tiptop

per gli amici Cri, Tip, Top, TippeToppe, Tippete, Tippe, Cip Ciop, Crì Crì .... poi che ancora potrà venir fuori? Dimenticavo, il nick ancestrale è CORROSIVE VISION... mica male, mi piace!

Chi sono

Utente: tiptop
Nome: CRI
Sono un disastro, cerco di sopravvivermi. Mi piace la vita: se ci si fa caso, sempre, ovunque, in ognuno, c'è un qualcosa degno di interesse, attenzione, affetto. Mi piace la gentilezza e la familiarità, detesto la volgarità e gli eccessi. COMUNICAZIONI DI SERVIZIO: le immagini pubblicate a volte sono "rubate" dal web, se qualcuno non gradisse il "furto", semplicemente me lo dica e io tolgo. 2)Mi irrita che il mio blog venga usato come veicolo pubblicitario, i commenti stile "Bel blog passa a leggermi" o comunque con analogo fine, verranno cancellati, idem per i PVT. Piuttosto, fatevi conoscere per i vs. commenti arguti spiritosi ed intelligenti. 3)non mi piace mettere banner e riempire il template di cosi, evitate di chiedermelo.


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domenica, 30 novembre 2008

complimese....

Con oggi sono 4...


un nipotino bruttissimo e antipaticissimo, vero?

postato da: tiptop alle ore 19:46 | link | commenti (21)commenti (21) Popup
categorie: family pack, innonnimento
venerdì, 28 novembre 2008

noi donne senza uno straccio d’uomo non sappiamo stare.

Ieri sera un’amica mi ha chiesto se davvero andavo a vivere da sola.

Le ho spiegato che sì, che era una prova per un anno, con tutto ciò che ne consegue, che una prova può andar bene, o male, che potrei non rientrare  o voler tornare e non ritrovare le cose come prima, e neanche migliori. Che è un salto nel vuoto  incontro a problemi, e non è immune da strappi, ma che sento di doverlo fare, che devo provare. Che non voglio buttare all’aria una famiglia senza sapere bene cosa voglio. Che poi la vita da sola magari  non è quello che pensavo e mi mancano loro ed il loro casino. Questo già un po’ lo so, però ci sono altre cose davanti alle quali non voglio più abbozzare.

Gli anni passano, non posso più rimandare, se devo ricostruirmi una vita, un quotidiano.

Comunque,  lei  mi ha detto che sono coraggiosa, perchè noi donne senza uno straccio d’uomo non sappiamo stare.

Ecco, questa considerazione mi ha un po’ sconcertato.

In effetti sto andandomene da sola, non ho nessuno che mi aspetta fuori dalla famiglia.

Se il problema fosse stato solo quello, avere un amante,  avrei anche potuto continuare a stare dove sto, in fondo mi muovo piuttosto liberamente.

I miei problemi sono anche altri, di rispetto e di comunicazione,  di  gestione.

Una cosa che ho imparato, anche dalle esperienze altrui,  è che è meglio non  affidare le redini della tua vita a nessuno, perchè in un modo o nell’altro, o ti prendono la mano, o ti lasciano le redini sul collo e ti trovi a tirare  il carro da sola.

Forse sì sono coraggiosa,  sono coraggiosa a farlo visto che ho anche tante paure, ma lo faccio.

Non so se  il  futuro mi riserverà  “uno straccio d’uomo”...

E non so quanto c’entri,  ma  stamattina in autobus  leggevo  queste parole di Delli Antoni,  (Quel che non è stato):

“Aspettare è l’essenza stessa dell’amore.  Quando siamo innamorati, noi, essenzialmente, non facciamo che aspettare: aspettare che l’altro  ricambi il nostro amore, che ce lo manifesti di continuo, che ci sorprenda, che ci cerchi che ci desideri. L’amore è un’attesa mai sazia e quindi, per ciò stesso, destinata a venire delusa. Quando l’attesa cessa cessa anche l’amore. I grandi amori o vanno in frantumi, oppure sbiadiscono in rapporti abitudinari in cui, appunto, non ci si aspetta più nulla”

E allora penso che seguirò il consiglio di Tabatha4ever,  “non dare le chiavi a nessuno”.

postato da: tiptop alle ore 14:12 | link | commenti (37)commenti (37) Popup
categorie: feelings, family pack

SALONE DEL LIBRO USATO

Anche se l'ombrello mi scivolava coi guanti di lana, e la neve in piazza Lodi erano gocce cicciotte, e invece in piazza Corvetto gocce pesanti, insomma  non la neve leggera a fiocchi che almeno l'ombrello è inutile... gocce pesanti che però sui tetti e sulle auto in sosta restano bianche, e fanno poltiglia color asfalto per terra, scivolosa...

Anche così, pensando al week end che le previsioni del tempo, in quanto tali, prevedono brutto, ho apprezzato un adesivo pubblicitario trovato sulla free press di oggi:

28.29.30 novembre     FIERAMILANO CITY  - viale Scarampo Milano INGRESSO GRATUITO salonelibrousatomilano.com    SALONE DEL LIBRO USATO, bancarelle in Fiera, 4^ edizione.

"Leggere nuoce gravemente all'ignoranza"

L'unica cosa, chissà che libri sono, io dai miei "belli" mica mi staccherei. Sarebbe bello anche ci fossero bancherelle tipo "remainder's" un'inizaitiva che mi sembra stia scomparendo.

postato da: tiptop alle ore 09:38 | link | commenti (4)commenti (4) Popup
categorie: milano, events, cultura o pseudo tale

che palle.....

Nevica...
e mica posso starmene a letto sotto le coperte  - in compagnia dei gatti,non si creda chissà che...
IN CITTA' LA NEVE DOPO I PRIMI MINUTI E' ORRENDA!
spero che finisca
spero che non resti
che in ufficio ci arrivo,ma poi da lì torno? E' lontanissimo.
Ho ancora una speranza, che mentre cercavo il gif  sul web abbia smesso..
ora guardo...mica no, acc.!  Uffi.

P.S. Mentre cercavo delle scarpe adatte nel ripostiglio ho considerato come sia ora di mettere via i sandali, che son sempre lì...
postato da: tiptop alle ore 07:17 | link | commenti (4)commenti (4) Popup
categorie: milano
giovedì, 27 novembre 2008

Le luci delle macchine, le luci natalizie, dorate e rosse.
Ho le dita gelate, ed anche dei guanti di lana viola comprati per tre euro al mercato, sono nella borsa e non ho voglia di tirarli  fuori.
Mi piace il viola, peccato che il gatto mi abbia mangiato pezzetti del golf a collo alto viola cachemire, lo stesso punto di viola dei guanti e della sciarpa luccicante  lieve mescolata col verde. Mi ha mangiato un pezzetto del collo, ma non si vede perchè si arrotola.
Chissà perchè il viola deve portare sfortuna, forse per via dei paramenti in chiesa e della quaresima, ed allora per gli spettacoli buttava male, qualcosa così. A me piace, mi piace nei fiori, mi piace quando lo indosso, anche se non è che sono proprio un fiore.
Comincia il Natale, cominciano le domande sul senso del Natale, il merchandising di Babbo Natale  con le sue renne, le azioni in ribasso di Gesù Bambino, il bue e l'asinello ancora vanno.
Quest'anno non voglio parlar male di Natale nè degli ipocriti pranzi familiari, voglio tener calda dentro di me la sensazione di una famiglia sgangherata che per una volta ha saputo funzionare.
Guardo nel vetro del finestrino una faccia con dei capelli un po' corti e e gli occhiali, le labbra  quasi serrate. Gli occhi dietro le lenti sono un po' così, quasi tristi, forse perchè son chiari. Mi vien voglia di dirle qualcosa, a quella faccia. La guardo interrogativa. Sorride, prova a sorridermi. Bene così.
postato da: tiptop alle ore 00:52 | link | commenti (10)commenti (10) Popup
categorie: pensieri sparsi, feelings, family pack
martedì, 25 novembre 2008

prova di egoismo

Sabato dopo il parrucchiere ho pensato che ormai è ora, e sono andata a dare un'occhiata agli elettrodomestici. Non ho ancora le misure, e neanche le chiavi, e devo ancora  firmare il contratto per il mio appartamentino,  ma l'accordo c'è.
E allora sto progettando, con un budget minimale, l'arredo, che sarà essenziale,  per amore e per forza: con la e e non con la o, perchè non mi piacciono le case piene di mobili. E poi questa è piccina, ma perfetta per me.
Uno spazio devono trovare i vinili di mio nipote, che voglio riuscire ad ascoltare. Libri, naturalmente.
Il frigorifero da  single potrà essere anche piccolo, anche se ho già un bel programma di cene,rò comunque un supermercatino davanti a casa, posso improvvisare.
In camera da letto ci può stare anche il lettino da campeggio per il nipotino, quando viene da me.
Metterò un graticcio al balcone, sarò al sesto piano, per non vedere giù...e poi penso ai gatti, i miei gatti almeno una settimana al mese li vorrei.
Lenzuola trapunta padelle e frullatore con i punti dell'esselunga, ne ho più di 20.000.
Non so se mettere la tv, non la guardo mai. Però sembra di essere staccati dal mondo senza, ai telegiornali un orecchio cerco di prestarlo.
Vorrei avere le cose di cucina in bianco e blu, e i mobiletti in bianco, e qualcosa di giallo.
Le pareti del salotto in una tonalità non scura azzurroblu, ed anche la stanza, un po più chiara. Poi finirò sul solito bianco... che costerà meno. Non so imbiancare le pareti, a me sono sempre toccati infissi e caloriferi, e purtroppo non mi sento neanche tanta energia.
E' che mi muovo qui a casa, con ansia, pensando non posso lasciare tutto questo casino, di riordini e razionalizzazioni di spazio pensati e mai fatti. E penso che questa è la casa che desideravo...ma sento di dover andare, fare questa prova, che ho questa cosa che mi scoppia sempre dentro, devo capire cosa voglio. Il difficile è, che se il matrimonio da tempo  non funziona, la famiglia invece sì.
Ma io.. e io?
postato da: tiptop alle ore 01:06 | link | commenti (23)commenti (23) Popup
categorie: feelings, family pack
sabato, 22 novembre 2008

Ho bisogno che qualcosa cambi...
Ho bisogno di un po' di tenerezza, che sia per me e solo per me.
Ho bisogno di un po' di attenzione
Ho bisogno di una carezza.
Ho bisogno di  giocare e dire stupidate.
Sento tanto affetto intorno a me, ma non è "quello".
Credo di essere stanca, ed anche un po' consumata.


postato da: tiptop alle ore 15:03 | link | commenti (27)commenti (27) Popup
categorie: feelings

ritorno dal lavoro

Esco dalla metropolitana in Piazza Lodi  e noto una strana oscurità al capolinea del filobus.  Il mezzo è spento, lo sportellone del retro spalancato, un furgoncino bianco della manutenzione mi sfreccia davanti. Il malato deve essere grave.

La gente sulla banchina aumenta, si spazientisce, si scruta concorrenziale,  e scruta tra gli alberi della piazza se  intravede una sagoma arancione, illuminata, salvifica.

La 90 non si vede, come la legge di Murphy insegna,  passano  tre filobus 92.

Forse bisognerebbe fingere di aspettare la 92 per far arrivare la 90, o  accendere una sigaretta, ma non fumo.

Arriva un melobruco verde, che fa scendere  gli sparuti viaggiatori e riparte.

Uno scherno, faccio bene a detestare i melobruchi della linea 90-91, attrezzati con  posti da cui si scivola via o in alternativa dei troni da una piazza e mezza.

Ma il bello doveva ancora venire.

Un signore brontola, bisogna sempre e comunque  avere da ridire su ciò che è pubblico, i mezzi sono tutti vecchi e scassati. Veramente l’insopportabile melobruco è recente, come il filobus in cura , la cosa è ancora più trista, quelli vecchi si rompono meno.

Comincia ad alzarsi il vento, ed arriva finalmente una 90 dall'aria accogliente.

I passeggeri scendono tutti, le persone in attesa si affannano alle porte per salire quando un tizio vestito di blu con un berretto si mette a gridare

“ma ci vuole tutta, non vedete che termina a Isonzo? E qui dove siamo secondo voi? A I- S- O- N- Z. O ! E allora è inutile che  cerchiate di salire! Ci sono ritardi perché c’è traffico, la corsia preferenziale parte da qui. prima non c'è”

Il tono è saputo e sgarbato, e alcuni si stavano inferocendo pensando

che fosse l’autista, lo avrebbero anche picchiato,  e raso al suolo l’Azienda Municipale.

Ho calmato un paio di persone, indicando il vero autista che si apprestava a lasciare il filobus..

“Quello è l’autista, è quello, questo col cappellino non è dell’ATM! Lo riconosco, conosco la voce! Lo sento spesso alla mattina, è uno che appena sale via via nomina  coscienziosamente tutte le fermate,  si fa sentire in tutto il filobus!”

Di personalità “insolite” ormai ne distinguo altre due sul filobus... di uno, voglio un giorno scriverne, inventargli il contorno di una storia; l’altro,  il più cattivello,  è intimamente convinto che il primo posto a sinistra sia suo, e guai all’ignaro malcapitato che s’era seduto magari un paio di fermate prima che salisse lui, quello si incavola proprio e gli  fa una scenata in pieno bus.

 In ogni caso, subito dopo di filobus ne sono arrivati due, agibili.

postato da: tiptop alle ore 01:34 | link | commenti (6)commenti (6) Popup
categorie: milano, civilization
venerdì, 21 novembre 2008

INTERVALLO

sto scrivendo un post... intanto mi è arrivato questo in MSN... a voi i ricordi.
Quando ero piccola io, nella notte dei tempi, mi avevano regalato il libro di Babar, scritto in francese, però ero affezionata alle figure.
 
postato da: tiptop alle ore 23:45 | link | commenti (6)commenti (6) Popup
categorie: cinema
mercoledì, 19 novembre 2008

cercasi fidanzato/ principe azzurro

Il colore del principe non è, possibilmente, un connotato politico.
Dunque, visto che Dannella lo aveva scritto sul blog e pare abbia avuto successo, lo metto anch'io, si sa mai.
Anzi, potrebbe essere l'inizio di una catena, non nomino nessuno/a, ma delle ideuzze ce le avrei, su chi nominare.
Si parte naturalmente dal fisico.
Si dice che l'omo ha da puzzà... ecco, niente profumi eccessivi che li detesto,  e neanche armi chimiche sotto le ascelle...un buon aroma naturale, va bene anche di caffè, meno bene l'alcool. Anzi, di alcool non deve sapere proprio.
La  bellezza ...essenzialmente deve piacermi, non esiste un tipo preconfigurato, devo annusarlo, è una  questione di pelle, non ho preferenze di nasi e colore di occhi:
deve avere uno sguardo intelligente, degli occhi in cui ci si possa guardare dentro e scorgere un sorriso tra l'affettuoso e il divertito (per il mondo, ed anche per me).
Magari un po' più alto di me, diciamo almeno 172, meglio se più alto, che mi piace essere abbracciata che mi ci rifugio dentro, non che ci picchio il naso.
Vanno benissimo barba e baffi, con un po' di capelli ed un po' peloso, che mi piace passarci le dita... il tipo gorilla che usa tutto shampoo invece del doccia  schiuma  forse sarebbe un po'  troppo.
Deve avere buon gusto nel vestire, sobrio, normale.
Un essere acculturato e con interessi e passioni (escluso quelli che diventano animali in vista di un pallone) perchè devo imparare assorbire scambiare. Quindi arti e natura e fotografia e poi ci posson essere  cose da scoprire. Ho dubbi sui collezionisti che a volte nascondono eccessi di pedanteria.
Ecco, non  saccente, non pedante,  ma preciso un po' sì, non amo le cose fatte alla carlona, ma comunque elasticità, adattamento ed un pizzico di umorismo sono  qualità necessarie per non  perdersi d'animo nella vita
Deve essere un tipo  giusto e forte, non melenso nè sdolcinato,  ma capace di tenerezza, perchè  amo molto le coccole e le cose carine, ed anche il sesso deve essere una cosa giocosa, e niente sesso  "malato"...  solo corpo e pelle. Pelle non nel senso travestimenti sadomaso, ovviamente,  Pelle che si sfiora, contatto. Ed anche la voce deve avvolgermi.
Che ami moderatamente la vita di società, ma sia anche capace di stare  a giocare a rimbalzello coi sassi sull'acqua.
Dobbiamo sentirci complementari e camminarci a fianco tenendoci per mano, non dobbiamo prevaricare nè soffocarci.
Il rispetto deve essere alla base della vita non solo in due, ma della vita proprio.
Volutamente, non ho scritto nulla sull'età, ma a
vrò sicuramente dimenticato qualcosa.
E come sono io? non dico nulla, c'è già tutto il blog...
A proposito di voltar pagina, ecco.

Post Scriptum . Se principe azzurro, deve essere già in confezione, perchè non ho intenzione di baciare rospi.

Sapevo che mi dimenticavo qualche cosa, lo avevo scritto sopra.  Che non abiti lontano e  che magari sia  libero, visto che vorrei essere amata io (anche viceversa).

Ho dimenticato anche: che gli piaccia andare in bicicletta (in pianura)

oggi 20 novembre aggiungo questo: sopra ogni cosa, qualità e possibile descrizione...è questione di  feeling!

postato da: tiptop alle ore 02:05 | link | commenti (69)commenti (69) Popup
categorie: friends, feelings, non sense
martedì, 18 novembre 2008

dopotutto


domani è un altro giorno.
intanto mi sono svegliata stamattina
oggi è il domani di ieri
che ieri era un po' schifoso
vediamo come butta
che, comunque, domani è un altro giorno.
postato da: tiptop alle ore 07:14 | link | commenti (14)commenti (14) Popup
categorie: feelings
lunedì, 17 novembre 2008

Vorrei lasciarmi andare e finire tutte le lacrime
nella speranza di non piangere mai più
e di incontrare qualcuno che ami me,
abbia bisogno di me,  mi voglia insegnare
e mi faccia sentire felice perchè con me è felice.

Basterebbe che la tua mano tenesse la mia..
postato da: tiptop alle ore 23:45 | link | commenti (7)commenti (7) Popup
categorie: feelings

un giorno di primavera autunnale - appunti

Una giornata piena di sole, di  tiepido sole, il cielo  assoluto e limpido.
Una sosta al mercato, golfoni e pantaloni, per me. Golfini e pantalini, per il giga-bebè, il superciuk del latte materno. 
Nell'aiuola vicino alla stazione non spicca, si nasconde ma c'è, una violetta.
A casa,  il nespolo è  tutto in fiore.
Una specie di coleottero nero mi attraversa la strada: non mi preoccupa se porta sfortuna o no, avrà percorso si e no 5 cm prima che lo oltrepassassi io, e poi tutto sommato non è un gatto nero (che io ne ho due).
Le foglie gialle e verdi,  ordinatamente alternate, dell'acero.
E' caduto un vecchio salice, ed un ramo del pino.
La casa è rimasta ferma alla fine d'agosto, come se fosse stata punta con un arcolaio.
Anche il limone  nel frigo è rimasto immobile, con precoce canizie di muffa.
Le lenzuola no,  non erano ammuffite, ma comunque da lavare, e avevano l'odore della casa in  collina, della sua terra argillosa.
Missione compiuta.  Svuotato frigo e frezer,  radunati  anche i cibi da consumare entro il .
Mi ha accompagnato G, mia compagna dalle elementari, senza necessità di Facebook.
Sorseggiamo panino e pancetta, e panino e salame, al sole, una farfalla ci svolazza intorno. Anche un bombo si avvicina.
Chiacchiere e confidenze, ridiamo, stiamo bene.
Si torna.
Alle porte di Milano una cicogna passeggia lontana in un prato, regale, Sua Enormità.
postato da: tiptop alle ore 01:13 | link | commenti (11)commenti (11) Popup
categorie: natura, friends, miscellanea
sabato, 15 novembre 2008

Siamo stati a vederla,  prima che la chiudessero.
Arrivare di corsa sul sagrato della Chiesa, per sparire dietro l'altare, e concordare la lettura con il prete, e dirgli qualcosa di lei.
Risbucare da dietro l'altare, la Chiesa già affollata, per andare a sedersi al posto, che imbarazzo ho mormorato  tra me, io che non oso attraversare un ristorante, ho la vocazione del topo che cammina contro i muri.
Ascolto la lettura (Sapienza, 3-3,9) leggo oltre, sono rimasta attratta da un'antifona per la Comunione, due righe sul male sofferto che fa parte del passato, che non potevo appuntarmi, e non trovo su internet. Tanti pensieri, pensieri e significati, i tanti che mi hanno avviluppato, ed a volte accarezzato.
Preoccupati, come stai? Sto bene... sapevo che non avrei pianto.
Che al dolore ed alla morte ci ho pensato nei giorni scorsi.
Non ci si può non pensare quando si tiene la mano di  di un corpo che respira, e basta.
Non ci si può non pensare, al senso della vita e degli oggetti, quando esci da casa tua il dodici settembre per accertamenti medici, e  dopo una decina di giorni sei malata terminale.
La sofferenza vera non è nel momento della morte, la sofferenza è stata di questi giorni, immedesimandosi in lei.
Non piango, sorrido grata alle persone presenti, arrivate da ogni dove e da ogni momento della sua vita.
Non posso non sorridere, vedono il nipotino e mi vengono a chiamare nonna.


postato da: tiptop alle ore 01:35 | link | commenti (23)commenti (23) Popup
categorie: feelings, family pack
giovedì, 13 novembre 2008

ciao piccola...
 non ho da dire altro.
I fiori, quelli del prato di Vezzo, di sicuro gli volevi bene anche tu.
Quando nel corridoio le infermiere mi avevano dato il tuo anellino,  non sapendo dove metterlo me l'ero infilato all'anulare ... avrei voluto chiedere a Lorenzo se me lo lasciava, mi vergognavo  però di essere così sentimentale e ho fatto per ridarglielo, ma  lui mi deve aver letto nel pensiero, tienilo tu Cri. Non so quale significato per te avesse, piccolo e semplice,  l'unico che hai sempre tenuto su in questi giorni, io voglio che mi insegni e mi trasmetta la serenità che hai saputo trovare, e dare,  in questi momenti.
postato da: tiptop alle ore 02:53 | link | commenti (30)commenti (30) Popup
categorie: feelings, family pack
mercoledì, 12 novembre 2008

aspettare

Ieri sera attendevo il treno sulla banchina della metropolitana,  finalmente segnalato in arrivo entro un minuto e mezzo;  discese  la scale, una di quelle signore anziane  piccinine che parlano con tutti mi si avvicina mangiando patatine e si confida "oh meno male che non c'è da aspettare tanto,  vero?"  Non saprei, rispondo, sono qui da un quarto d'ora.
Aspettare è sempre un tormento,
Pensavo a faccende di cuore.
Alle schermaglie, al farsi desiderare.
Al desiderare.
Le cose belle non sono mai per te.
Questa convinzione genera una sfiducia implicita,  quello che sta capitando non può essere vero, se è vero, finirà subito.
Questa insicurezza logora, ti fa vedere cose che non sono.

Aspettare ed aspettarsi.
Quando si mette in gioco tanto,  si sa che comunque non ci si deve aspettare nulla.
Neanche un calcio in culo, però.
Ci si analizza, il tuo comportamento non poteva andare bene, era per il  bianco o per il nero.

Sapevi, ma l'hai fatto lo stesso
Qualche volta capita di pretendere, di non volersi mettere da parte,  ci sono momenti che non lo riesci proprio ad accettare.
Resta il tempo, a rendere giustizia alle faccende, ed a medicare.
Aspettare.
Mio figlio in un compito alle elementari alla domanda "Quando il tempo non passa mai?" rispose "Quando devo aspettare cinque minuti".
Ecco.
postato da: tiptop alle ore 08:30 | link | commenti (13)commenti (13) Popup
categorie: feelings
martedì, 11 novembre 2008

eccomi

Milano Parco delle Cave

L'avevo già postata  a suo tempo, appena sfornata, la foto, non l'oca.

E'  una di quelle che preferisco.

Rappresenta molto bene il mio stato d'animo, da un po' di giorni in qua.

Qua qua.

postato da: tiptop alle ore 17:26 | link | commenti (8)commenti (8) Popup
categorie: feelings, fotografia, non sense
domenica, 09 novembre 2008

ehm

Figuraccia.... la foto non si vede...
comunque era  Berlusconi vestito da frate...
eppure quando ho postato si vedeva....

image

FRA  INTESO
postato da: tiptop alle ore 23:48 | link | commenti (18)commenti (18) Popup
categorie: non sense, civilization

Quella donna vecchissima che accarezza la mano della figlia distesa su un fianco nel letto,  e le sorride, è mia madre.
Oltrepasso la porta.
Mia sorella non risponde al sorriso, le palpebre sono appena alzate e non sappiamo cosa vede, di sicuro qualcosa al di là di noi che la guardiamo.
Le accarezzo il viso, per un attimo chiude gli occhi, e poi  il suo sguardo perso.
Domani è il suo compleanno.
" Anni fa  in questi giorni aspettavo che nascesse... ora invece..."
Si asciuga gli occhi, la prendo per mano, la sua è fredda, la mia è calda, anche quella di mia sorella è calda.
Non ricordo altre volte in cui ho provato tenerezza per la mamma, ed in cui l'ho vista con gli occhi umidi, che non fosse per se stessa.
postato da: tiptop alle ore 16:55 | link | commenti (12)commenti (12) Popup
categorie: feelings, family pack, post importanti

Sua Gattezza

Ho come l'impressione che la blogosfera ami parecchio i gatti,
per altro  ricambiata...

postato da: tiptop alle ore 00:07 | link | commenti (7)commenti (7) Popup
categorie: non sense, zoo
venerdì, 07 novembre 2008

nulla per caso

Cronista di "nera" alle prese con orari impossibili e sempre innamorata degli uomini sbagliati - per esempio Luca, il suo misterioso capo che la chiama "tesoro" solo quando deve affidarle servizi impossibili - Irene ha però un dono: la facoltà di percepire, perfino con un semplice contatto, il disagio e il dolore degli altri. In un primo momento le sembra quasi una maledizione, ma certo la aiuta sul lavoro: basta un semplice contatto dal vivo per sospettare chi tra gli indiziati potrebbe aver commesso un crimine. E così Irene si ritrova a percorrere una strada di crescita umana e professionale che non aveva previsto. L'aiuto di un intuitivo poliziotto le permetterà, con cautela, di aprire il suo cuore.

Stasera sono andata alla presentazione - ormai una delle - presentazioni del libro di Rosa, una compagna del corso di scrittura. Ovviamente ho comprato il libro e lo leggerò.
Sul piccolo palco del locale nomato Sud, in via Solferino, Rosa era a suo agio, nonostante si dicesse timida, ma una timida che ha dovuto  presentare  un programma quotidiano in  tv credo che abbia  imparato a dissimulare.  Brava Rosa... io sono la degenere del corso, l'unica che non stia lavorando a qualcosa di compiuto, mi pare.  
Della presentazione si è occupato  con il suo vocione Andrea  G. Pinketts, un bicchierozzo al lato della sedia ed un microfono pro forma in mano. E' stato presentato dal presentatore del presentatore, Andrea Carlo Cappi ( che non è stato presentato da nessuno ma ha annunciato da solo  l'imminentissima -domani- uscita del suo libro Mito Bond).
La presentazione non è stata alterata, come mi aspettavo dal personaggio, anche se non si è trattenuto dal tirare in ballo in qualità di sorelle Materassi una coppia di signore di una certa età sedute nel pubblico davanti a lui.
Il discorso è stato lineare, senza parallelismi equilibristici  e riferimenti letterari a tutti i costi,  tra reminescenze della sua amicizia con l'autrice e qualche ovvietà, per altro di natura obbligatoria.
Mi sono un po' preoccupata quando  ho visto che Pinketts si accendeva un sigaro, non dovrebbero lasciar avvicinare braci a materiali altamente infiammabili
.
Ho simpatizzato senza sapere chi fossero,  le due dame sedute accanto a me, rivelatesi poi emissari  della Sperling & Kupfer, e mio fratello proprio oggi mi ha detto, ho scritto tre romanzi, mi trovi un editore?
Perchè quando aveva scritto il primo, e gli avevo proposto un elenco di piccoli editori, quelli che "venivano fuori"al corso di scrittura,  aveva detto che lo avrebbe fatto uscire con un editore grande o niente. Io gli avevo detto che non andavano così le cose, ma si sa, sono la sorella piccola.
postato da: tiptop alle ore 01:58 | link | commenti (14)commenti (14) Popup
categorie: cultura o pseudo tale, corso scrittura
giovedì, 06 novembre 2008

vorrei capire

il  significato intrinseco dell'espressione "sai che ci sono".
Io
credevo la si dicesse quando ci si "condivide".
Forse, si viene informati  perchè, sapendolo, si tenga conto delle sue esigenze.
Io so che  non la dico facilmente.

Aggiungo: si dice anche che non ci si deve aspettare mai nulla dagli altri. Secondo me, dipende da che altri. Se in un rapporto che comporta affetto l'altro/a  non avesse questa certezza di me, di trovarmi sempre, ci rimarrei male. Non è questione di pretendere ed aspettarsi, è una cosa che dovrebbe funzionare spontanea e reciproca.

postato da: tiptop alle ore 08:26 | link | commenti (26)commenti (26) Popup
categorie: feelings
mercoledì, 05 novembre 2008

yes, they can.

Noi no.






Son contentina, dai. 
Adesso, non saprei se per ridere o per piangere, non dobbiamo perderci le dichiarazioni dei nostri governanti, che poi  l'assalto al carro del vincitore era già cominciato nei giorni scorsi.
postato da: tiptop alle ore 07:25 | link | commenti (25)commenti (25) Popup
categorie: events, civilization
martedì, 04 novembre 2008

Stasera buttando le plastiche nel sacchetto fuori sul balcone, ho intravisto i cortili ancora bagnati, l'aria era fredda e pulita, ed il cielo blu notturno di Milano offriva stelle.
Vorrei scrivere  qualcosa di bello  dedicato a me, trovare un paragone tra la  mia vita ed i cortili bagnati e il cielo e le stelle, ma non saprei.
Vorrei farmi una carezza, e dirmi sono qui con te.
Vorrei dirmi parlami, diventa leggera, scherziamo, ridiamo.
E' che non mi basto, non sono quello che voglio.
Posso prendermi per mano,  posso mettermi le mani sulle spalle, ma non posso baciarmi leggermente sulle labbra. Potrei farlo allo specchio, ma è freddo e piatto.
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lunedì, 03 novembre 2008

Oggi domenicale guidavo per le vie di Milano, e pensavo che  con le ultime migliorie sembrano sempre di più piste per automobiline... rotonde ovunque, e rotondine, perfino cerchietti pur di farcene stare una.  Hanno ristretto alcune vie in modo che passi una sola macchina, che mi sono chiesta come fanno in caso di emergenza se devono deviare il traffico.  E queste vie sono tutte belle sinuose, seguono i contorni delle aiuole.Che già la parola aiuola, tutta di vocali tranne una consonante, ha l'aria di contorcersi, rammenta un'ameba col moto ameboide. E ci sono certe sporgenze che uno ubriaco evita, invece uno sobrio che avanza in linea retta, come parrebbe essere la strada,  ci topicca.
E non so come, sono finita a ripensare alla villa della mia infanzia sul lago Maggiore, proprio davanti alle Isole Borromee. Villa venduta quando avevo dodici anni. Sotto la terrazza del piano terreno ci stavano sulla sinistra la cucina, e sulla destra la stanza dei giochi. Pavimento di legno grezzo, seggiole traballanti, giornalini vecchi, abbandonati aperti, leggermente umidi, si sa come è il lago. Prima che ci restasse in pianta stabile il ping pong, era occupata da un vecchio plastico dei trenini. Ormai era in dismissione, i cugini erano cresciuti e con altri interessi, ero l'ultima piccola... il trenino non l'ho mai visto in funzione, erano rimasti dei vagoni che componevo e facevo andare a mano. La galleria, che si poteva spostare, ospitava sempre ragnetti coscienziosi. Credo fosse di cartapesta. Le rotaie c'erano più o meno tutte, e c'erano anche le casettine e la stazione.
Quella stanza era un po' il mio regno, nella mia infanzia piuttosto solitaria.
Quando le domestiche mi  lasciavano prendere la scopa ed uno straccio, mi ingegnavo a pulire. Progettavo di farci un rifugio per gatti e cani randagi, il fatto che andassero d'accordo era il grosso problema da risolvere.
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categorie: milano, happy days
domenica, 02 novembre 2008


Tiptop prova a voltare pagina


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