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per gli amici Cri, Tip, Top, TippeToppe, Tippete, Tippe, Cip Ciop, Crì Crì .... poi che ancora potrà venir fuori? Dimenticavo, il nick ancestrale è CORROSIVE VISION... mica male, mi piace!

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Sono un disastro, cerco di sopravvivermi. Mi piace la vita: se ci si fa caso, sempre, ovunque, in ognuno, c'è un qualcosa degno di interesse, attenzione, affetto. Mi piace la gentilezza e la familiarità, detesto la volgarità e gli eccessi. COMUNICAZIONI DI SERVIZIO: le immagini pubblicate a volte sono "rubate" dal web, se qualcuno non gradisse il "furto", semplicemente me lo dica e io tolgo. 2)Mi irrita che il mio blog venga usato come veicolo pubblicitario, i commenti stile "Bel blog passa a leggermi" o comunque con analogo fine, verranno cancellati, idem per i PVT. Piuttosto, fatevi conoscere per i vs. commenti arguti spiritosi ed intelligenti. 3)non mi piace mettere banner e riempire il template di cosi, evitate di chiedermelo.


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domenica, 07 giugno 2009

louise - michel

                
Il titolo scritto col trattino tra i due nomi ha il suo perchè.
Se i francesi riescono bene nelle storie di sentimenti non detti, altrettanto bene riescono nel grottesco, che miglior aggettivo non mi viene  per catalogare questo film, del quale non voglio narrare nè la trama nè i colpi di scena perchè ne rovinerei la visione, già il trailer mi pare faccia vedere troppo.
Grottesco, perchè pervaso da umorismo noir, perchè i protagonisti sono due persone raccapriccianti non solo nel fisico, macchiette di se stesse, e macchiette anche tutti i personaggi che transitano nel film. Un paio di scivolate nel cattivo gusto, che comunque si perdonano, più la seconda della prima,  nel chiamare in scena una cugina malata terminale e poi le torri gemelle di N.Y.
Il film è curato nei particolari, e al di là di quello che può esser la risata, viene presentato un quadro non insolito del mondo del lavoro... per esempio quando nel rintracciare il "padrone" i protagonisti si ritrovano in una stanza piena di caselle per la posta e Michel esclama "Ho capito, siamo in un paradiso fiscale!"... realtà e amarezza denunciate con umorismo spietato.
E' così... è un film dove la pietà non esiste.
postato da: tiptop alle ore 02:25 | link | commenti (2)commenti (2) Popup
categorie: cinema, cultura o pseudo tale
domenica, 10 maggio 2009

cinema e ancora cinema

Pur piacendomi, non riuscivo mai ad andarci, temevo che ormai vedere un film fosse diventata per me una faccenda offlimit, dal momento che anche con un dvd casalingo mi addormentavo sul divano.
Al cinema no, non succede, resto sveglia (abbastanza).
Dal primo di maggio sono andata al cinema tre volte,  e spero che il trend continui, dal momento che anche i film meritano, poi così diversi l'uno dall'altro.
Questa sera sono andata con mia nipote a vedere Ti amerò sempre, al cinema Rosetum, un cinema parrocchiale che però ricordo sempre per la qualità dei film proposti, aperto purtroppo solo nel week end.
E' una storia dì'amore, ma non tra uomo e donna come semplicisticamente si è portati a pensare..
Come è caratteristica dei film francesi, non succede quasi nulla...all'apparenza, perchè nella vita dei personaggi, con  nonchalance, di fatti, di cose ne succedono parecchie.
La recitazione della protagonista, donna estremamente chic, è molto intensa, e così deve essere, perchè è suo il compito di costruire la storia, che piano piano infatti  assume i suoi contorni. Anche per questo motivo della  trama non voglio dire nulla, perchè se qualcuno non l'avesse ancora visto,  perderebbe quel senso di attesa che pervade il film.
postato da: tiptop alle ore 01:58 | link | commenti (1)commenti (1) Popup
categorie: cinema, cultura o pseudo tale
domenica, 03 maggio 2009

Primo maggio

Mi sono avviata in macchina fuori Milano.
E' bello il verde delle foglie nuove, è  bello col cielo azzurrissimo... il prugno selvatico fiorito sa  quasi di miele, ma non c'erano più, tra le foglie rosse spuntavano come piccole ciliege scure.
E' bello vedere l'acqua che scorre lenta, e le canne, e senti il verso - che non si può sempre definire appropriatamente canto - di tanti uccelli... il cuculo si riconosce sempre, ed anche le gazze, gli altri li conosco meno.
E' bello vedere un cigno sulla riva del fiume, le zampone palmate sulla terra ferma, e le ali, e il collo lungo proteso a cercare il cibo che un bambino gli lancia...è un uccello enorme, non sembra così grande quando nuota composto.
E' bello vedere le papere, ma non so se erano proprio papere, erano nere con una crestina rossa, nuotavano, e improvvisamente si tuffavano con il codino per aria, e sparivano, e le riuscivi a seguire per un attimo anche sotto l'acqua, e riemergevano, con in bocca qualcosa. Cerchi nell'acqua, in prossimità della riva, pesci che cacciano moschini.
Le Torri Bianche. Centro Commerciale, cinema, 16 sale. Azzardo ridendo l'ipotesi di guardare film diversi, e raccontarceli all'uscita. Il Centro Commerciale è deserto...credo siano pochi i giorni in un anno in cui si presenta così. La scala mobile porta al tempio, il Warner Village. Le statue di Bunny e Duffy Duck  mi accolgono. Non posso fare a meno di pensare che un tempo si "statuavano" altri personaggi, Solone, Platone, almeno Leonardo e Garibaldi, certo un po' più pedanti.  E poi, così bianchi e severi, almeno i condottieri hanno il cavallo, che piace ai bambini.
Un film, State of Play. Il buio del cinema sul momento mi prende, faccio per chiudere gli occhi, ma no non è vero che dormo, sto sentendo lo stesso, ma mi riscuoto, dopo è il film che mi prende. Thriller, dicevano. Ed in effetti qualche sobbalzo l'ho fatto. Un tema già svolto, i rapporti tra stampa, polizia e coscienza,  ma  sempre ricco di argomenti, per le sue infinite sfaccettature. Un film serio, adatto ad un pubblico maturo. Non sono argomento frivolo i rapporti "nella" stampa, nella comunicazione. Il mestiere di giornalista, il blogger come mestiere, la direzione di un giornale, la proprietà del giornale, il potere delle notizie, le notizie del potere... Gli attori...  non sono riuscita ad abituarmi all'aria tormentata col capello lungo di Russell Crowe,mi sembravano due cose a sè stanti,  ma ho adorato Helen Mirren, burbera e cedevole capa. Il volto di marmo del killer. Che uno lo vede e dice subito Quello è il killer. Un killer sorridente ti frega di più.
Non mi capita spesso di andare al cinema, ma intuitivamente credo che sia un film da vedere.
Non dico altro, non son brava a recensire.   
postato da: tiptop alle ore 09:09 | link | commenti (5)commenti (5) Popup
categorie: natura, cinema, fotografia, cultura o pseudo tale
venerdì, 21 novembre 2008

INTERVALLO

sto scrivendo un post... intanto mi è arrivato questo in MSN... a voi i ricordi.
Quando ero piccola io, nella notte dei tempi, mi avevano regalato il libro di Babar, scritto in francese, però ero affezionata alle figure.
 
postato da: tiptop alle ore 23:45 | link | commenti (6)commenti (6) Popup
categorie: cinema
domenica, 26 ottobre 2008

un condensato di bellezza


Ieri sera a seguito di un'inaspettata telefonata mi sono inaspettatamente trovata al cinema, erano forse due anni che non ci andavo, non che non mi piaccia, anzi, ma non mi piace andarci da sola, e poi tutte le volte che si dice con qualcuno andiamo a vedere quel film lì, sì sì,  poi si rimanda sempre e il film non lo danno più. E se li guardo in tv mi addormento, anche se il film mi piace. Una tristezza.
Dunque, Vicky Cristina, Barcelona.
Una rassegna dei casi dell'amore.  Un film divertente, che non insegna nulla ma almeno ti diverte con leggerezza non stupida nè vuota. E accipicchia se ne avevo bisogno.
Sono rimasta colpita dalla bellezza, in questo film, tanto che non ricordo neanche se c'era una colonna sonora, che di solito ascolto e cerco, me la sono dimenticata.
Le donne sono splendide tutte, Vicky che assume morbidezza nello scorrere delle inquadrature e e delle sue certezze,  Cristina, portatrice sana di gioia di vivere e di insoddisfazione, in quanto omonima in lei  ho ritrovato parte di me..."non so cosa voglio ma so quello che non voglio", l'insoddisfatta Judy, appunto, un'altra parte di me, e la leonina Maria Elena, fantastica, sensualissima, vitale.
Woody Allen  ha esercitato compostamente il suo umorismo, che va colto nelle inquadrature e negli sguardi, mentre  ha  destinato la sua impietosa ironia agli stereotipi maschili, non se ne salva uno, di maschietto.
Parlavo di bellezza, e non a caso ho postato come prima foto la chiesa di Oviedo, è bellissima anche la Spagna, che non fa da semplice sfondo alla storia, ma è tra le protagoniste, femminile e calda.

postato da: tiptop alle ore 09:07 | link | commenti (11)commenti (11) Popup
categorie: cinema, cultura o pseudo tale