. La batteria aggiungeva battiti al mio cuore, il tamburello andava a perdersi nello sfondo, a tratti il sax mi bucava, mentre l'omino indossava una chitarra dopo l'altra, le luci si inseguivano  gialle blu e violette come nei disegni cachemire. Quando sono iniziate le note di The Sound of Silence.. non mi sono resa conto subito che Paul Simon la stava suonando da solo in un palco vuoto, non pareva. E poi la mia testa va sempre un po' dove vuole, dietro i pensieri o dietro i sogni. Quando finisce di suonare il pezzo alza la chitarra, come per ringraziarla, perchè noi la ringraziassimo.
postato da: tiptop alle ore 01:47 | link | commenti (9)commenti (9) Popup
categorie: musica, milano, cultura o pseudo tale
venerdì, 30 maggio 2008

Musica ancestrale

Mi ricordo che da  ragazzina ho comprato  29 Settembre appena appena uscito. Era un negozio di dischi in fondo al lungolago di Stresa, dopo il Gigi Bar, e la Farmacia e il fotografo.  Se non ricordo male un 45 giri costava ben 800 lire. E  lo sentivo di continuo, mi piaceva da impazzire e volevo impararlo a memoria. Avevo un mangiadischi arancione.
Che poi l'Equipe 84 mi stava sulle palle, e odiavo la faccia di Vandelli, e mi piacevano i Dik Dik di Sognando la California e Il vento... e Senza Luce già Procol Harum ....
Perchè apprezzare la musica italiana eccetto De Andrè era quasi vergognoso...almeno nel mio giro era così... sono stata allevata a Jethro Tull, Pink Floyd, Genesis, Cream, Mayall...
Mi ricordo che  alternavo 29 Settembre  con un altro dei Beatles pure appena uscito.... ma quale era? Poteva essere Srg Pepper's? Forse Michelle... No  no no  All You Need is love!
Oh i tempi in cui si amava i Beatles o i Rolling Stones.... e amando i Beatles battevi il ritmo di Satisfaction piena di sensi di colpa...Oh come è bella la matur età, quando capisci che ti possono piacere entrambi. Il bianco e il nero, ed anche il grigio ha una sua bellezza  quando vuoi sentirti tranquilla.





p.s. che poi stamattina mi sono svegliata con questa....

postato da: tiptop alle ore 01:50 | link | commenti (11)commenti (11) Popup
categorie: musica, happy days
sabato, 26 aprile 2008

itunes

Ascolto la musica mentre faccio altro qui al pc...  distrattamente direi, una canzone dopo l'altra, come vengono, qualcuna invece la clicco via.  Non ci stavo pensando, cosa stava suonando, in quel momento lì... è che mi sono sentita stringere il cuore, e sprofondare, e come se fossi abbracciata e tenuta stretta da una persona che mi dice sempre che lo amo,  e non mi ama. Però c'è, c'è sempre, ed io gliene sono  grata. Io non so se l'amo, ai  sentimenti non è facile dare un nome preciso, non  indossano  mai lo stesso nome a lungo.

on the air, il mare calmo della sera, andrea bocelli
postato da: tiptop alle ore 21:59 | link | commenti (1)commenti (1) Popup
categorie: musica, feelings
venerdì, 18 aprile 2008

ma quante belle chitarre, e che voce !

PRELUDIO
Già era una giornata piovosa nella quale si era affacciato il sole.
Mi premunisco, memore della precendente esperienza al concerto di De Gregori dove con M, non avendo cenato, al ritorno morivamo di fame:  se imparano i topi dalle esperienze pregresse, imparerò pur io, no? Prendo le cocacole al distributore delle bibite, una misura perfetta, non troppa e non poca. Prendo anche un pezzetto di pizza e di focaccia dalla panettiera ucraina.
Faccio il bancomat.
Nella metropolitana mi accorgo che ho lasciato il sacchetto della merenda ai piedi del bancomat.
La legge di Murphy mi sconvolge, mi attanaglia, mi dilania per attimi infiniti, finchè arriva il treno della metropolitana. Se salgo a riprenderlo, il sacchetto  sparisce mentre faccio l'ultimo gradino. Se non salgo, il sacchetto lo troverò domattina, magari anche un titolo di giornale, "allarme bomba al bancomat di corso Lodi".
Sul treno per Seveso, mi sovviene che 19.39 è un orario familiare...  è subito sms.
Naturalmente il grande S. è sulla prima carrozza, io idove c'è un portacenere con scritto 105, gli dico, ma  i corridoi sono pieni di gente, siamo irraggiungibili, ci saluteremo scesi in stazione.
A Seveso HO FAME. Il paziente R mi accompagna in giro, un bar sta chiudendo, le pizze sono al trancio, troppo da sbocconcellare in auto .Il bar di fianco in realtà è una gelateria. Finalmente, racimolo  un cappuccio e una brioche... alle 20.30. Mi giustifico con la barista  " mi porto avanti sulla colazione di domani". Sarà stata felice di aver piazzato la penultima brioche.

  170408 massimiliano larocca andrew hardin170408 greg brown bo ramsey170408 figliio greg brown bo ramsey 170408 greg brown

CONCERTO
rendiconto brevissimo in quanto  reso da un'incompetente,che marcia a sensazioni e di tecnica non sa mai nulla. Neanche che chitarre avevano i chitarristi. Non violoncelli, non hukulele, non banji (il plurale di banjo?),che fossero chitarre ero sicura. Poi c'era scritto anche sul programma.
Aprono le danze Massimiliano Larocca accompagnato dal chitarrista texano Andrew Hardin. La voce mi infastidisce, è troppo grossa per le chitarre, vorrei sentire solo quelle. Massimiliano Larocca sarà l'unico ad aver suonato senza cappello .
Arrivano Greg Brown e Bo Ramsey. Greg Brown una voce meravigliosa, calda, profonda che canta leggera, invece. Bo Ramsey, chitarrista pieghevole, deve aver iniziato ad oscillare suonando da giovane e non riesce più a smettere. Mi sono piaciuti da matti, ma anche a vederli dopo, a spettacolo finito. Ramsey era lì a mettersi via strumenti ed attrezzature, e poi è arrivato anche Brown, a farsi fotografare, fimare autografi. sorridente, tranquillo, thank you. L'avessi incontrato in autobus, non avrei pensato che fosse "uomo di spettacolo" ed in effetti non lo è, mi sa, nel senso italiano del termine. Mi è toccato immortalare M e Greg avvinghiati, io mi sono rifiutata al solito.
Ha anche cantato una canzone, timidamente, il figlio di Greg Brown, che dal discorso in molti avevano capito fosse figlio di Bo Ramsey, e dal quale io avevo solo decodificato " His wife", e non era riferito sicuro al figlio, che avevo invece capito si chiamasse Beth, ma a vederlo non credo proprio. E comunque ero dubbiosa su questo figlio di Ramsey che assomigliava a Brown e cantava con lo stile di Brown e già mi figuravo altri scenari. Vabbè, M mi procurerà un'antologia di Greg Brown. A me mi piace.
postato da: tiptop alle ore 02:43 | link | commenti (2)commenti (2) Popup
categorie: musica, cultura o pseudo tale
giovedì, 17 aprile 2008

sarò breve

L'audio e' stato cancellato dallo spazio su Splinder

stasera  ancora a Seveso concerto di greg brown, folk singer americano per me pressochè sconosciuto e che quindi conoscerò se si ripete il giro di treni e accompagnamenti come per De Gregori. Quindi sull'argomento mi dilungherò semmai poi,. intanto una musichina qui sopra c'è.

Invece ieri sera corso di scrittura, Oreste Pivetta ci ha raccontato in modo interessante  la sua esperienza  nello scrivere il libro con Pap Khouma, che gli aveva raccontato le sue vicissitudini di immigrato senegalese.

La foto, presa dal web,non c'entra niente col post, ma avevo bisogno di una visione rilassante.
p.s. papaveri e camomilla, non ci avevo fatto caso in un primo momento, mi ero limitata al godimento coloristico... si vede proprio che è l'istinto che mi guida! 



postato da: tiptop alle ore 03:20 | link | commenti (11)commenti (11) Popup
categorie: musica, corsi di scrittura/giornalismo
domenica, 06 aprile 2008

canti de gregoriani

05042008 de gregoriHo preso il  mio trenino alle Ferrovie Nord per andare in quel di Seveso, dove mi attendeva il pacioso R,  ex collega a tempo determinato ed ora bancario  altrove a tutti gli effetti e senza più scuse  per rimandare il matrimonio con la sua E, e poi via a recuperare altri tre amici.
M., mio amico/collega/compagno di concerti/compagno di Berlino/quello con me nella foto in Flickr praticamente, arrivava per conto suo  dalla zona di Varese. Destinazione Palafamila, via  Cavalla. A dir la verità se fossi andata sola mi sarei fermata al Supermercato, Famila, già sembrava un palazzetto.
Già piazzato in tribuna Luigi Da Lodi,  il grande letterato/scacchista/padre/padrone di Macchia, con  un amico che mi ha confidato essere da tempo il suo amante segreto, pensare che io quando me lo ha presentato, questo anzianotto signore, ed ho chiesto innocentemente che ruolo aveva,  pensando al padre o suocero o zio.
Che dire del concerto, del pubblico. Non ho avvertito un grande calore, non c'era il pieno, non c'era la "freschezza gioiosa" del concerto che avevo sentito alla Festa dell'Unità, anche se la  musica dal vivo ti entra dentro  e ti "squassa" e ti fa venir voglia di ballare sulla sedia.  Raggelata dal divieto di usare cellulari e macchine fotografiche, di straforo qualche foto verso la fine l'ho fatta, ma non con risultati esaltanti. Anche perchè sperimento sempre, e  la macchinina volevo provarla,  in quelle condizioni luminose.
De Gregori è sempre grande per il vecchio repertorio, e le rivisitazioni di Rimmel e Buonanotte Fiorellino  mi hanno solo lasciato nostalgia della vecchia versione. Immarcescibile La donna cannone (il mio inno) La leva calcistica, stupenda la meno popolare Valigia dell'attore. Tre  canzoni che proprio non conoscevo, una dichiaratamente nuova "Per brevità chiamato artista": se è il nuovo che avanza, l'impressione è di un po' di stanchezza. Non posso fare "testo sui testi", perchè ascoltare le parole musicate non è come leggerle tutte di fila, ma anche in quelli  ho sentito  poca energia e poca ispirazione.
Per il ritorno a Milano, gentile accompagnamento di M fino a casa, nelle consuete modalità: auto rumoreggiante (Oh, devo controllare le pastiglie dei freni), benzina al pelo, sbagliate un po' di strade prima di imboccare una improbabile tangenziale con indicazioni per Bologna, eravamo dilianiati dai morsi della fame e tutto era chiuso, tranne il Kebab vicino a Piazza Napoli, dove ci siamo fiondati, M ostentando i suoi saluti in lingua turca, frutto del recente viaggio.
E siccome il piacere è nella semplicità,  per me la cosa più bella è stato ascoltare il cd con musiche per pianoforte che aveva messo M durante il ritorno, e così mi sono cullata nel Chiaro di Luna  & Co.
E poi, M, R ed io ci siamo già presi il biglietto per il concerto di Greg Brown il 17 aprile prossimo, giovedì.
postato da: tiptop alle ore 10:02 | link | commenti (18)commenti (18) Popup
categorie: musica, friends, events
sabato, 19 gennaio 2008

buona serata...

Ieri è arrivata un 'amica di mio figlio, una ragazza turcabulgara bionda e carina, che parla, ovviamente, bulgaro, turco, tedesco e - sollievo - inglese. Non si sono messi molto bene d'accordo con gli orari degli aerei,  mio figlio l'aspettava alle dieci di sera ma lei è arrivata alle dieci di mattina, e lunedi partono.... mio figlio per Francoforte con l'aereo alle 6 e lei per Bonn alle 18. Insomma... il mio motto sta diventando "in qualche modo si farà". In fondo ci stiamo anche muovendo tra cose Ikea in costruzione e trasmigrazioni di contenuti di armadi...in base agli ultimi accadimenti lo spazio va ripensato.
Comunque ieri sera i due stavano guardando in salotto una videocassetta, io ero in cucina col pc...
insomma quando ho alzato le orecchie... non ho resistito al richiamo.
Eccovelo qui... è sempre fantastico. Buona serata...
postato da: tiptop alle ore 22:25 | link | commenti (22)commenti (22) Popup
categorie: musica, friends, family pack, cultura o pseudo tale
sabato, 01 dicembre 2007

ritmo, una casalinga e tre animaletti in cucina


Mi sono data una scossa.
Ma da sempre  mi chiedo,  come fanno a restare immobili il cane ed i gatti?
Non sentono il ritmo?
Una domanda che rimarrà senza risposta.
postato da: tiptop alle ore 13:22 | link | commenti (7)commenti (7) Popup
categorie: natura, musica
venerdì, 02 novembre 2007

Che strano novembre, il mese delle feste tristi, il mese grigio milanese,  e fuori splende il sole, l'aria che entra dalle finestre aperte è piacevolmente fresca, il basilico sul balcone di cucina prospera, la bouganvillea del balcone di fronte è in fiore.
Quante canzoni ho risentito ieri, sistemandole sul pc nuovo.

L'audio e' stato cancellato dallo spazio su Splinder


  Questa...mai avrei pensato che mi piacesse Miguel Bosè... però ecco, se chiudo gli occhi... fa un po' pensare a momenti belli, vissuti o sognati... ma  ad occhi chiusi tutto sembra un po' più vero.
postato da: tiptop alle ore 15:36 | link | commenti (9)commenti (9) Popup
categorie: musica, pensieri sparsi, feelings
lunedì, 17 settembre 2007

Ieri, come avevo scritto, sono stata a Montalto Pavese, dove ho ritrovato alcuni compagni del corso di scrittura, ancora del primo corso che ho frequentato. Alcuni era da più di un anno che non li vedevo: poi c'erano delle altre persone, che estranee erano ed estranee sono rimaste.
Comunque queste cose ti danno l'idea del tempo che passa. Ci pensavo mentre tornavo da sola a Milano in macchina. Montalto è veramente un po' in alto, ed io soffro un po' di vertigini. E poi dovevo guardare la strada. E non c'era il sole, quando stavo venendo via è scesa qualche goccia di pioggia. Però quello che vedevo era bellissimo... queste colline sono bellissime, e pensare che sono così vicine a Milano. Milano è vicina a un sacco di posti bellissimi, non è così brutta l'industriosa Lombardia. Il gioco delle colline una dentro l'altra, i quadrati dei vigneti,  e piccole macchie, e casolari, e rocche. Era in curva, non potevo fermarmi, era un tratto di strada stretta. Ma una collina era come un taglio netto orizzontale. e dietro altrettanto orizzontale la pianura, che si stendeva a perdita d'occhio E gradazione di grigi edi verde e punti di case. Avrei voluto fotografare, per rivedere poi con calma. E mentre guidavo in discesa accompagnando le curve, ho risentito questa canzone... una vita che non mi capitava di ascoltarla, non mi ricordavo neanche esistesse
e vi ho sentito tanta dolcezza, perchè la dolcezza non è che sono i peluches e le caramelle, e le carezzine e le coccole... la dolcezza è anche ruvida, bisogna trovarla, sentirla...
E ho pensato che nonostante i casini che ho o in cui mi ficco, sono abbastanza felice, e mi sento viva... e ho voglia di fare, ma poi cerco di farlo davvero...Ma la cosa più bella è che riesco sempre a comunicare...  o incontro gente che ha il mio stesso bisogno.
Certe volte per stare bene basta una canzone che ti tocca dentro... o una nuvola buffa... pensi che non ci sono solo tristezze... non lo so non riesco a dirlo bene.
So solo che mi sentivo contenta... e che in fondo non avevo paura di vivere e delle cose che potevano succedere.
Non rileggo cos'ho scritto...
postato da: tiptop alle ore 23:01 | link | commenti (5)commenti (5) Popup
categorie: musica, feelings
domenica, 08 luglio 2007

Questa canzone non la conoscevo, mi è piovuta inaspettatamente dalla chat,   me l'ha mandata una persona cui voglio un sacco di bene,  un po' di tempo fa, quando già mi aveva reso il pezzetto del mio cuore che aveva tra le sue mani. L'ho vista tra i preferiti, li stavo sfrondando un po', non la sento quasi  mai, ed invece è così bella, così vera....


CANZONE QUASI D'AMORE
Non starò più a cercare parole che non trovo
per dirti cose vecchie con il vestito nuovo,
per raccontarti il vuoto che, al solito, ho di dentro
e partorire il topo vivendo sui ricordi, giocando coi miei giorni, col tempo...

O forse vuoi che dica che ho i capelli più corti
o che per le mie navi son quasi chiusi i porti;
io parlo sempre tanto, ma non ho ancora fedi,
non voglio menar vanto di me o della mia vita costretta come dita dei piedi...

Queste cose le sai perchè siam tutti uguali
e moriamo ogni giorno dei medesimi mali,
perchè siam tutti soli ed è nostro destino
tentare goffi voli d' azione o di parola,
volando come vola il tacchino...

Non posso farci niente e tu puoi fare meno,
sono vecchio d' orgoglio, mi commuove il tuo seno
e di questa parola io quasi mi vergogno,
ma c'è una vita sola, non ne sprechiamo niente in tributi alla gente o al sogno...

Le sere sono uguali, ma ogni sera è diversa
e quasi non ti accorgi dell' energia dispersa
a ricercare i visi che ti han dimenticato
vestendo abiti lisi, buoni ad ogni evenienza, inseguendo la scienza o il peccato...

Tutto questo lo sai e sai dove comincia
la grazia o il tedio a morte del vivere in provincia
perchè siam tutti uguali, siamo cattivi e buoni
e abbiam gli stessi mali, siamo vigliacchi e fieri,
saggi, falsi, sinceri... coglioni!

Ma dove te ne andrai? Ma dove sei già andata?
Ti dono, se vorrai, questa noia già usata:
tienila in mia memoria, ma non è un capitale,
ti accorgerai da sola, nemmeno dopo tanto, che la noia di un altro non vale...

D' altra parte, lo vedi, scrivo ancora canzoni
e pago la mia casa, pago le mie illusioni,
fingo d' aver capito che vivere è incontrarsi,
aver sonno, appetito, far dei figli, mangiare,
bere, leggere, amare... grattarsi!
postato da: tiptop alle ore 21:26 | link | commenti (19)commenti (19) Popup
categorie: musica, friends, feelings, cultura o pseudo tale
domenica, 01 luglio 2007

TASSISTI E CONCERTI.
Rattristata per l'incomprensibile mancato incontro con uno dei miei amici, ma  con la prospettiva del concerto di Daniele Silvestri alle Capannelle, Fi esta, Roma Rock, mi caccio in un taxi, il tassista egiziano si innamora di me e visto che non lo invito a prendere un caffè mentre mi cambio si dichiara disponibile ad attendermi (ma non mi ama abbastanza per esserlo gratis) mezz'ora  per portarmi alle Capannelle.  Incredibilmente sono puntuale, durante il tragitto il tassista si fa pubblicità, si chiama Giuseppe, sa essere un buon compagno e devo tornare a Roma per andare a cena con lui, anzi mi lascia il numero del suo cellulare... Alle Capannelle, folle immane. Bellissimo il concerto.










Un'acustica meravigliosa, l'effetto luci spettacolare, mi sembrano migliori rispetto gli altri concerti cui ho assistito. A dir la verità a Daniele Silvestri non ho mai prestato molta attenzione, Salirò,  e la Paranza non  mi piace niente. Invece mi sono accorta che è bravo, simpatico, e che di pezzi suoi ne conosco tanti.
Ho prestato attenzione anche alla porchetta di Ariccia, niente male.
Tornare a casa in taxi si presentava come un'impresa titanica, col cellulare semiscarico poi. Di richiamare Giuseppe non se ne parlava, non volevo dargli false speranze, da donna libera e disimpegnata quale sono (ehm... ) . Chiamare un taxi dando appuntamento davanti a una biglietteria con cancello che sciorina una fiumana di persone  comporta alcuni inconvenienti.
Dopo che gli otto minuti preventivati dal radiotaxi erano passati più volte, ho richiamato...hanno verificato che il mio taxi aveva caricato altri e me ne hanno mandato un altro. Giusto il tempo di accorgermi che le biglietterie  erano due, per di più distanti tra loro. Insomma già immaginavo scenari... Tiptop continua a chiamare taxi fino a esaurimento della batteria ( personale e del cellulare)  e persone che dicono "che culo, un taxi vuoto" ci salgono.... Tiptop vede passare un taxi a passo d'uomo con dentro alcune persone e spalanca la portiera esclamando Lei è Milano54? il taxi è mio! Giù tutti. No lei no, è il tassista,deve guidare, mica le so le strade io!
Invece il secondo tassista non trovava me, e giaceva accasciato sul volante aspettando che il suo radiotaxi mi cercasse...ma ci siamo incrociati, un colpo di fulmine, la mia salvezza. Sulla strada del ritorno, era l'una passata, mi stavo quasi addormentando, quando due macchine dei vigili ad un incrocio si mettono di traverso, sento il tassista che sacramenta con loro " un minuto e passavo non è per me, è la signora che paga ..." Ancora... una signora... mi colpisce sempre, a dir la verità nel corso della giornata mi ero sentita dare dell'atipica, ma signora no. Insomma, a quell'ora tarda passava la processione del divino amore. Dodici Km sino al santuario, ha detto il tassista,  In effetti l'indicazione di quel santuario l' avevo visto vicino alla trattoria dove avevamo mangiato... buoni quei rigatoni con melanzane peperoni e capperi, buone anche quelle verze uccise imbriache nel vino, piccantine...
Comunque, un vero peccato che in questa processione non si autoflagellassero, non ci sarebbe stato male.
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categorie: musica, friends, cultura o pseudo tale, mi faccio il film
domenica, 28 gennaio 2007

Non amo le poesie, e non ascolto neanche con attenzione le parole delle canzoni, ma ogni tanto mi colgono... momenti stati d'animo  sogni

E con le mani amore, per le mani ti prenderò
e senza dire parole nel mio cuore ti porterò
e non aver paura se non sarò come bella come dici tu
ma voleremo in cielo in carne ed ossa, non torneremo....
Più, uuu uuu uuu uuu na na na na na
E senza fame e senza sete
e senza aria e senza rete voleremo via.
                                                  (lasciamo perdere uuu uuu uuu uuu na na na na)


Sei nell’anima
E lì ti lascio per sempre
Sospeso
Immobile
Fermo immagine
Un segno che non passa mai

Ci ho pensato un po' per le canzoni di Tenco, di come "Un giorno dopo l'altro" sembri la mia vita

 
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categorie: musica, feelings, cultura o pseudo tale

In ritardo di una manciata di minuti dopo la mezzanotte...

L'audio e' stato cancellato dallo spazio su Splinder

Mi sono innamorato di te
perché
non avevo niente da fare
il giorno
volevo qualcuno da incontrare
la notte
volevo qualcosa da sognare
Mi sono innamorato di te
perché
non potevo più stare solo
il giorno
volevo parlare dei miei sogni
la notte
parlare d'amore
Ed ora
che avrei mille cose da fare
io sento i miei sogni svanire
ma non so più pensare
a nient'altro che a te
Mi sono innamorato di te
e adesso
non so neppure io cosa fare
il giorno
mi pento d'averti incontrato
la notte
ti vengo a cercare.
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categorie: musica, cultura o pseudo tale
sabato, 11 novembre 2006

Mi sono accorta che ora il filaforum si chiama Datchforum.  Era pieno, stracolmo, un mare di teste, un mare di braccia sinistra alzate.
Qualche battuta di intrattenimento tra una canzone e l'altra.
Su alcuni amici che gli rimproveravano una volta di non essere a sinistra quanto loro, ed ora questi se la passano bene tra i forzisti, e lui invece no. E poi lo stesso di un amico, diventato leghisto. Bush invece èstato sistemato, ora resta da sistemare Mastella, ma è difficile, molto più difficile. E fa bene  la sinistra a preoccuparsi tanto delle elezioni in Molise, rispetto ai problemi della nazione.
Non mi dispiace Guccini, soprattutto il repertorio tradizionale, La locomotiva, Noi non ci saremo,  Dio è morto,  Auschwitz...
E' che sono una seguace di De Andrè, che non ha paragoni...
Guccini lo trovo un po' monocorde, non mi sono sentita trasportare come mi è capitato al concerto di Van de Sfroos
Comunque come De Andrè ha il merito di unire le generazioni... Ce ne erano di tutte le età ieri sera.
postato da: tiptop alle ore 09:35 | link | commenti (14)commenti (14) Popup
categorie: musica, events, cultura o pseudo tale
venerdì, 10 novembre 2006

Stasera... concerto di Guccini, con un paio di colleghi.

E già, perchè sono già tre sere che non esco... a Berlino ci avevo preso gusto. Un trio stranamente assortito ...un trentottenne, un ventitreenne e la sua mamma...eppure ci siamo divertiti: mio figlio lo ha dichiarato spontaneamente, lo giuro!.

La prima sera, colpaccio in estemporanea all'Opera. Come fosse la Scala, anzi, secondo me era più bella, un lusso meno pesante (non so come sia adesso, alla Scala sono andata parecchi anni fa) Era la prima di un balletto classico, signore con abiti da sera luccicanti, la stampa, il rinfresco e noi, entrati pagando  ben  5€, biglietti last minut... M ed io con golf e camicia, almeno il mio golf era nero, mio figlio con felpa celeste... comunque lo spettacolo è stato splendido. Il primo atto (memorabile frase di M, il primo atto è costato come il caffè al Judisches Museum) con musiche di Chopin, il primo balletto comico della mia vita, i ballerini prendevano in giro se stessi e le proprie posture, è stato veramente piacevole. Più nella norma, un po' pesantuccio dopo il primo,  il secondo atto su musica di Debussy, e godibilissimo il terzo con musiche di Bernstein. Non mi è stato dato di sapere nomi e numeri delle musiche, sl programma non li ho individuati...

Dopo di che ci siamo trasferiti a sorbirci la zuppetta e i blini ne bar russo di cui al precedente post dove parlavo del nutrimento...con i relativi fimati sulla signora Blini.

La sera successiva abbiamo cercato di ripetere il colpo con il Flauto magico, mi sarebbe piaciuto tantissimo.. ma gli unici biglietti che avrebbero potuto essere disponibili - forse - costavano 55 €... e allora siamo andati a casa  a vedere sul pc "il commissario L ogatto", il massimo da fare stando a Berllino...ed io ho dormito, i due infingardi sostenevano che avessi persino russato. Comunque alle 22.30 pronti via, localino underground, circolo AKUD, un cortile con panche e tavoli e tre stanze, una adibita a cinema, una per concerti ed un bar con musica, in certe serate anche improvvisata. Quella sera un'ottima band con musica sudamericana e influenze reggae.  Si è messo a ballare nel piccolo spazion davanti ai musicanti un tizio seduto vicino a noi, che aveva voluto  vedere chissà perchè le foto che mio figlio mi faceva tentando disperatamente di carvarne una buona, ed aveva anche riso. Al ballerino se ne è unito un altro in giacca, che aveva una gamba di pantalone più corta di un bel tocco, e tolta la giacca una manica della camicia completamente lacerata. Un leggero profumo di can na nell'air. Il localino ci è piaciuto tanto che abbiamo replicato la sera dopo, questa volta blues, dopo un gelato in una gelateria arredata con mobili di recupero anni '50-'60... non c'era un tavolino uguale all'altro, e non una sedia o uno sgabello uguale all'altro ad ogni tavolo!

Comunque... un locale tranquillo, musica buona, birra a 2€ .. a Milano c'è? Io non so perchè non mi capitano spesso questo tipo di uscite..

postato da: tiptop alle ore 14:13 | link | commenti (3)commenti (3) Popup
categorie: musica, civilization, cultura o pseudo tale
giovedì, 31 agosto 2006

Questa sera Festa dell'Unità,  con R. ex collega a tempo determinato (sigh!) e con  M.amicocollegacompagnodiconcerti al concerto di Davide Van der Sfroos.  R. è venuto a prendermi a casa, e l'appuntamento con M. ha destato le solite incognite. "Vado lì prima così faccio un giro tra le bancarelle, col cellulare ci troviamo" ma avendo un tantinino di coda di paglia aveva insistito per darmi anche il n. di cell dell'amico con cui andava. Con R. c'è stata un po' d titubanza a posteggiare la macchina nell'unico posto libero, vicino a un camper con bombola regolarmente parcheggiata (la bombola) . Fatte le dovute considerazioni, che poteva scoppiare solo quando noi non c'eravamo, una sfiga pazzesca se scoppiava proprio quando venivamo a recuperare la Pandina, abbiamo chiamato M. Ovviamente non raggiungibile. Sguardo di intesa con R.: chiamo l'amico di M. "Si è qua dietro di me te lo passo" In coda alla Piadineria, oh,stava aprendo il cellulare in quel momento... alla grande,  di solito o è incidentalmente  senza soldi o si è incidentalmente appena scaricato. In attesa del concerto decidiamo di fare un giro, ma ci fermiamo subito ai libri, dvd, videocassette di vecchie trasmissioni Rai al costo di euri 1! Bottino: 1 videocassetta L'innamorato della Sig,ra Maigret, 1 "Salsicce mezzanotte" (Nero Wolfe) Davide Copperfield , 4 dvd con due puntate ognuno.Chissà se Davide Copperfield piacerà alla Princess, daragazzina ne andavo matta.  M. prende cinque libri... tutto finisce nella mia borsa. Il concerto è già cominciato, e scendiamo nell'arena, no cioè volevo dire davanti al palco, anzi, un po' a sinistra , ecco sì esattamentre davnati agli amplficatori. La musica dal vivo ... me la sento scendere nella gola e ritmare il torace. Brrr, che bello!  Chissà se riesco a linkare qui una canzone,

L'audio e' stato cancellato dallo spazio su Splinder

dopo ci provo.* Non penso che mi faranno problemi di diritto  d'autore, Van der Sfroos si produce da solo  ed in fondo è solo pubblicità...
I ritmi erano come l'anno scorso, e come l'anno scorso una buona parte del pubblico saltellava a tempo come cangurini. Scenari di danza collettiva, che io mi permetto invece in assoluta solitaria in cucina quando sono particolamermente felice, Rock'round the clock in the air, e non soprattutto non mi vede nessuno, tranne i gatti perplessi per il rito tribale con cui gli apro la scatoletta.
A dir a verità  mi sono poi lasciata un po' andare al ritmo, volevo sgranchirmi un po' dopo tutta la serata in piedi,  ci sono riuscita cercando di astrarmi dalla folla intorno, immaginarmi sola,  o forse no...poco più in là credo si stessero facendo una canna, sentivo l'odore. E se domani M. racconta in ufficio qualcosa delle mie tersicoree oscillazioni,   ledendo la rispettabile serietà della qui presente  Asset Manager... vede.  Io racconto le sue, che aveva su anche i bermuda.


*ce l'ho fatta, è Nona Lucia, preziosissima: l'album è pieno, non ci sta più nulla, resterà l'unica canzone di tutto il blog (si accettano suggerimenti per sistemi alternativi di linkaggio) e non posterò neanche più foto. Beh qualcuna posso toglierla.

PS mi sento sorda dall'orecchio sinistro, lato amplificatori. Passa, vero?



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categorie: musica, events, cultura o pseudo tale
domenica, 23 aprile 2006

Tanti blogger mettono nei loro post testi di canzoni.
E' una cosa che mi mette un po' a disagio, mi sforzo un po', poi "salto".
Innanzitutto  perchè l'inglese lo so un po' più che scolastico (per scolastico intendo il biennio del ginnasio, risaliamo al mesozoico).
Ora va bene fare il blogger, ma già una volta per capire  Sifossifoco sono andata a rileggermi un canto della Divina Commedia. Non ho mai usato tanto come adesso i vocabolari
(notare il plurale) da quando ho finito di studiare.
Poi, il mio aggiornamento musicale è scandito da quello che mia figlia scarica su Itunes, dai Red Hot Chili Peppers alla  nostalgica "il coccodrillo come fa" .
Difficilmente  ricordo i titoli, figuriamoci se riconosco i testi.
Difficilmente mi sono soffermata a distinguere le parole,  anche per i testi  in italiano, la voce si mescolava alla musica era un tutt'uno, mi piaceva così, non avevo bisogno di più.
Giusto dell'amato ineguagliabile Faber mi sono fermata a leggerne un po'.  E  "sei nell'anima" che mi  subbuglia dentro, chi l'avrebbe detto. E "convivendo" che mi faceva scendere le lacrime un paio d'anni fa, mentre guidavo,  vacanza  silenziosa d'agosto, tra le colline. Quando ne ho cercato il testo, non ci ho capito niente, no, sarò onesta, povero Antonacci, mi ci sono messa con impegno, qualcosa ho decodificato.
Come logica conclusione... ecco il testo di una canzone stupenda, che non so come fare per farla sentire qui (abcdnews mi fai un corso? vengo da te la domenica mattina alle 7, adesso c'è meno nebbia, va bene?) ma tanto la conoscono tutti.
E' dolcissima, è semplice...come quello che vorrei tanto, sembra semplice invece è così difficile.

Perfect Day  - Lou Reed  (dal film Trainspotting)

Just a perfect day
drink Sangria in the park
And then later
when it gets dark, we go home
 
Just a perfect day
feed animals in the zoo
Then later
a movie, too, and then home

Oh, it's such a perfect day

I'm glad I spend it with you
Oh, such a perfect day
You just keep me hanging on
You just keep me hanging on

Just a perfect day
problems all left alone
Weekenders on our own
it's such fun
 
Just a perfect day

you made me forget myself
I thought I was
someone else, someone good
 
Oh, it's such a perfect day
I'm glad I spent it with you
Oh, such a perfect day
You just keep me hanging on
You just keep me hanging on
 
You're going to reap just what you sow
You're going to reap just what you sow
You're going to reap just what you sow
You're going to reap just what you sow


 
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categorie: musica, cultura o pseudo tale
lunedì, 17 aprile 2006

Ho finito di leggere  “Aperto tutta la notte” di David Trueba. Un piccolo libro divertente, affettuosamente “impostomi” da Primo Figlio… eppure ci ho messo un mese a leggerlo, evidentemente l’autobus alla mattina, la mia sala di lettura in direzione ufficio, andava troppo veloce.

E’ piacevole da leggere, mi ricorda un po’ Pennac, Benni… il quotidiano imponderabile  di una famiglia. Personalità portate all’eccesso, in chiave umoristica, ma volendo si può anche rifletterci. Un nonno che parla con Dio, una nonna che ha deciso di non muoversi più dal letto, un padre soppiantato nel ruolo da uno dei figli, dodicenne, gli altri quattro  di varie età, un critico cinematografico,  uno bruttissimo, uno seduttore, uno scrittore, il più piccolo allevatore di pesciolini moribondi.  Non posso fare un riassunto per non rovinare l’effetto sopresa, se qualcuno si ritrovasse questo libro tra le mani.


MA GLI  ANIMALI NON SENTONO IL RITMO?  Rock 'Round the Clock , Do You Remember Rock 'Roll Radio.. Io non ci resisto, neanche in cucina affettando le zucchine, meno male che non mi vede nessuno.  Rimangono invece  impassibili il mio cane ed i miei gatti.  Le mucche invece farebbero il frappè?

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