1) Quando qualcosa dentro mi dice che una cosa è sbagliata, la faccio lo stesso.
2) Da bambina ho rischiato di soffocare per un wurstel, lo stavo rubando dal frigorifero ho sentito arrivare qualcuno e ...
3) Sempre da bambina, in vacanza sul lago Maggiore, passavo un sacco di tempo nel fienile, c’erano le gabbie coi conigli del giardiniere e passavo i fili d’erba attraverso le reti, e a volte le cucciolate di micini. Se mi si addormentava qualche micino in braccio e sentivo chiamarmi, non rispondevo per non svegliare il gattino.
4) I miei ricordi più teneri, solitari, sono legati a quella villa sul lago.. adoravo anche l‘officina del giardiniere e mi divertivo a fare la punta ai chiodi con la mola, girava, girava,girava veloce, con la manovella.
5) Ho sofferto un sacco il giorno della Prima Comunione: ero dispari in fondo alla fila per due delle comunicande, nessuna aveva voluto stare in fila con me perché avevo il “vestito di famiglia” ingiallito nel corso della storia, e liscio, i vestiti delle altre erano bianchi e coi pizzi e con le balze. Forse nasce da qui la mia apatia elegantiae.
6) Mi è capitato di sognare più volte nel sonno il mio primo ragazzo “intenso” come fosse reale, diceva che aveva bisogno di me, e non saprei come arrivare a luii, e credo lo stesso lui non potrebbe trovare me, è anche per questo che ho provato FB... ma non c’è.
7) Ho un’irresistibile necessità di creare...due figli non son bastati.
8) Detesto le persone grette, ignoranti (nel senso che sanno tutto loro e g’han capì nagott ) e volgari.
9) Adoro le coccole, ma preferisco sempre la verità bruta.
10) Una notte mi sono svegliata e mio padre urlava a mia madre sei una bestia incancrenita dal gioco. Poi si sono separati, poi sono tornati insieme. Mia madra a 95 anni gioca ancora.
11) Quando ho portato il mio cane boxer dal veterinario perché non si muoveva più, e abbiamo deciso che non c’erano più cure valide sono tornata a casa guidando senza vedere niente per le lacrime e mi veniva rabbia pensando che qualcuno vedendomi avrebbe potuto dire “era solo un cane” Ora provo lo stesso affetto per il micione, Zampito.
12) Mi chiedo perché devo scrivere 25 cose su di me quando qui in FB ci diciamo cosa facciamo dal mattino alla sera? Sono tantissime, 25 cose.
13) Al lavoro, assunta in banca come figlia di ex dipendente, (dirigente, però) mi sono sentita trattare da molti come la figlia di papà, tipo rubi il posto di lavoro ad uno che ha bisogno, ah sì fai straordinario perché a casa hai la cameriera, i figli dei ricchi sono sempre biondi, ero sempre la figlia di. Una sera papà mi raccontò che allo sportello gli avevano detto “Lei è il papà di Cristina?” salutai la notizia con un grido di vittoria, si vedeva la luce in fondo al tunnel.
14) Ho raccolto le firme per con il partito radicale, ai tempi, per la legge sull’aborto, e mio padre in casa non mi parlava e le amiche dei miei che mi incontravano in corso Vercelli (di fianco a casa, praticamente) a reclutare firmatari facevano finta di non conoscermi.
15) Da bambina ero spesso sola e disegnavo piantine dell’allevamento di cavalli che un giorno avrei avuto, stalle, prati, recinto per puledrini... e poi fondavo Club e facevo le tessere con le decalcomanie, con Qui Quo e Qua.
16) Denotavo un forte spirito affaristico e imprenditoriale. Compravo dal panettiere un etto di Fruttini siciliani Caremoli e li rivendevo alle mie due sorelle golose a 5 lire l’uno, poi reinvestivo. Sul lago Maggiore raccoglievo i pinoli, rompevo i gusci e li vendevo ad una lira l’uno, c’era anche la mano d’opera.
17) Qualche anno fa avevo un forte impulso a esprimermi scrivendo, ma non sapevo scrivere un libro, e dicevo al mio collega che almeno da ragazza avevo l’amore a Roma, e ci si scriveva, era uno sfogo. Poi lui è andato al caffè e quando è tornato gli ho detto “Ho la sua mail” , la mail di chi, ha detto lui, ed io “del mio di Roma”. “Ma tu sei fuori” ha detto il collega. Avevo telefonato alla banca dove sapevo da una quindicina di anni prima che lavorava, me lo sono fatto passare e gli ho detto. “Ciao, se ti scrivo mi rispondi?” e lui mica si è scomposto “Certo” e mi ha dato la mail. Ci sentiamo ancora ora.
18) Credo di avere un istinto animalesco nei confronti delle persone, nel fidarmi o non fidarmi, simpatie ed antipatie. Condividevo infatti gli stessi gusti della mastina napoletana di mia zia. Mi ricordo la faccia di mia madre spaurita col naso incollato al vetro della porta finestra che mi guardava girare in giardino sempre seguita da quel grosso cagnone grigioscuro .
19) Le sensazioni mi arrivano da uno sguardo, da una parola, da un sopracciglio, nel dire nel fare nel gesticolare...e posso “cancellare” una persona per una sensazione “no”., impalpabile, indicibile, nel senso troppo sottile per riuscire a dirla. Altrettanto per il sì.
20) Sto per andare a vivere da sola e mi sono accorta che metter su casa con pochi soldi non è facile, è però una bella sfida
21) Nuoto malissimo, non ho stile, vado storta, mi annoio profondamente (nel mare no però) ma mi fa tanto bene. Mia figlia in piscina ha detto che è impossibile starmi dietro: vado troppo piano.
22) Ho qualche ansia, per esempio nel fare strade che non conosco, e anche attraversando il ponte della Becca (confluenza Po-Ticino) non vedo l’ora che finisca; però verso sera, qu quel ponte, ci sono dei tramonti splendidi, il sole rosso sull’acqua lenta del Po.
23) Adoro le vecchie cose.
24) Detesto le case tenute che sembra debbano essere fotografate per una rivista di arredamento: il mio criterio è che le cose devono stare dove servono, ed allora casa mia sembra sempre un po’ stile camping. Tipo, è inutile tenere i detersivi della lavatrice in un armadietto, tanto vale tenerli sulla lavatrice..
25) Non ci credo che siate arrivati a leggere fino a qui!
Carbone: ""In Italia processi più lenti che in Africa"
In Italia i processi del settore civile avvengono a una 'velocita' che ci pone - nella graduatoria dell'efficienza giudiziaria - al posto n. 156 (su un totale di 181 Paesi), attestandoci così, per la lentezza dei processi, dopo Stati come l'Angola, il Gabon, la Guinea e Sao Tomè. Lo sottolinea il Primo presidente della Cassazione Vincenzo Carbone
(da Repubblica online di oggi)
Tanto per dare un'idea di come siamo messi, anche se non condivido il modo di comunicare la notizia citando altri Stati. Ci basta considerare il 156° posto su 181, non vedo perchè essere prevenuti, dove sta scritto che il Sao Tomè dovrebbe invece essere peggio?
Ho il gas... domani il letto e l'armadio, martedì la cucina e la libreria.
Domani il principino avrà la sua prima pappa, a fine gennaio compie sei mesi.Il cucciolo Boris dormiva della grossa nella cuccia, quando lungo il corridoio arriva zampettando tranquilla la micia, che a un certo punto si blocca, fa retromarcia, e si rifugia a gambe levate nella mia camera. Credo che tra gatti si siano detti qualcosa, perchè un minuto dopo micio e micia sono seduti sulla soglia della stanza, con gli occhi gialli allarmati che sembrano fanali.
Il micio mangia la pappa, la micia la ripudia, e si installa su un vaso nel balcone di cucina, e lì starà finchè un'oretta dopo la recuperiamo gelida. Il cucciolo Boris più tardi si accorgerà della pappa avanzata e la farà sua.
I gatti sono ora ombre che si aggirano per la casa, la trasmigrazione dal mio letto, dove amano dormire, alla cucina, dove sono allocate sia le ciotole e che la porticina sul balcone, avviene con circospezione ed in condizione di massima sicurezza.
Il cucciolo stamattina piangiucchiava, dopo la passeggiatina era rimasto solo nella casa buia. Quando mi ha sentito alzare è corso botolando, e non si è più staccato... seduta in bagno semuinascosta dalla doccia non mi ha più riconosciuto e mi ha abbaiato...poi sentendo la voce è tornato tranquillo, ha localizzato la cesta della biancheria, tra tutto ha scelto doverosamente un calzino e si è messo a mangiarlo. Al che gli ho fatto un nodo con due vecchie calze spaiate ed è rimasto entusiasta del giochino, che portava trionfante in giro per casa ed io dovevo ambire a strapparglielo.
Mentre facevo colazione mi ha mangiato le dita dei piedi e l'angolo della vestaglia che pendeva, poi mi ha accompagnato in bagno, voleva aiutarmi a dividere la biancheria da mettere in lavatrice e poi, mentre mi lavavo, si è addormentato col musino sul suo gioco fatto di calzette. Quando sono uscita dormiva ancora. Bisogna continuamente fare attenzione a non inciamparci.


Arredare una casa è bellissimo. progetti, fantasia... non ricordavo quanto fosse anche faticoso. Quando ero sul letto col piedone spulciavo in rete cataloghi di mobili, elettrodomestici, ma una volta libera....
Pensavo di appoggiarmi all'Ikea, quando mi hanno suggerito alcuni posti dove vendevano mobili usati, ed è stato anche bello andarci, perchè in un paio non si limitavano a quelli, ma avevano ogni genere di oggetti, i più disparati, uno era dedito prevalentemente all'antiquariato... ne sono uscita con in mano una targa di una casa di appuntamenti d'epoca fascista , con la scritta "Si prega di non sputare sul pavimento" (mi sono astenuta da quelli con le tariffe, non mi sembravano idonei nella casa di una signora sola), ed una grande confusione in testa su letti ed armadi e divani letto.
Così entrata all'Ikea alle 11 di domenica, ne sono emersa verso le 18, dopo aver conquistato la libreria e la cucina. Ho provato anche il mio attimo di smarrimento, quale "donna sola"... sembrava che le tre librerie grandi e le due piccole le dovessi mettere direttamente io sul carrello, anche se me le facevo mandare a casa... però per fortuna non era vero...
Insomma, è da tempo che mi penso sola, che ragiono single...però ora sono al primo scontro, quello con le cose pratiche, le cose che di solito fa l'omino di casa... non so usare il trapano, non so attaccare un lampadario...
Poi, verso i primi di febbraio, comincerà il secondo scontro...tipo il sorrisone del principino quando gli dico ma ciao tu, gugguruggugu, tipo il micione che fa tutte le notti lo stesso percorso, sale dal lato capofamiglia, passa sui cuscini, mi annusa i capelli e viene a dormire, pretende, vuole, mi mordicchia se non prendo quella posizione lì sul fianco sinistro e lui sta tra me e il mio braccio, il dorso contro il braccio verso la sponda del letto.
Per la sua festa di compleanno, sabato sera siamo stati invitati a cena noi famigliola principino compreso insieme a qualche suo amico, dal figlio primogenito.
Ero però in pieno disaccordo con lui su questa celebrazione: festeggiava infatti i 30 anni, e 3 e 0 erano le due candelone sulla torta. Non ero d'accordo perchè se lui compiva 30 anni io ne avrei dovuti compiere 58 e a me già bastano i miei che ho adesso. Mio figlio aveva escogitato la terribile manovra pensando che ora si sente vecchio, e se si adeguava compiendo adesso i trenta, a trentanni poteva sentirsi più giovane compiendo i 26 che si era tenuto da parte.
Comunque ci ha invitato in una osteria dell'Ortica di sua conoscenza (ed ora anche nostra) con prelibato antipasto e divino risottino ai funghi; l'arrosto, invece, è più buono il mio, mi ha detto il festeggiato.
Ad un certo punto è arrivato un intrattenitore musicale, coincidenza eravamo due tavolate di compleanno...e non so perchè questo si doveva intrufolare per forza nelle nostre vite...però poi gli abbiamo mandato il festeggiato a cantare, e poi anche la sorella, ed io guardavo i miei due ragazzi vicini e sorridenti che all'incirca cantavano, e non potevo fare a meno di pensare a quanto litigavano da ragazzini e come si vogliono bene adesso.
La torta... il top della libido... tipo una zuppiera di cialda ricoperta di cioccolato, piena di panna montata piena di pezzi di marron glacès e di bignèrini pieni di crema... grazie delle calorie... ma come resistere?
Mi capita spesso di paragonare la mia vita ad uno di quei film americani sulla vita in famiglia, amaramente e teneramente comici, a volte anche catastroficamente comici.
L'altra notte mi sono svegliata di soprassalto credendo ci fosse una fuoriuscita d'acqua dalla lavapiatti...in salotto i ragazzi avevano lasciato aperto il pc, il salvaschermo è un acquario...
A parte ciò, il rumore d'acqua che ho sentito aprendo la porta della mia casetta era vero, l'imbianchino (anche azzurrino, per quanto riguarda la camera da letto) aveva lasciato aperto il rubinetto del bidet, l'acqua scorreva , ma schizzava anche un può fuori... una specie di lago, l'acqua sorgiva perdurava di sicuro dal pomeriggio dell'Epifania. Ho fatto una telefonata furente e sono corsa a comprare il mocio, odio avere questioni, e pensavo all'appartamento al piano di sotto.
Ho avuto cosi modo di avere il mio primo contatto con gli altri condomini...avrei preferito un'occasione meno a rischio. Suono alla porta, sento la televisione a volume altissimo, e il campanello ha la leggerezza delle campane della chiesa: atterrita, penso che lei è sorda e non sentirà me, ma io non ancora....
Un po' dopo il secondo scampanio, mi apre la porta una signora anziana, dopo avermi chiesto chi sono... che era un po' lungo da spiegare "Non mi conosce, verrò ad abitare di sopra, non vorrei ci fossero macchie d'umido" ma ho sintetizzato in "Sono la vicina del piano di sopra". E' bello dire la vicina, in una città grande come Milano. La signora che mi apre non è vecchissima, forse spiegarsi non sarà complicato.
Pensava che volessi dell'acqua, poi mi ha detto che non stava usando l'acqua, poi si è fidata e mi ha fatto vedere la sua stanza da bagno, il soffitto per fortuna era asciutto, ma non so se filtrando può uscire una macchia tra qualche giorno. le devo essere rimasta simpatica, perchè mi ha spiegato bene le cose:
"I bidet sono traditori, bisogna chiuderli bene, bisogna fare così, chiuderli bene con l'asciugamano che la manopola non scappa via"
Come tutte le cose nella vita, anche Facebook ha i suoi lati negativi e quelli positivi. E' una finestra che tengo aperta nel mio pc, insieme a Splinder, MSN e la mia mail principale. Tanti amici ora "vivono" anche lì.
Non ho rintracciato molte persone del mio passato, ogni tanto mi viene in mente un nome, provo a digitarlo e di solito non c'è. Però l'altro giorno ho trovato una mia compagna delle elementari, ci siamo scambiate i numeri di telefono, un breve status, cercheremo di incontrarci.
In ufficio si parlava del fenomeno Facebook, ed appunto dicevo che non è 'sta gran cosa, non è molto dissimile dalla piattaforma di splinder, e c'è meno privacy - che stabilire dei confini alla privacy non è sempre carino, tant'è che mi ritrovo tra gli amici che posson legger tutto il capofamiglia e parenti che non vedo mai, che a dire il vero non leggo, e neanche loro me, immagino.
Una collega mi diceva che senso ha ritrovare una compagna delle elementari se intanto non la sentivi più... se c'era un qualcosa, si sarebbe rimaste amiche nella vita, sino ad oggi: non sono molto d'accordo.
Al di là dei significati più o meno profondi, o intensi, che si possono dare alla parola AMICO, penso che da bambini non sia sempre facile mantenere un rapporto, ci sono tanti condizionamenti degli adulti, in una città basta un cambiamento di zona; una delle mie amiche più care è una compagna delle elementari, ma l'ho ri-conosciuta da adolescente. Con la compagna trovata attraverso Facebook non sono stata particolarmente amica, anche perchè a quell'età, tornata da scuola, passavo la maggior parte delle mie giornate da sola, era raro poter invitare amiche o andare da loro, ma ero contenta lo stesso, non sapevo che potesse essere diverso da così.
Ma anche se non eravamo amiche, restiamo sempre due donne con dei ricordi in comune, e con un trascorso, al femminile, da raccontarci, da confrontare... io penso che sia bello incontrarsi... chissà se si ricorda del mio eroismo, quando era stato trovato uno scarafaggio in un vasetto di farina nell'armadio della classe, e sono stata l'unica coraggiosa, che manco la maestra, ad andarlo a rovesciare nel w.c....
Alla bugia si appoggia la candela e si accende quella fiammella con cui ci piace giocherellare, piegarla con un leggero soffio, sfiorarne la punta con il dito.