
E’ successo, ieri mattina, quello che gufava la mia 94enne madre, una vita da Cassandra. E quelli che mi chiedevano, ma non hai paura, a Milano, ieri sera sì, a tornare a casa sì, mi sentivo insicura e spaventabile. E quelle che odiavo e trovavo pericolose, le auto in seconda fila.
Non ero lontana dall’ufficio, sulla circonvallazione poco prima di via Ripamonti, un furgone era fermo in doppia fila, mi ero portata a lato e pedalavo, quando una macchina da dietro mi si è affiancata stringendo, ed ho traballato e poi sono caduta. Il guidatore è sceso , mi sono rialzata, mi sono spostata dalla carreggiata davanti al furgone…non mi ero fatta niente, ho raddrizzato il manubrio, è venuto via un bullone che tiene il portapacchi alla ruota, fa un po’ rumore, ma non è funzionale per muoversi, idem il cestino davanti che ha cambiato un po’ forma. Dalla borsa non è uscito nulla… mi rimetto in sella e arrivo in ufficio, un po’ trafelata, un po’ spaventata.
Son tornata a casa dal lavoro, mi faceva male un piede, mi bruciava un po’ la gamba all’interno, ed il braccio destro in alto era indolenzito.
Ho comprato l’arnicagel in farmacia, mi hanno detto di metterlo nel frigo…e poi mi ci sarei fatta il bagno.
Oggi sono dolorante ovunque, ho preso il filobus e faticavo a camminare, e a fare le scale della metropolitana, ma non volevo stare a casa, sono appena stata in ferie, e a momenti arriverà il nipotino. .
Faceva tanto caldo, e ho pedalato i miei otto km dall'ufficio per arrivare dal parrucchiere, con i miei pensieri di bassa o di alta levatura di cui al post precedente, bassa e alta è molto soggettivo dirlo, e comunque in bicicletta penso. Sono diventata una ciclista ( ma non ancora cic-lesta) attenta e aggressiva. Sono stufa marcia delle auto in seconda fila, di quelle che ti tagliano la strada per girare. Adesso metto fuori il braccio e le guardo con la faccia scura. "Io sono ecologica, io sono sana" , sana lo faccio credere. Oggi mi sono tolta la soddisfazione di riprendere la bici per andare in ufficio.
L’ultima volta che ci avevo provato, piena di entusiasmo avevo decretato l’inizio dell’estate e l’avvento dei sandali, causando per la nota legge di Murphy piogge torrenziali ininterrotte da mesi sull’occidente con utilizzo di stivaloni verdi alla coscia...
Oggi, giuro, ho pedalato quatta quatta con gli infradito... e non dico più niente... solo che il mare si sta avvicinando...

Da oggi per me è estate.
E sono stufa delle solite previsioni del tempo, che piove quando torno a casa se vado in ufficio in bici.
Così oggi ho riaffrontato la mia manciata di chilometri (otto?) spedalando contenta tra i profumi (al parco Solari tagliavano l’erba) e le puzze di Milano (in generale) , sulla ghiaia e sull’asfalto, in salita e discesa (in discesa non spedalavo ed ero più contenta) . Col vento tra i capelli, quando andavo controvento, mica perchè vado veloce io, che poi ho i capelli corti e quindi di vento ce ne vuole un bel po’.
Ho anche messo in riga un paio di suv, che si sono fermati per lasciarmi passare, o forse alle mie spalle veniva un camion e non lo sapevo.
Papaveri rossi e papaveri pallidi, pallidi quelli sul ciglio della strada, quelli in seconda fila si vede che respirano meglio.
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Odore di lenzuola che sventolano
di asfalto bagnato
di foglie frantumate
di erba che stanno tagliando
di traffico incazzoso
di baccelloni di carruba
La pioggia di ieri notte ha scavato un torrentello nel vialetto in discesa del parco.
La salita...
e poi c’è la discesa
come in tutte le cose
Son quasi arrivata
lungo la ferrovia
le ultime strade da percorrere sono ariose.
Che sia fiducia, amicizia, amore, il nome non importa, i sentimenti sono una strana cosa ...Ho appena temperato la punta della matita, e questo lo dico per fare felice un grande amico.
Radiopolare dice tante cose belle e giuste, ma le sue previsioni del tempo sono sempre una ciofeca: oggi nuvoloso su tutta Italia e abbassamento delle temperature. Dovrebbero guardare fuori dalla finestra qualche volta, ma forse per questioni di acustica gli studi radiofonici non ce l’hanno. Così stavo per non usare la bici, il cielo di prima mattina non è subito azzurro... forse solo a Milano, non so. Mi sono decisa all’ultimo momento.
E allora bella e pimpante, senza cappellino, mi sono rimessa pedalare attraverso i vari odori di Milano, più o meno tutti schifosi, si vede che è ancora inverno.
Poi c’era un po’ vento, così ho dovuto aggiungere alla mia già non sfolgorante bellezza il cappellino, che però appunto per il vento rischiava di abbandonarmi. Alla fine ne ho fatto a meno., avvolta nella sciarpa. Ecco potrei mettere la sciarpa come un turbante. Conturbante, ma neanche un po', penso!
Insomma pedalando, visto che penso sempre, ho stilato mentalmente un elenco delle pericolosità in bici:
- macchine in seconda fila in strade trafficate
- auto alla tua sinistra che girano a destra quando tu sei evidentemente trasparente
- portiere che si aprono improvvisamente
- auto posteggiate che escono senza freccia
- pedoni che attraversano non sulle strisce
- moto, sono intolleranti verso le biciclette
- auto guidate da donne, forse perchè sono donna?
- i padroni di cani incontrollati con guinzaglio estensibile
- nei parchi, gente che sbanda camminando.
p.s. esco a cena in bici...ma niente passaggio sul portapacchi pare.
C'è il sole il cielo è bellissimo non fa freddo non ce la faccio più a stare qui dentro. Voglio prendere la bicicletta e andare in giro a fare foto. Voglio stare all'aria. Uffa e uffa. Invece, mappali e scartoffie.
poi non poteva mancare un paper anatr
poi credo che i gatti del quartiere siano riconoscenti ...un bel campetto di volley beach
acqua... e poi ancora acqua l'acqua fa sempre dei giochi meravigliosi


e poi mi si sono scaricate le pile quando volevo fotografare il cavallo che partiva al galoppo ... beh, qualcosa è rimasto
tutto questo al Boscoincittà.. che è sempre in Milano, non sembra ,vero?
e poi ho dipinto dei quadri...no.. non io... il sole il vento il cielo la luna li hanno dipinti

e sulla strada del ritorno...
un campo di mais milanese... dietro la rete
ma vediamo anche le Alpi, certe volte...
e questo è ancora dentro Milano...
insomma... anche Milano non è sempre da buttar via, suvvia.
Oggi. cioè ieri, ma è ancora oggi perchè non c'è ancora stata la dormita a segnare il confine tra oggi e domani, è stata una giornatona bella fitta. In bicicletta alle otto e mezza dall'estetista, povera donna, lei ce la mette tutta con me... Dopo aver combattuto invano per la mia bellezza, avevo appuntamento con mia madre, dovevo accompagnare la mite vecchina 93enne dal mio amico otticone, a rifare due paia di occhiali, consigliati dal mio oculista in luogo dell'operazione alla cataratta.