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per gli amici Cri, Tip, Top, TippeToppe, Tippete, Tippe, Cip Ciop, Crì Crì .... poi che ancora potrà venir fuori? Dimenticavo, il nick ancestrale è CORROSIVE VISION... mica male, mi piace!

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Utente: tiptop
Nome: CRI
Sono un disastro, cerco di sopravvivermi. Mi piace la vita: se ci si fa caso, sempre, ovunque, in ognuno, c'è un qualcosa degno di interesse, attenzione, affetto. Mi piace la gentilezza e la familiarità, detesto la volgarità e gli eccessi. COMUNICAZIONI DI SERVIZIO: le immagini pubblicate a volte sono "rubate" dal web, se qualcuno non gradisse il "furto", semplicemente me lo dica e io tolgo. 2)Mi irrita che il mio blog venga usato come veicolo pubblicitario, i commenti stile "Bel blog passa a leggermi" o comunque con analogo fine, verranno cancellati, idem per i PVT. Piuttosto, fatevi conoscere per i vs. commenti arguti spiritosi ed intelligenti. 3)non mi piace mettere banner e riempire il template di cosi, evitate di chiedermelo.


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giovedì, 06 agosto 2009

Anche andare in ufficio può essere pericoloso.

Sono rimasta chiusa in ascensore, una spanna oltre il quinto e ultimo piano. Per fortuna non ero sola, se no davo i numeri.  Così, in quattro, le battute si sprecavano. Gentile il collega responsabile della sicurezza del quinto piano (che poi magari mi legge qui). Gli ho ingiunto di mettersi l'elmetto per parlarci, voleva raccontarci una barzelletta e in coro gli abbiamo detto di no, rischiava, prima o poi saremmo usciti...

Hanno chiamato addirittura i vigili del fuoco, perchè il tecnico latitava. Volevo essere salvata con una scala, sarebbe stato romantico, invece ho sentito solo il rumore di una serratura, e la porta si è aperta, qualche collega superfluo presente, di quelli tipo pensionato che c'è un incidente e corre a vedere, di quelli che creano le code in autostrada.

postato da: tiptop alle ore 10:27 | link | commenti (6)commenti (6) Popup
categorie: events, civilization
venerdì, 05 giugno 2009

Poesia

Ieri sera, come quasi tutti i giovedì, sono andata all'ARCI "Martiri di Turro", si fa poesia,  e qualche volta musica, o prosa. E son sempre serate piacevoli. Ieri sera c'era Guido Catalano che ci ha letto un po' delle sue poesie... insolite, esilaranti ma non solo.

Questa è una, con cui ha vinto un premio, organizzato da Le Trottoir di Milano, mi pare l'anno scorso.

come sfuggii a una trappola infame tesami dai milanesi una domenica d’Agosto)

quando mi hanno detto che c’era da scrivere qualcosa
sulla domenica
mi son detto, beh, io sulla domenica sono ferrato
io sulla domenica ci ho un sacco di roba da scrivere
io la domenica me la posso giocare bene
la domenica a me come concetto mi ispira

poi, mi son detto
mi metto a scrivere sulla domenica
una bella poesia
adesso che siamo ad Agosto
che per me Agosto è come una domenica di trentun giorni
magari mi metto a scriverla
una domenica
d’Agosto
mi sembra perfetto
non può che uscire un capolavoro
mi son detto

allora mi sono seduto
davanti al compiuter
l’ho aperto
ed eccomi li davanti alla pagina bianca
che poi non è propriamente una pagina vera
è una pagina virtuale
che io la vedo come fosse una pagina bianca
ma non è una pagina vera bianca
è un insieme di 0 e di 1
secondo me è una serie di 0 e di 1
che io vedo una pagina bianca
ma è una faccenda del tutto virtuale
ed è questa la cosa veramente affascinante della cibernetica moderna
che ti semplifica la vita
ma nel contempo un po’ ti inganna pure
che tu vedi una roba che in verità è un’ altra roba
è tutto un insieme di 0 e di 1 secondo me
l’ho letto da qualche parte

comunque
io mi sono seduto
ho aperto il compiuter
ho aperto la pagina bianca
virtuale
una domenica d’Agosto
e mi son detto, ora io scrivo una bella poesia sulla domenica dato che il tema in questione è proprio la domenica

che io sinceramente
a dirla tutta
fosse stato per me
io avrei scelto anche un altro tema
non che la domenica non mi vada bene
che sono ferrato io sulla domenica
ma potessi scegliere
magari non sarebbe proprio ai primi posti
non so,
la pizza
la bomba a mano
la masturbazione
l’aeroplano
il gatto
Gesù
l’autostrada
il vampiro
eccetera eccetera

però, ho pensato
magari si è scelto la domenica
che chi più chi meno
la domenica
ho pensato
chi più chi meno
un po’ a tutti
anche quelli meno bravi
quelli meno capaci
magari una cosa sulla domenica
ci riescono a scriverla
ho pensato

allora mi son messo lì
una domenica d’Agosto
seduto
ho aperto il compiuter
ho aperto la pagina bianca virtuale
e mi son detto

ora io scrivo una roba sulla domenica
una roba talmente profonda
una roba talmente innovativa
che la gente dopo averla letta
leverà gli occhi dalla pagina
e guardando nel vuoto per alcuni minuti
stringendo il foglio tra le mani
non potrà fare a meno di dire:

“porca vacca questo qui ha capito tutto ma proprio tutto sulla domenica, questo qui, io non so chi sia, che studi abbia fatto, quale sia il suo credo, quali i suoi gusti, ma questo qui, porca vacca, ha scritto qualcosa che io non ci avrei mai pensato sulla domenica, e dire che io di cose sulla domenica, un po’ come tutti, penso, di cose sulla domenica ne ho pensate a bizzeffe…”

ecco
questo era un po’ il mio fine
quando mi sono seduto
una domenica d’Agosto
davanti al compiuter
e dopo averlo aperto
e dopo avere aperto la pagina virtuale del compiuter
mi son messo lì per scrivere una poesia sulla domenica

però poi
non so com’è
non mi veniva mica
ero lì
tutto concentrato
non mi veniva mica
è impossibile, mi dicevo
è impossibile
e passavano i minuti
è impossibile, continuavo a dire ad alta voce
sempre più alta
e passavano sempre più minuti
è impossibile porca vacca!
che a un certo punto la mia fidanzata che stava nell’altra stanza
viene, un po’ preoccupata
e mi chiede: “ma cos’è che è impossibile?”
ed io che in quei frangenti lì mi viene su un nervosismo mica da ridere
“ma niente ma niente, fammi un po’concentrare che qui sta succedendo una roba veramente strana, sta succedendo”

e così
passavano un sacco di minuti
che poi divenivano mezz’ore
che poi divenivano tre quarti d’ora
che poi divenivano ore
e arrivava la sera
e io non ero riuscito neanche a scrivere una riga
sul tema “la Domenica”

e allora lì ho capito
in una domenica d’Agosto
davanti alla pagina bianca virtuale del mio compiuter
io ho capito
che si trattava di una trappola
che queste persone
che tra l’altro erano pure milanesi
che coi milanesi, si sa, bisogna stare attenti
queste persone milanesi
che gli era venuta in mente la domenica come tema
per una poesia
queste persone milanesi
mi avevano teso una trappola

una trappola infame
che loro hanno pensato di fregarmi
dandomi come tema la domenica
che me li figuro io
lì a Milano
con i loro ghigni tipicamente milanesi
attorno a un tavolo
con un’enorme pentola piena di Cassola nel mezzo
che loro tipicamente mangiano la Cassola quando devono creare un piano malvagio
ai danni di un poeta torinese
che loro odiano i poeti torinesi
soprattutto quelli bravi come me
che loro hanno paura che un giorno i poeti torinesi bravi come il sottoscritto
un giorno diventano famosi e oscurano Milano
con i loro versi immortali
che Milano deve essere sempre più importante di Torino anche nella poesia

e io me li immagino
lì nella loro stanza
con le luci soffuse
con le mani e i menti tutti unti di Cassola
che loro, i Milanesi, tipicamente la Cassola la mangiano con le mani

e me li immagino che tra un pezzo di Cassola e un sorso di Wiski
io me li immagino
che il loro capo
dice:

“diamogli come tema la domenica che lo fottiamo che lui è un poeta talmente profondo e innovativo che con un tema così banale e scontato, lo mandiamo in para – che loro usano questi termini tipo “mandare in para” – diamogli la domenica che vedrai che non gli viene mica una poesia profonda e immortale che lui è abituato a confrontarsi con concetti ben più alti e sicuramente la domenica non ce la fa”

e mi viene la nausea a pensare
a queste persone milanesi
che complottano alle mie spalle per fregarmi
tutte unte di Cassola

e così
io ho chiuso il mio compiuter
mi sono alzato dalla sedia
e sono andato nell’altra stanza
con un bel sorriso come di soddisfazione
sulla faccia
un bel sorriso di soddisfazione
per essere scampato alla trappola dei milanesi

mi sono fatto un panino al prosciutto cotto
mi sono accomodato sul divano
ho aperto la tele
dove tutti quei puntini luminosi
creano
immagini
meravigliose

 

e poi questa poesia d'amore:

quanto t’amo secondo te quanto?
in chili quanto t’amo?
il litri quanto t’amo?
quanto t’amo in metri?
quanto, dimmi quanto secondo te quanto
in iarde? (una iarda è 0,9144 metri)
quindi quanto t’amo in iarde secondo te?
e secondo te quanto t’amo in megatoni?
in mele?
in api?
in camions?
ma secondo te è possibile amarti in cani?
in cani ad esempio quanto t’amo in cani?
in fuchi?
in biglie?
in polpastrelli?
in delta di fiumi?
quanti delta di fiumi abbisognamio per esprimere quanto io t’amo?

in presidenti della repubblica italiana?
lo so, ti sembra strano
ma è plausibile esprimere quanto t’amo in presidenti della repubblica italiana
de nicola
einaudi
gronchi
segni
saragat
leone
pertini
cossiga
scalfaro
ciampi
napolitano

solo undici!
no
almeno altri cinquecento anni di presidenti
almeno

in umberto eco?
quanti umberti echi ci vorrebbero
per stabilire quanto t’amo?
impossibile dirai tu
infatti
ce n’è uno solo
ma immagina che uno possa moltiplicare umberto eco
quindi quanti echi quanti secondo te quanti?

è inutile
lo so
non esiste
un’ unità di misura valevole
per calcolare quanto t’amo

apparte
il vecchio vecchio
bum bum bum
del mio cuore aritmico
bum bum bum
quando ti vedo
che mi cammini verso

postato da: tiptop alle ore 12:13 | link | commenti (11)commenti (11) Popup
categorie: friends, events, cultura o pseudo tale
mercoledì, 20 maggio 2009

IMPRESSIONI A TORINO

Lasciate le poche gocce di Milano, il treno aveva raggiunto le nuvole, due ore più tardi  a Torino pioveva, pioveva proprio.

Con lo zaino in spalla abbiamo raggiunto i portici, e camminato, camminato lungo aiuole, per strade larghe dove finestre lunghe alte tutte in fila ci guardavano severe, e strade strette, quando le strade si sono fatte strette, eravamo arrivati.

La reception del B & B era densa di tappeti, fiori e cornici dorate. Gli stucchi, lo scintillio ed il dorato in Torino ti tallonano, almeno in quella dove sono entrata.

Perché dall’autobus, andando al Lingotto, vedi anche le case come sono in qualunque città.

 La mia camera era in un appartamento al primo piano, in cima ad una scala ripidissima, che mi son detta “Mamma mia, io salgo, ma poi scendo?” la finestra si affacciava su un cortile con i ciottoli e le biciclette, e si vedeva una fetta di cielo, sereno, il giorno dopo.

Lo stesso andando a mangiare da Shakespeare, con i nuovi amici del Lit Camp 2009, lo stesso cenando al Ristorante Tre Galli alla sera: la vecchia Torino delle case  deve essere  piena di scale ripide, ed i palazzi invece di scalinate larghe e marmoree con delle volte a stucco, e finestroni ampi, come quelle del Circolo dei Lettori (nonchè degli Artisti), un’istituzione della quale  mi sa che a Milano l’equivalente non c’è (purtroppo).

Non ho visitato Musei, né altri monumenti, non ce ne era il tempo ho solo camminato molto, sotto la pioggia e  poi anche col sole: anche camminare è bello per Torino, i portici sono tanti, ed i negozi antichi sono rimasti antichi, non rifatti antichi come a Milano.

Per le strade, spesso a lastroni, in mezzo a quei palazzi emananti magnificenza e senso della storia, ti aspettavi si fermasse l’omnibus trainato dai suoi  cavalli, non l’autobus 18,  e  che al semaforo fossero ferme carrozze, dove dame in veletta rimbrottavano signori in cilindro.

E l’aria era pulita, forse per la pioggia, forse perché le montagne sono vicine.

postato da: tiptop alle ore 07:47 | link | commenti (12)commenti (12) Popup
categorie: events, civilization, cultura o pseudo tale
giovedì, 14 maggio 2009

torino

E' la prima volta che vedo Torino, salvo una volta per lavoro, treno-tribunale-treno, della quale mi ricordo vagamente il taxi.
Finalmente vado alla Fiera del Libro al Lingotto, mi sembra un sogno, e due giorni, venerdì e sabato!
Credo, spero,  che incontrerò un sacco di amici, conosciuti qui e su FaceBook, e ne rivedrò altri.
Per la precisione, venerdì sarò al Lit Camp  che si svolgerà il 15 e il 16 presso il Circolo dei Lettori, un circolo che mi piacerebbe tanto fosse a Milano per tutte le iniziative che ha.

Aggiungo questa cosa, ci giravo intorno coi pensieri in metropolitana mentre venivo in ufficio. Appunto non ho mai avuto molto a che fare con Torino, però mi sto accorgendo che dev'essere una città molto viva, e in effetti ci sto conoscendo "virtualmente" belle  persone.

postato da: tiptop alle ore 07:37 | link | commenti (11)commenti (11) Popup
categorie: friends, events, cultura o pseudo tale
sabato, 11 aprile 2009

auguri....

mi raccomando, attenti con le uova!

un sorriso

qualche momento sereno per tutti

postato da: tiptop alle ore 16:53 | link | commenti (5)commenti (5) Popup
categorie: friends, events
venerdì, 13 febbraio 2009

E con oggi sono

54

cominciano a sembrar tanti, e continuo ostinatamente a non sentirli, e a non pensarci. Oppure,sì, ci penso, con cautela.
Mi sto accingendo a fare un passo che è frutto di un cammino di qualche anno, e che mi spaventa un po', mi spaventa un po' se guardo  queste due cifre, e mi spaventa sentendo nell' aria galleggiare queste cinque lettere, c, r, i,s,i.
Ma appunto in forza di queste due cifre, so che non posso rimandare la verifica.
Ormai manca poco perchè mi trasferisca.
Andare a vivere da sola, anche se dico che non lascio nessuno e che abito solo da un'altra parte, sarà una "bella" prova, mi aspetto più rose che margherite, che come noto hanno profumo e spine, mentre la margherita, il mio fiore preferito, è dolce e  romantica, e profuma di prato.
postato da: tiptop alle ore 07:59 | link | commenti (32)commenti (32) Popup
categorie: events, provo da sola
mercoledì, 11 febbraio 2009

puff puff 2

Quando al mattino ci si fa la doccia, e ci si crogiola nella schiuma sotto l'acqua calda, non si sa ancora cosa capiterà nella giornata.
Sono arrivata col mio solito leggero ritardo in ufficio, ed ai tornelli cerco il mio bel portafoglio di pelle arancione, scelto apposta per poterlo individuare subito nella specie di bagaglio che mi porto appresso, denominato borsa.
Niente. Con un po' di vergogna comincio a tirar fuori il cappello, i guanti viola, la macchina fotografica, i due cellulari, la busta in pelle con tutto un po', l'altra busta "necessaire informatico"... chiavi della bici della casa nuova della macchina della casa ... nulla... il contenuto smetto di elencarlo per la vergogan che non è più solo un po'. Una collega si ferma per sostegno morale...mi fanno entrare senza badge, la collega mi accompagna nella stanza, è molto gentile, anche se, nonostante si stia appalesando l'ennesimo episodio di sfiga, riesco ancora a camminare.
Svuoto completamente la borsa, i colleghi solidali sono ormai diventati tre... telefono a casa, occupato... il capofamiglia sul cellulare, è già per strada. La Princess non risponde al cellulare, il Nuoro ha la segreteria telefonica, il numero fisso dà cronicamente occupato. Finalmente la Princess, con reazioni che sembrano ancor più bradipesche ad una madre che non ne può più, cerca in casa nei posti dove potrebbe celarsi il portafogli. Non c'è.
Telefono alle due banche, blocco i bancomat, per fortuna i documenti erano altrove, e l'abbonamento tranviario pure.
Corro a casa, non prima di aver inoltrato la prescritta mail al personale ed ai capi: Prendo mezza giornata di ferie, per questo motivo, se non finisco le pratiche prolungo nel pomeriggio (e sto meditando anche di prolungare fino a Lourdes).
A casa rintraccio i numeri deile tessere bancomat, e corro dai carabinieri per la denuncia.
Dopo un po' di attesa, è il mio turno,  ed a metà della stesura della mia denuncia chiama mia madre, è stata contattata da uno che ha trovato dei miei documenti, le ha lasciato il numero di cellulare.
Lo chiamo, concordo come recuperarli, interrompo la denuncia, vado. E' un anziano, molto gentile, che mi dà l'astuccetto che era rei bancomat ed ora contiene badge dell'ufficio, tessera sanitaria e carta del supermercato. Lo ringrazio molto,  mance non ne posso dare perchè ho le tasche vuote e neanche posso prelevare, ma comunque non l'avrebbe certo accettata.
Mi spiace per il portafoglio, era bello e conteneva un ricordo caro...
Mentre aspetto che il giovane carabiniere finisca di parlare con il suo maresciallo, mi guardo in giro, c'è un pensile a scomparti, che contengono ognuno incartamenti ed il cappello. Concludo la denuncia col giovane simpatico e  gentile, e torno a casa pronta a ripartire per la prima banca, la seconda domani mattina, è sulla strada per l'ufficio.
Ecco... e stasera la prima della nuova serie di lezioni  del corso di scrittura... gli assegni, devo ricordarmi gli assegni, chi li usa più?
Però.. ripensandoci,  potrei far fidanzare mia madre col tizio che mi ha trovato le carte.
postato da: tiptop alle ore 18:26 | link | commenti (1)commenti (1) Popup
categorie: events, family pack, civilization
mercoledì, 07 gennaio 2009

che c...,la neve!

tornare in ufficio oggi dopo due settimane in malattia per una distorsione...
Onestamente sono un po' preoccupata, andare vado, hanno detto che si circola, il problema è la neve che continua a scendere...
Io vado...ma  poi torno?
L'ufficio dista circa 8 km e devo prendere due mezzi...
Ho cercato gli stivaletti da neve... si sbriciola addiritttura il rivestimento... vabbè provo, poi li butterò via, i moon boot arancioni forse sarebbero meglio ma non mi ci vedo in autobus...
La neve ha un suo fascino...in città, solo guardata dalla finestra.
In vacanza, non in città , è meravigliosa, ed anche godibile.

postato da: tiptop alle ore 07:47 | link | commenti (8)commenti (8) Popup
categorie: natura, pensieri sparsi, events
lunedì, 05 gennaio 2009

TENSOPLAST - via, verso la libertà.

Il taxi  si ferma alla sbarra, qualche minuto di attesa e mi lascia di fronte all'ingresso del ambulatorio ortopedico,  o meglio agli sportelli con scritto prenotazione.
Ci sono due macchinette che distribuiscono i numerini di attesa,  entrambe paiono  indicare sul tagliandino Servizio A,  non meglio precisato che presupporrebbe anche un servizio B:  per non rischiare di sbagliare e attendere per niente chiedo, nessuno sa del B, hanno tutti A.
E' il mio turno, l'impiegata mi ritira  la prescrizione, mi dà un foglietto, vada alla cassa e torni qui, mi dice.
Vado, c'è una scala da salire, meno male che non ho con me le prescritte stampelle, visto che il piede non fa più tanto male e le uso imbranatissima.
Pago, occorre scendere.
Torno allo sportello,  mi danno un altro numerino,con scritto 264, stanza 6-7, deve andare qui a sinistra (che è la mia destra). Vado.
C'è una porta con scritto ambulatorio, la apro, una rampa di scale. Quando le ho discese, noto un ascensore, dall'aria gelida che ne esce quando si aprono le porte capisco che l'accesso era all'esterno dell'edificio.
Vabbè...ormai son giù, indicazioni però non ce ne erano.
Cerco le stanze, stanze gessi. Un cartello avvisa che i numeri  sono amministrativi e non corrispondono all'ordine delle chiamate.  Ma neanche ad altri ordini, le mie vicine hanno come me stanze 6-7 e vengono chiamate alla 10.  Qua bisogna stare attenti, mica in muta attesa con occhio vitreo.
Infatti...250...259...264. Seduta sul lettino tagliano. Non riesco a distinguere se è il pelo che tira o mi stanno tagliando la carne della gamba. E... via!  Rimango un attimo senza fiato, uno stato parossistico tra il gelo ed il bruciore... il cerottamento non c'è più.
PiaNino AdaGino (4 bambini andavano a scuola, come si chiamavano? ) sono uscita dall'ambulatorio ed ho chiamato un taxi per tornare a casa, ancora una decina di giorni  devo prestare attenzione e far fare ginnastica alla mia deliziosa estemità,  muovendola in su e in giù.
Una considerazione, contando che ho visto più gente stampellata che col braccio al collo.. e se  in un' ortopedia, si deambulasse meno?  potrebbero mettere, chessò, delle liane.

postato da: tiptop alle ore 16:01 | link | commenti (9)commenti (9) Popup
categorie: events, civilization
mercoledì, 31 dicembre 2008

Il 2009


Che il trascorrer vi sia lieve....



 Un augurio ai viandanti ed ai "residenti" di questo blog...
e grazie, che ci siete, di cuore.
postato da: tiptop alle ore 15:30 | link | commenti (14)commenti (14) Popup
categorie: events
giovedì, 25 dicembre 2008

primo match natalizio

Cena della vigilia di Natale, a casa della suocera.
"Se la zia però comincia a dirmi cosa devo fare,  m'incavolo subito"
"La sera promette bene, come clima natalizio"
"Scusa, è infermiera, e per di più fa parte della schiera di persone che sanno sempre quello che è giusto che gli altri facciano... noi andiamo lì, il capofamiglia con la febbre, tu con la bruciatura sul dorso della mano ed io con tensoplast  e stampelle... pensi che si tratterrà?  "
Siamo al citofono, targhette con i  numeri. La Princess è indecisa, il dubbio è tra due, io che di norma evito  l'edificio,  non ne ho la più pallida idea. Il primo, è silenzio. Il secondo, voci e cani che abbaiano, è quello, e ci aprono.
Un cane è legato al calorifero, stava esagerando con le sue attenzioni nei confronti dell'anitra all'arancio. Gli altri due transitano, il bassotto semicieco fa da inciampo, la dalmata ti frusta con la coda.
Il piccolo principe vestito di rosso riscuote immediata attenzione, e reagisce scrutando e silenzioso agli starnazzamenti belamenti e cose così, non so, li scruto anch'io , son più riservata coi bimbi, e di natura meno chiassosa.  Fortunatamente dopo un po' si addormenta.
Un sospiro di sollievo, l'antipasto con patè, pomodori, salmone, salame di varzi e crostini a forma di fiori e di picche, niente cuori e quadri, comunque i semi col picciolo, anche se con minor superficie spalmabile, si rivelano pratici essendo muniti di impugnatura.
La zia infermiera disquisisce sull'allattamento.
L'anitra, ha vinto lei, che era meglio se il cane riusciva nei suoi intenti. Era invulnerabile,  o forse erano i coltelli d'argento che vulneravano poco. Io non l'ho mai cucinata, ma ero un po' perplessa sulle risoluzioni matematiche dell'altra zia... " C'era scritto che cuoceva in tre quarti d'ora, le anitre erano due e le ho lasciate in forno  un'ora e mezza."
Le patate al forno erano un po' crudine, sembra che la teglia con le patate ancora crude, preparate per la cottura, fosse scomparsa, e ritrovata sulla toilette in bagno.
Il piccolo principe si sveglia e la Princess lo tiene in braccio intanto che si aprono i regali.
La zia, quella delle anitre, continua a dire " ma quanto è bravo questo bambino, non piange mai, è impossibile che non pianga mai" e tanti ne ha fatte, di facce, e di versi, che alla fine il bimbo ha fatto le labbra imbronciate, ed è scoppiato a piangere. Lei "Ah ecco,,," ma l'abbiamo guardata tutti malissimo.
Devo ricordarmi di questa cosa, quando mi capita di dover spiegare perchè non la sopporto.
postato da: tiptop alle ore 11:21 | link | commenti (7)commenti (7) Popup
categorie: events, family pack

intanto auguri

Al navigante di passaggio.....
Sto cercando di scrivere un post mentre aspetto che cuociano le cose...
Intanto... auguri per una giornata serena in famiglia, ed un sorriso-pensiero alle persone che invece lo passano da sole, o che si sentono sole.




postato da: tiptop alle ore 08:58 | link | commenti (3)commenti (3) Popup
categorie: friends, events
mercoledì, 17 dicembre 2008

ah.... una cosa.


Da ieri sera ho le chiavi di quella che sarà casa mia, che poi non è che quella di adesso non lo sarà più.
Starò solo in un altro appartamento.



postato da: tiptop alle ore 02:49 | link | commenti (9)commenti (9) Popup
categorie: feelings, events, family pack
giovedì, 11 dicembre 2008

Grazie.

IL MIO BLOG COMPIE OGGI TRE ANNI!

Mi investo di solennità, come dovessi scrivere il discorso di Capodanno del Capo dello Stato.
Immaginatemi seduta ad una scrivania con aurei intarsi, una bandiera con il mio avatar, fascia tricolore, scritta Blogitalia giocoforza.
E' un periodo un po' tosto questo per me, ma non intendo fare bilanci, fare i bilanci della propria vita non ha molto senso, semmai è bello ricordare.
Nei bilanci ci sono i più e i meno, nella vita c'è solo il più.
Tutte le esperienze sono dei più, ed anche le persone che ci hanno accompagnato anche per pochi passi, o ci hanno attraversato la strada.
Il segno meno nella vita non esiste, non sparisce nulla, tutto resta dentro di noi, semmai celato, ma resta.
Se leggo vecchi post, mi accorgo di quanto sia cambiata, ed anche di quanto non lo sia, chissà se vale se ne ripubblico qualcuno.
Se guardo tra gli avatar degli amici, o tra  i miei link, ce  ne sono alcuni  che  che su splinder non vengono più, o poco, o hanno chiuso il blog,  eppure non voglio cancellarli, non voglio rischiare di dimenticarli, eppoi " a volte ritornano ", si mai nella vita. La vita è come una scatola di cioccolatini.
Ringrazio Viridian che mi ha fatto conoscere questo mondo, che mi era assolutamente ignoto, anche tecnologicamente, quando ho cominciato, e nel quale mi muovevo timidissima... non osavo lasciare commenti, e per i primi mesi non mi ha letto nessuno. Se non ricordo male avevo festeggiato le mille visite verso la fine di febbraio 2006, la metà delle quali sicuramente mie, non avevo ancora scoperto i "preferiti"!
Adesso in molti blog mi capita di leggere post sulla "minaccia Feisbuc"... è vero che lì ci ritrovo splinderiani a frotte, ma non mi pare abbiano abbandonato i loro blog, nè la frequentazione di altri...a me sembrano che anche i rapporti interpersonali siano molto diversi. 
Sembra un po' di vivere in vetrina, e tutti fanno la raccolta delle figurine.
Secondo me, c'è una tale mescolanza di reale e virtuale, che rischiano di scoppiare invidie gelosie rappresaglie che si riporteranno anche nei rapporti reali.
Come ho scritto in alcuni commenti, riesco ad  essere autentica qui,  come tiptop,  mentre in Feisbuc col mio nome e cognome, dove mi leggono  il capofamiglia, parenti,  colleghi di lavoro,  mi aggiro cauta e guardinga, come neutra.  Anche qui mi leggono persone che mi conoscono,  per nome e cognome, alcune  di persona, ma sono rapporti nati qui, è diverso. E' proprio diverso l'approccio.
Le mode sono sempre un rischio, la gente si lascia portare... ma non penso che i blog moriranno per Feisbuc, in ogni caso intendo far parte dello zoccolo duro perchè questo formato mi piace, per scrivere, scrivermi e farmi leggere, ed i rapporti che ne nascono mi sembrano abbastanza veri.
E poi volevo dire grazie, a chi passa,  o è passato di qui lasciandomi delle sue parole.
Dico sempre che è bello dire grazie, perchè vuol dire che  hai ricevuto qualcosa.
postato da: tiptop alle ore 00:27 | link | commenti (35)commenti (35) Popup
categorie: events, cultura o pseudo tale, post importanti
venerdì, 28 novembre 2008

SALONE DEL LIBRO USATO

Anche se l'ombrello mi scivolava coi guanti di lana, e la neve in piazza Lodi erano gocce cicciotte, e invece in piazza Corvetto gocce pesanti, insomma  non la neve leggera a fiocchi che almeno l'ombrello è inutile... gocce pesanti che però sui tetti e sulle auto in sosta restano bianche, e fanno poltiglia color asfalto per terra, scivolosa...

Anche così, pensando al week end che le previsioni del tempo, in quanto tali, prevedono brutto, ho apprezzato un adesivo pubblicitario trovato sulla free press di oggi:

28.29.30 novembre     FIERAMILANO CITY  - viale Scarampo Milano INGRESSO GRATUITO salonelibrousatomilano.com    SALONE DEL LIBRO USATO, bancarelle in Fiera, 4^ edizione.

"Leggere nuoce gravemente all'ignoranza"

L'unica cosa, chissà che libri sono, io dai miei "belli" mica mi staccherei. Sarebbe bello anche ci fossero bancherelle tipo "remainder's" un'inizaitiva che mi sembra stia scomparendo.

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categorie: milano, events, cultura o pseudo tale
mercoledì, 05 novembre 2008

yes, they can.

Noi no.






Son contentina, dai. 
Adesso, non saprei se per ridere o per piangere, non dobbiamo perderci le dichiarazioni dei nostri governanti, che poi  l'assalto al carro del vincitore era già cominciato nei giorni scorsi.
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categorie: events, civilization
venerdì, 29 agosto 2008

cento mila

che non è mille cento... mille cento per mio figlio da bambino era una cifra incommensurabile. Quando non riusciva ad immaginare la quantità diceva " Ma più di mille cento?"

99735 sto per arrivare a centomila accessi chi è il centomillesimo me lo dice? tanto non vince niente, ma neanche ci perde.
però sono da segnalare anche il 99999 ed il 111111, mica sono numeri da tutti i giorni, lo sono, un po' speciali, un po' come quelli che vedi nel contachilometri della macchina... "oh, sono arrivata a 31113"  "a 33333" " a 36912"

e comunque, grazie a tutti quelli che sono passati di qui, e che masochisti  pure ci tornano.
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categorie: pensieri sparsi, friends, events
venerdì, 15 agosto 2008

serata mondana

Stasera siamo stati invitati a cena dalla sorella del Prence, nel centro di SMV.
Non parlerò della cena e del padre del Prence che mi ha riempito di vino rosso sconosciuto, ripetutamente e sino all'orlo,  il bicchierone, e della sua figlioletta di due anni, zia del mio nipotino e cognata di mia figlia, che mi  voleva stare in braccio. Nè della grigliata e dell'anguria, e della meringata che abbiamo portato.  Anzi, ho sete, ora che ci penso, scendo a bere, coca, non la amo, ma almeno si dice sia corrosiva, magari si smangia le salsicce...
E' che davanti alle nostre finestre, seminascosta da smilze e giovani piante, si svolgeva anche la grigliata del paese, senza meringata, intravedevo però un tavolo stracolmo di mezze fette d'anguria, frutto tricolore (e qui ripenso sempre alla battuta di Petrolini, d'epoca fascista, peccato che ci siano quei bruscolini neri che disturbano).
L'orchestrina scritturata dal bar ha attaccato con "che sarà" , ho visto spargere borotalco sulla pista da  ballo, sulla quale si sono avventurate un paio di anziane coppie, e poi un po' di bambini e quindi la consueta coppia femminile. Nessun giovane, nessuno di mezz'età.  Siamo scesi a fare un giretto, c'erano anche bancarelle. Tavolate in piazza, non molte. Molte persone che passeggiavano, diverse da quelle che passeggiano di sera al mare, certo meno colorite e anche meno sfolgoranti di abbigliamenti osè.  Non un volto conosciuto, di quelli che popolano il paese la mattina del sabato, giorno del mercato.
Possibilità zero di incontrare qualcuno che conosco, e per me è insolito assai. Sono solo 25 anni che vengo qui, e non frequento nessuno. Ho giusto rapporti con una coppia di vicini, non mancano mai le chiacchiere quando incontro per strada le signore che si sono succedute nel corso degli anni per le pulizie, e con i negozianti più datati.  Se la memoria non mi inganna, è la seconda volta che cammino in paese in orario dopo cena. E' cambiata, SMV...ora girano villeggianti, gli indigeni vanno in vacanza. Ricordo che tempo fa per la maggior parte di loro fare le ferie era semplicemente stare a casa. Molti preparavano le cantine per la vendemmia, qui tutti hanno un pezzetto di vigneto. Un paio di bar hanno rifatto il maquillage, uno ha pretese di locale per aperitivo, mi incuriosisce l'enoteca, ora anche ristorante, chissà se farci un salto. Ma anche l'aperitivo oltrepadano, chissà com'è.
Le bancarelle sono una delusione, poche e per lo più di bigiotteria. Una di quadri offre un invitante e gioioso ritratto di tre suore e due novizie, ed una cover di Vermeer, La ragazza con l'orecchino, che mi ha subito ricordato la copertina del libro, prima di ogni altra cosa. Ognuno ha le reazioni che ha. Ho pensato al quadro con le suore collocato in un ingresso oscuro. Quasi quasi per natale a mia suocera.. ma il dispetto ha poche possibilità di riuscita,  non è il tipo che si sente moralmente costretta ad esporlo, e se lo dimenticherebbe incartato in qualche angolo della casa.
Una bancarella di salamini di cinghiale ed una con cappelli da cowboy.
Non ho comprato nulla.
La serata era fresca e le zanzare si sono avventate sul capofamiglia, lasciando stare me, di me si accontentano quando mi trovano sola.
Al momento di rincasare l'orchestrina stava suonando Il coccodrillo cosa fa, per la gioia dei bambini presenti: infatti, più numerosi, erano nella pista tutti compunti  a fare le mosse previste, come, forse, un altro milione di bambini in vacanza nello stesso momento.
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categorie: events, fotografia, family pack
domenica, 27 luglio 2008

momenti così

Non so dire se sto bene o se sto male. Credo  che siano quei momenti a cui poi ripenserai sorridendone, e saranno un bel ricordo, ma intanto  che li vivi sono così.
L'attendere...
Eppure ci  sono cose dove non puoi che aspettare, una tortura per chi è abituato ad agire, a fare in modo che accadano.
Si avvicina il momento del tafferuglio... Mamy, sento queste cose qua...
Ma io non so, forse non saprò, non sono un dottore, e ho sempre vissuto d'istinto.
La Princess mi dice " La mamma di G aveva una seconda, ed è arrivata allattando alla sesta,tu com'eri?" Non lo so com'ero, in genere vivo, vivo protesa verso le sensazioni e priva di interesse verso questi dati.
In attesa di nuovi equilibri... quando mi sento insofferente, imbrigliata... come se tutti con i loro comportamenti  decidessero per me,  quale debba essere la mia vita, come io debba essere, di cosa debba occuparmi... E io non voglio...
Ho tanta paura,  anche se scherzo "Talula balla la Hula... saranno cretini i genitori, però voi il nome non lo avete ancora"   li vedo che si abbracciano, sereni e senza nessuna certezza per il futuro,  ed io tremo dentro, ma non ci sono carezze e baci e parole dolci.
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categorie: feelings, events, family pack, innonnimento
giovedì, 24 luglio 2008

Ho preso un granchio

 

Ho passato giorni abbastanza tranquilli, una giusta misura di  congeniale compagnia e di  solitudine, solitudine si concretizzava nel gestirmi liberamente. Adoro la mia amica M perché … perché  è di quelle persone con stai, e puoi dire adesso leggo,  o dormo, voi andate a camminare, no io resto qua (sola in casa sua)…ci si vive di fianco, per così dire, e non addosso.  E’ il modo in cui mi piace stare con le persone, una sorta di libera condivisione, se avessi una casa  mia tutta mia con gli amici farei così. Anche perché si cercava di contribuire all’andamento delle cose. Io non alloggiavo da lei ma in un appartamento a parte, e sono stata bene,  se dovesse essere una prova da vita single potrei dire che è andata bene, ma non lo posso dire, perché sono stati una manciata di giorni, e non nel mio habitat.

 

Non ho cose grandi da dire di queste vacanze,  perché sono state all’insegna della pace in compagnia di persone  gradevoli e in gamba. Ho camminato molto, in salita e discesa, ho preso tanto sole di nuovo, ho nuoticchiato a modo mio, ho letto un po’, ed anche riflettuto su cose della  mia vita, non che abbia poi concluso nulla. Siamo andati a mangiar fuori e sempre bene, in una frazione che non ricordo più, e poi a Laigueglia, ospiti di M, amica di M e lettrice di questo blog (ciao M! e saluti a Teo.) serata movimentata, visto che ho chiuso la porta di casa della mia ospite senza far caso se avesse le chiavi o meno. E’ che bisognava non far uscire Teo, il cagnolino a molla di M.Noi tutte fuori e il cane dentro…ma la faccenda si è risolta in un istante con un fabbro, visto che non era stata girata la chiave nella serratura.  E’ stato bello rivedere quel gioiellino di Laigueglia dove ero stata qualche volta in vacanza coi figli ragazzini.

Al solito, mi è capitata una cosa che può capitare a una persona su un milione, credo. Dico al solito, perché se qualcosa di assurdo può succedere, in genere succede a me, lo dice sempre anche una mia collega,  che ho sempre i casi particolari, e poi dice anche che c’è sempre qualcuno che conosco o conoscevo, in ogni dove, ma questo non c’entra con il post.

Il primo giorno a Pietra, c’era il mare un po’ mosso, e devo aver catturato un granchio col reggiseno del costume da bagno . O meglio,  sono uscita dall’acqua, mi sono sdraiata sull’asciugamano a pancia in giù, ed ero l’unica cosa bagnata in zona… ho sentito un solletichino all’interno del braccio, e poi c’era questo cosino minuscolo che se  ne zampettava via di lato, velocissimo, sull’asciugamano. Ma il mare mi sembrava un po’ lontano per un granchiolino,   l’ho inseguito e ributtato in mare. Così magari se era proprio scemo lo recuperavo al prossimo bagno.

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categorie: events, non sense
venerdì, 18 luglio 2008

tutto pronto...

Sveglia alle sei e parto.  La mia amica ha già fatto tutto il programmino. Quando arrivo al casello la chiamo e mi viene a prendere,  mi accompagna ai miei appartamenti, ove verrò lasciata un poco in acclimatamento. Pare che diano su giardini con vista di mari e monti, come quelli che si promettono, o degli spaghetti. Alle 11 ci troviamo in piazza, c'è anche il mercato - adoro i mercati dei posti di mare,  finisco sempre col comprare qualcosa in ceramica bianca blu e gialla. Col costumino e l'asciugamanino andiamo in spiaggia. Devo portare una felpa per la sera,  se si mangia seduti fuori, mi ha detto, e ha un po' di amici.  Mi porto il pc che se riesco riordino le foto,  e poi ho dentro la musica.  Mi porto anche da leggere.  E poi magari scrivo. Il tempo sarà un po' mio.

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categorie: events, mi faccio il film
giovedì, 03 luglio 2008

In gita, beh chiamiamolo Tour - capitolo primo.

Con Auxesia1, per vedere  un po' di Creta, abbiamo scelto due tra le gite organizzate che proponevano, bilanciando attentamente  sassi mare scottature solari.
Così il primo tour,  di mercoledì  comportava la visita di Spinalonga ed Agios Nicolaos, inframmezzato da bagno in caletta e grigliata sul battello.
L'isoletta di Spinalonga è occupata interamente da una fortezza veneziana, passata poi in mano ai turchi e diventata  lebbrosario quando è tornata alla Grecia; i malati potevano viverci in comunità, avere una vita normale, sposarsi, avere figli anche sani. Adesso all'isola hanno dato un nome greco, ma nessuno lo usa e si chiama sempre Spinalonga. Infatti l' ho già dimenticato, lo avevo riconosciuto, poco dopo averlo sentito dalla guida, sull' insegna di un bar, e non mi ricordo neanche più perchè Spinalonga si chiama  così, che anche  lì c'era tutta una storia.
La partenza col pullman ha avuto i suoi problemi, perchè un automobilista sosteneva di non riuscire a immettersi nella via principale a causa del grosso automezzo in sosta, arrabbiato aveva chiamato i vigili, mentre la sua compagna  guardava il cielo tergendosi il sudore e un tot di macchine dietro a lui si immetteva sulla via principale. Dopo una ventina di minuti l'autista del pullman si è messo a guardare la via e gli ha fatto segno di andare, e questo è andato: perchè non lo avessero fatto prima, in lingua greca, non ci è dato di sapere.
Così è cominciato il tragitto in pullman, con la guida che diceva a sinistra vedete  questo, a destra quell'altro, e io credo che arrivassi sempre tardi, in preda ad ambasce, tipo, sinistra sua o sinistra mia. Insomma delle piantagioni di bananine,  non ho visto neanche un casco. Però ricordo tutto sull'andamento del mercato delle banane in Creta.
Come in tutti i viaggi che abbiamo fatto in pullman, si è passati a raccogliere turisti in altri complessi, con impressionanti manovre in stradine ripide e strette che improvvisamente diventavano sterrate,  e si incrociava sempre un pullman in senso contrario.
Siamo arrivati ad Elounda, da dove ci si imbarcava  per Spinalonga,  qui trovate tutta una serie di foto su Flickr, quelle della fortezza  e delle barche; siccome oggi sono di umore allegro la foto che ho scelto di postare riguarda il cimitero del lebbrosario.
Da Spinalonga , dove nel frattempo erano attraccate altri battelli di turisti,  siamo partiti per raggiungere una caletta, mentre i turisti galleggiavano nel mare celestiale i marinai avrebbero preparato la grigliata (fortunatamente carne)  che avremmo consumato sul battello.
Il tempo di fare un paio di bagni - ho nuotato piano piano (tanto veloce non ci riesco, questa volta però avevo la scusa) per raggiungere un gabbiano galleggiante alle spalle (gli uccelli hanno le spalle?), ero quasi vicino che si è girato ed è volato via - intanto la caletta  si era riempita di turisti, sei battelli erano attraccati e dodici marinai cuocevano grigliate su sei griglie, sei fumi si alzavano.
Siamo fuggite sulla barca. La grigliata comprendeva pomodori e cetrioli, nonchè il noto arancio sbiadito e disidratato (si rimanda  ai post precedenti sulla vacanza), e ho spiegato in inglese ed a gesti al capitano che non li digerivo (parola che proprio non sapevo) e lui mi ha detto buon appetito (in italiano) lady, ma dopo mi ha anche chiesto se la carne era buona. Bel tipo il capitano.
Da lì, ritorno in battello ad Elounda e ci hanno abbandonato a 38° nella città di Agios Nikolaos, famosa per il lago vulcanico, leggenda volle senza fondo, e voleva anche che Atena ci facesse il bagno.
La guida ci ha detto che è alimentato da un fiume sotterraneo, ed è  fondo 64 metri, ed Atena doveva essersi asciugata ed andata via, perchè non si è vista. In cambio il lago era una pozzanghera, collegata con un canale al mare per cui non era più solo lago, e mi sono chiesta che tipo di pesci ci abitava. Intorno,  un sacco di bar con figuri che ci invitavano ad accomodarci, abbiamo ignorato tutti questi inviti per morire di caldo qualche via più in là, dove però ho comprato due spugnette naturali per il culetto del nascituro principino, a prezzo irrisorio rispetto quelli italiani. Il resto costa uguale, mi pare, ed è anche uguale, a quello che trovi in Italia. 
Migliaia di quelle spugnette ho scoperto poi che le vendevano in un emporio di prodotti tipici a due passi dal nostro Village,  ma vabbè.

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categorie: friends, events, fotografia, cultura o pseudo tale
martedì, 01 luglio 2008

personcine

Un accenno bisogna farlo, alle persone incontrate in vacanza. Lo so che ho incontrato Auxesia1, ma non è stato casuale, quindi non c'entra, e non appagherò la  curiosità morbosa di sapere se siamo andate d'accordo o no, intuitevelo voi.
C'è da dire che mentre prendi il sole,  aspetti che ti servano, aspetti in generale, ti guardi intorno e vedi persone e magari ti arrivano anche frasi di discorsi... e qualcosa insomma ricordo.
Un lato confortante è l'aver visto persone in due pezzi grandi tre volte me (magari no, ma io mi sento magra dentro) e dicevo che non avrei il coraggio... ma Auxesia diceva, in buona sostanza,  dove non ti conosce nessuno, chettefrega?  Ho detto che si sa mai che sia il giorno che arriva il principe azzurro. Insomma, a 53 anni la speranza mica si perde. Che poi invece magari a 54 non ci arrivavo, per lo spaghetto che mi son presa tra le onde, che non riuscivo a tornare a riva.
Direi che a parte le coppie giovani con bambini, forse più espressive, notavo nella stragrande maggioranza femminile uno sguardo un po' ottuso alla Bush, mentre i mariti sono piuttosto spenti e come condotti al guinzaglio. Ma c'era anche gente sveglia e casinara, comunque. Infatti generalizzare è sempre sbagliato, tant'è vero che partecipava alla vacanza l'eccentrica coppia Foppa e Pedretti,  detta anche Attaccapanni e Comodino/amica dell'Attaccapanni. E ci stavano anche un fracco di olandesi, non ce ne eravamo accorte fino alla sera della partita, che i bar erano pieni di gente con la maglia orange, e ancora ne arrivavano a frotte.
Vicino alla piscina sui lettini prendevano il sole due vecchi, quello un po' più cicciotto  sembrava avesse un po' di seno. Solo il giorno che li ho visti al ristorante, ho capito che erano una coppia...un lui e lei...caspiterina in topless e tutta abbronzata a 80 anni suonati... O magari ne avevano 28 e di sole ne avevan preso sempre  troppo..ma no lei il sorriso da dentiera ce l'aveva. Ma anche questo, in effetti non vuol dire.
Al ristorante, una signora italiana chiede ad un'animatrice "ma voi la maglietta non la cambiate mai?" alla risposta un po' imbarazzata, la delicata signora dice "Eh, lo stavo dicendo scherzando..." Che la maglia rossa è una divisa,  c'è da supporre ne abbiano più di una. Che bello, avere una divisa da lavoro che consta di una maglietta.
C'era poi la simpatica famigliola,  un lui bonaccione con i due figli sempre appesi, la moglie sempre un  po' imbronciata sulle sue, ed i suoi genitori, suoi di lei. C'erano all'andata, ed anche al ritorno. In aereo, al ritorno, era seduto dietro di me il nonno che aveva un po' di tosse, e se io guardavo dal finestrino, e lui dietro tossiva, mi arrivavano le sue cipolle. Invece la bambina è stata forte, sul pullman che ci portava all'aeroporto... E' salita dicendo "che schifo, si sente odore di orecchio"... io non so che orecchie frequenta lei....
Poi ha cominiciato a canticchiare "Noi siamo sul pullman, sul pullman è più bello". Insomma, dopo un po' i suoi cercavavano di farla tacere un po' e la mamma le ha detto "Facciamo il gioco del silenzio, perde chi parla per primo" ma dopo pochi minuti  la bambina "mamma, io non mi sto divertendo, perchè non facciamo che vince chi fa l'urlo più forte? " per fortuna eravamo quasi arrivati all'aeroporto Nikos Kazanzakis (autore di Zorba il Greco).
Che poi all'aereoporto c'era una stupida che faceva fotografie agli aerei attraverso una finestra con un bollo tondo "divieto di fare fotografie", forse pensava che fosse il solito divieto di fumare.


Quella stupida un po' mi ricordava  una che conosco, che trova i funghi ed i quadrifogli e non vede i cartelloni. A proposito, la spiaggia dove eravamo è avara di conchiglie e vetrini colorati. 
Se ci penso, non so se ho conosciuto cretesi/greci...le due guide, l'autista del pullman Yannis, forse,ma dico forse, la cassiera del negozio di souvenir dove ho comprato le 4 cartoline che ho mandato, e mi sono fatta scrivere come si diceva baci,  filià...me lo ha scritto su un tovagliolino, come si fa nei film. Perchè poi mi sono sforzata tutto il tempo di leggere il greco, memore degli studi classici. Le lettere son quelle...le parole qualcuna è rimasta. Exodus uscita,per esempio. Non è stato granchè utile il mio esercizio preventivo sui vasetti di yogurth greco milanese.
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categorie: events, non sense, civilization
mercoledì, 25 giugno 2008

IL BUFFET... confesso.

 

IL RISTORANTE  (esterno, ovviamente)

 In aereo all’andata ci hanno servito un panino a dirigibile, sia come forma, sia perchè il sacchettino di. cellophane che lo conteneva era iperteso, una bibita a scelta, un caffè iperliquido, un biscottino con crema di arachidi, che poi la hostess ne aveva dati tre alla signora di fianco a me che ha ringraziato e se li teneva, e io le ho detto “scusi signora guardi che sarebbero da passare”... una volta sarei morta piuttosto che dire qualcosa, ora invece mi divertiva l'idea di  metterla in imbarazzo.... Al ritorno uguale, solo che la signora non c’era più.

In albergo,  in camera,  ci attendeva uno spuntino, presago della persecuzione dell’arancio sbiadito e del cetriolo. Spuntino consumato sulla nostra veranda, senza lume di candela.

Sono rimasta esterrefatta alla visione del buffet mattutino...oltre ai nostri tradizionali biscotti torte fette biscottate, panini, pani col sesamo, pani col mais, pani neri, marmellate diverse, burrini, margarinine, succhi di frutta, c’erano distese  di fette di formaggio, di una specie di loro mortadella, verdure, meloni, angurie, fette di arancio (sugose...invece gli aranci sbiaditi erano sempre secchi), ananas e pesche sciroppate, frutta secca,   wurstel, patate fritte, frittelle, brioche, saccottini...

Giuro che le patate al mattino non le ho mai mangiate, e neanche i wurstel.  E neanche le marmellate. Il miele, in coso erogatore  non trasparente, l’ho scoperto negli ultimi due giorni,  indispensabile nello yogurth greco con cereali... Mi facevo due tazzine di caffelatte, un paio di panini col burrino, una brioche, una ciotolotta dell’anzidetto yogurth  e cinque o sei albicocche secche...

 

PIATTO TIPO (dal quale avevo già mangiato qualcosa prima che pensassi a fotografarlo, spezzatino di manzo al curry, fegato grigliato, pomodori, tipo roquefort, feta, resto di patatine, piselli,  purea di patate)

A mezzogiorno e sera, c’erano insalate e cose verdurose di ogni tipo, le ho assaggiate un po’ tutte per curiosità, stazionando sui pomodori: è che nelle insalate sbucava sempre fuori il cetriolo, e la cipolla cruda, che per quanto mi piaccia evito per sensibilità sociologica e per il  piacere di mantenere buone relazioni col prossimo. Poi c’erano le carni alla griglia, e spezzatini, e polpettine anche col curry; ho fatto l’abbonamento al fegato presentato in varii abbigliamenti, ma sempre  tagliato a pezzi grossi,  e a una cucchiaiata di patatine fritte e di patate arrosto con rosmarino. Ho evitato un po’ i primi, a parte qualche cucchiaiata di riso, che mi piace tantissimo anche bianco. E poi tortine di verdure, tra cui la famosa moussakà (magari anche le altre avevano un nome kà), e le melanzane, e le zucchine conciate in varie maniere, e le fave.

Ebbene si, mi sono strafogata, tanto eravamo all inclusive, marchiati  con tanto di braccialettino azzurro (tanto per lasciarti un segno nell’abbronzatura..) un piattone di cose calde, ed uno di  fredde ... per esempio la feta  lì mi piaceva, quella comprata in Italia l’ho passata sempre al cane.  Curiosissima, ho assaggiato più o meno tutto, evitando il pesce. L’ouzo non l’ho bevuto, lo conoscevo già,  autentico greco,  e non mi piace. Vinello alla sera ed una volta  una birra...

Non sono ingrassata di un etto, anche perchè la cucina greca non è grassa, è abbastanza essenziale, adoro la griglia... insomma...mi va a genio. Cetriolo a parte.

BAR (esterno)

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categorie: friends, events, fotografia
domenica, 15 giugno 2008

In vacanza con una sconosciuta.

Quando anni e anni e anni fa  andai  a vivere da sola  in un monolocale, l'atuale capofamiglia mi aveva aiutato a traslocare le mie cose, e lo avevo anche pagato. Era una conoscenza di giardinetti, coi cani, ed ai tempi non lavorava. In pratica poi a lavorare ce l'ho spedito io, ma questa è un'altra storia.
Lo ho rivisto dopo qualche mese di vita autonoma,  e ci siamo trovati insieme, come, boh, non me lo spiego ancora adesso. Mi ricordo che mi raccontò la storia della sua vita in una notte, non ne capii nulla, e dopo di ciò tacque, non gli è mai piaciuto ripetere le cose, e quindi non le saprò mai (*), ma questa è un'altra storia.
Avevo una settimana di ferie, e sua madre una casetta  in un villaggio vacanze sardo e lui mi disse di andare lì. Prendemmo i biglietti del traghetto,  e passò da casa sua a farsi il borsino per il viaggio: inginocchiato per terra a mettere le cose nella valigia, la sua nonna, una vecchietta agguerritissima e alta un soldo di cacio, davanti a me lo prese a pantofolate perchè andava via con una sconosciuta, ma questa è un'altra storia.

La storia invece è che vado in vacanza  con una sconosciuta, ma nessuno mi ha preso a pantofolate, anzi mio figlio mi accompagnerà all'aeroporto (forse anche la coppia regale?)
La sconosciuta, anche se non l'ho mai vista dal vivo, non la sento sconosciuta affatto, anzi da queste parti si vede spesso, Auxesia1. La cito perchè avevo messo il link , ma mi è venuto in mente che ha il blog privato.
Sono contentissima...  a parte che è una cosa  bella  andare così,  diciamo allo sbaraglio...ma non credo avremo brutte sorprese, a parte lei a vedermi in costume da bagno.
Poi sono felice della scelta della località,  tant'è che di solito quando sono al mare non mi si scolla dalla spiaggia, ed invece  questa volta ho anche  voglia di andare in giro e fare foto (Dannella preparati all'arakne...)
Credo mi ciberò di yogurth ma non col cetriolo, mai digerita quella salsina lì.
Poi... atterreremo qui ad Heraklion alle ore 21.30, fuso orario + 1h... io qui l'aeroporto non ce lo vedo...comunque mi fido.


e torneremo  qui alle ore 16.50 di lunedì prossimo...
torneremo ... con entusiasmo... sì....
(forma di autoconvincimento)


(*) se gli chiedo qualcosa mi risponde sempre " te l'ho già detto"
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categorie: friends, events
domenica, 08 giugno 2008

I " DIVERSI"

Quello che volevo dire in un post, giorni fa, ora lo ritrovo espresso da questo articolo de La Repubblica on line di oggi
marocchina stuprata da  italiano
e non sono cambiate le mie idee sul Gay Pride, rispetto al 2006...

Perchè anche questo è Gay Pride


e questo


e non solo questo, che è gioco, esibizione,
e purtroppo che poi è quello che i non diversi ricordano, e chiamano contro.
Dovrebbero fare un gay pride
 in giacca e cravatta e tailleur...
così sì che farebbero impressione.
 Quanti sono  e come NON sono diversi.

(foto prese da La Repubblica online)
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categorie: events, civilization, cultura o pseudo tale
venerdì, 16 maggio 2008

nuntio vobis

che mio figlio ha trovato lavoro, a tempo indeterminato:


e lavorerà  qui...

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categorie: events, family pack
domenica, 06 aprile 2008

canti de gregoriani

05042008 de gregoriHo preso il  mio trenino alle Ferrovie Nord per andare in quel di Seveso, dove mi attendeva il pacioso R,  ex collega a tempo determinato ed ora bancario  altrove a tutti gli effetti e senza più scuse  per rimandare il matrimonio con la sua E, e poi via a recuperare altri tre amici.
M., mio amico/collega/compagno di concerti/compagno di Berlino/quello con me nella foto in Flickr praticamente, arrivava per conto suo  dalla zona di Varese. Destinazione Palafamila, via  Cavalla. A dir la verità se fossi andata sola mi sarei fermata al Supermercato, Famila, già sembrava un palazzetto.
Già piazzato in tribuna Luigi Da Lodi,  il grande letterato/scacchista/padre/padrone di Macchia, con  un amico che mi ha confidato essere da tempo il suo amante segreto, pensare che io quando me lo ha presentato, questo anzianotto signore, ed ho chiesto innocentemente che ruolo aveva,  pensando al padre o suocero o zio.
Che dire del concerto, del pubblico. Non ho avvertito un grande calore, non c'era il pieno, non c'era la "freschezza gioiosa" del concerto che avevo sentito alla Festa dell'Unità, anche se la  musica dal vivo ti entra dentro  e ti "squassa" e ti fa venir voglia di ballare sulla sedia.  Raggelata dal divieto di usare cellulari e macchine fotografiche, di straforo qualche foto verso la fine l'ho fatta, ma non con risultati esaltanti. Anche perchè sperimento sempre, e  la macchinina volevo provarla,  in quelle condizioni luminose.
De Gregori è sempre grande per il vecchio repertorio, e le rivisitazioni di Rimmel e Buonanotte Fiorellino  mi hanno solo lasciato nostalgia della vecchia versione. Immarcescibile La donna cannone (il mio inno) La leva calcistica, stupenda la meno popolare Valigia dell'attore. Tre  canzoni che proprio non conoscevo, una dichiaratamente nuova "Per brevità chiamato artista": se è il nuovo che avanza, l'impressione è di un po' di stanchezza. Non posso fare "testo sui testi", perchè ascoltare le parole musicate non è come leggerle tutte di fila, ma anche in quelli  ho sentito  poca energia e poca ispirazione.
Per il ritorno a Milano, gentile accompagnamento di M fino a casa, nelle consuete modalità: auto rumoreggiante (Oh, devo controllare le pastiglie dei freni), benzina al pelo, sbagliate un po' di strade prima di imboccare una improbabile tangenziale con indicazioni per Bologna, eravamo dilianiati dai morsi della fame e tutto era chiuso, tranne il Kebab vicino a Piazza Napoli, dove ci siamo fiondati, M ostentando i suoi saluti in lingua turca, frutto del recente viaggio.
E siccome il piacere è nella semplicità,  per me la cosa più bella è stato ascoltare il cd con musiche per pianoforte che aveva messo M durante il ritorno, e così mi sono cullata nel Chiaro di Luna  & Co.
E poi, M, R ed io ci siamo già presi il biglietto per il concerto di Greg Brown il 17 aprile prossimo, giovedì.
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categorie: musica, friends, events
martedì, 01 gennaio 2008

Tema: Cosa hai fatto la notte di Capodanno

La notte di Capodanno l'ho passata in famiglia. A casa di mio nipote, con sua moglie (al giorno d'oggi non è poi sottinteso), la sua suocera (la mia era fortunatamente altrove con il capofamiglia, cvd) , la mia mamma, la mia sorella mamma del suddetto nipote.
Ci  intratteneva musicalmente dal suo seggiolone la figliolina di due anni, una cosetta che sorridendo e ridendo sempre cantava Fra Martino, Lo sceriffofo ha due baffifi,  Il coccodrillo come fa e cose così.
Quando il mal d testa è esploso, mi sono rifugiata sul divano dove ho pisolato.Allo scoccare della mezzanotte ero in bagno. Un bagno di tutto rispetto con paperella sulla mensola.
Ho brindato in ritardo  con un bicchiere vuoto, solo l'idea di bere mi faceva stare male.
Sulla strada del ritorno avrei solo voluto che mia madre tacesse,ma non c'era verso. A pochi metri da casa sua ha detto che non capiva dov'eravamo.
I resti dei fuochi lungole strade.
A un passo da casa mia, mi ha attraversato la strada un gruppo di ragazzi con un carrello del super con dentro tre bambini, raggiungeva un altro gruppo nei giardini...
I botti risuonavano ovunque ancora. Risuonano anche ora.
Ho avuto un momento di panico, credevo di non avere le chiavi di casa.
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categorie: events, family pack
lunedì, 31 dicembre 2007

Il mio messaggio alla nazione.


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Non ce la faccio a passare a salutare tutti...
Mi hanno assegnato alle cucine anche per stasera ed ho finito ora, e mi devo preparare, alle sette con  tombola e cibarie mi devo trovare con la macchina a recuperare la vetusta madre e l'anzianotta sorella.
Io non so che cosa augurare... felicità serenità salute e perchè no  ricchezza in fondo ce le auguriamo da soli già tutti i giorni.
Facciamo che auguro 2008 brindisi... così siamo tutti allegri, tranne quelli sfigati con la sbornia triste, e me che ho mal di testa e nessuna voglia di bere.
Facciamo che cambiamo la regola...invece che mangiare dodici acini d'uva nel battere della mezzanotte ne mangiamo 2008...
Facciamo che invece che  augurare ringrazio tutti gli amici che sono passati e passano di qua...
ho incontrato  tante persone meravigliose, ma proprio belle e che sento vicino.
Un abbraccio a tutti!

p.s. e un grazie speciale a una persona che per me è un filino più meravigliosa... solo un filino però.
 
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categorie: events