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per gli amici Cri, Tip, Top, TippeToppe, Tippete, Tippe, Cip Ciop, Crì Crì .... poi che ancora potrà venir fuori? Dimenticavo, il nick ancestrale è CORROSIVE VISION... mica male, mi piace!

Chi sono

Utente: tiptop
Nome: CRI
Sono un disastro, cerco di sopravvivermi. Mi piace la vita: se ci si fa caso, sempre, ovunque, in ognuno, c'è un qualcosa degno di interesse, attenzione, affetto. Mi piace la gentilezza e la familiarità, detesto la volgarità e gli eccessi. COMUNICAZIONI DI SERVIZIO: le immagini pubblicate a volte sono "rubate" dal web, se qualcuno non gradisse il "furto", semplicemente me lo dica e io tolgo. 2)Mi irrita che il mio blog venga usato come veicolo pubblicitario, i commenti stile "Bel blog passa a leggermi" o comunque con analogo fine, verranno cancellati, idem per i PVT. Piuttosto, fatevi conoscere per i vs. commenti arguti spiritosi ed intelligenti. 3)non mi piace mettere banner e riempire il template di cosi, evitate di chiedermelo.


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lunedì, 29 settembre 2008

avatar manga

Passando ieri a sbirciare da  Gaja ho provato, sinora avevo sempre resistito... e facevo bene.

NON ECCOMI
avatar manga
non sono affatto così....

Vi ricorderete di sicuro che sono così....

postato da: tiptop alle ore 07:10 | link | commenti (19)commenti (19) Popup
categorie: fotografia, non sense
sabato, 27 settembre 2008

Notte, mi sveglio, sotto il plaid leggero, sul divano. Silenzio, rotto dalla lavapiatti, e dal gatto cinese di plastica dorata che alza una zampa,  un "portafortuna" inflitto dal figlio nel trasloco da Berlino. Luce, la lucetta vicino al pc.
Pensieri con i quali mi sono addormentata e con i quali mi risveglio. Mi sento viva e pienamente donna. Mi sento uno spirito libero e giovane, ma mancano pochi anni all'età nella quale questo spirito verebbe giudicato ridicolo. Che poi chi se ne frega di come verrebbe giudicato.
Dico chi se ne frega, ma è che come ti giudicano, quando poi  devi, e vuoi, muoverti dentro la  vita, ti rende tutto più difficile, come se tu fossi poco credibile a sentirti giovane e dire ho sessantanni.
Che poi quando mi ci troverò, magari sarà come è adesso.
Ho delle idee e delle velleità, ed ancora tanti sogni. Non voglio lasciarmi spegnere.
Buona notte, mi trasferisco nel letto.
postato da: tiptop alle ore 03:29 | link | commenti (26)commenti (26) Popup
categorie: pensieri sparsi, feelings

grazie cilvia!

che mi hai premiato con questo:


ed io con vergogna me ne sono accorta dopo una settimana... meno male che nella motivazione scrivi questo:
" ladyg, anna e tiptop a pari merito, donne che vivono la giornata in pieno come mamme, mogli e lavoratrici"
Ed anche ronfando, aggiungo io. Che ora è tardi, e direte che fai ancora al pc a quest'ora,ma è che in realtà ho già dormito quattro ore!
Ovviamente, non nomino nessuno, come di consueto quando c'è da premiare, perchè qui dentro apprezzo e sono affezionata ad un mare di persone, per cui nomino quelli che leggo...e quelli che leggo e non commento e non sanno che li leggo,e gli amici insomma, perchè in questo periodo fatico a passare a leggere...
Grazie Cilvia!




postato da: tiptop alle ore 03:06 | link | commenti (4)commenti (4) Popup
categorie: friends
venerdì, 26 settembre 2008

C'era una volta

L’uomo coi capelli grigi scende dalla macchina posteggiata sulla ghiaia del giardino, entra dalla portafinestra e ne riesce con una matita col gommino dietro e la settimana enigmistica, e si accomoda infine sulla veranda, vista verso il giardino ed il cancello. Ha appena accompagnato la moglie all’albergo del paese, al suo consesso di carampane giocatrici di carte.

I  ragazzini si stanno invece preparando per andare a fare il giro nel bosco con la mamma e con la zia. Nel sottoscala recuperano gli stivali per tutti, in un angolo vicino alla porta di ingresso i bastoni, riportati dalle scorse passeggiate.

Tutti sistemano il golf  legato in vita, il cane li osserva e attende, timoroso di essere lasciato a casa. E poi i sacchetti, i sacchetti per i funghi, chissà quanti se ne troveranno.

Si avviano, il bastardello biondo corre avanti a tutti, ma la natura di canide maschio lo rallenta,  a furia di fermarsi ad alzare la gambetta e qui e poi là. Che poi è una cosa curiosa, come fanno i cani, annusano, prendono la mira, stanno per ...e invece no, si bloccano, ispirati, si girano, e alzano l’altra,  il perché mica si sa, noi uomini.

Sosta d’obbligo ad una vasca che raccoglie l’acqua di un ruscello, la vasca delle salamandre, più di una volta se ne è vista dentro qualcuna, nera e gialla, e si prosegue per la stradina, ora sulla sinistra il prato è stato sostituito da felci faggi e castagni, e sulla destra, a monte, minuscole piantine  di mirtilli, e mirtilli  altrettanto minuscoli.  

Si arriva agli “animali”, una cascina disabitata dove qualcuno tiene un cavallo ed un asino, e  qualche capra e pecora, una situazione corale, in effetti ci si stava dimenticando del gallo e di qualche gallina.

E’ da qui che, lasciando a sinistra i prati acquitrinosi,  si scende  al guado del torrente e si risale l’altra sponda, dove si alternano radure  con l’erica violetta ed i boschi, e i ragazzi chiamano entusiasti peri funghi che trovano, che sono quasi sempre sconosciuti, gli si dice di lasciarli lì, che magari li raccoglierà chi sa se son buoni. La zia che spela e rosicchia qualche castagna prematura, come fosse un ghiro..Qualche boleto si sacrifica  e si fa trovare, mentre  i funghi di Biancaneve sono sempre vanitosi,  sbucano dalle felci,  mai che ci sia invece  il loro compagno buono.

 

postato da: tiptop alle ore 03:08 | link | commenti (8)commenti (8) Popup
categorie: friends, happy days, family pack
giovedì, 25 settembre 2008

Fosse stato per loro, ogni mese si sarebbe dovuto assegnare ad ognuno una quota fissa di parole. Tutti dovevano sapere che ogni parola proferita attingeva a una risorsa preziosa, come l'acqua potabile o il terreno fertile, e che ogni volta che ciascuno parlava, la sua razione inevitabilmente si assottigliava.

Da  IL PALAZZO DELLE PULCI  di Elif Shafak.

Semplicemente.

postato da: tiptop alle ore 09:49 | link | commenti (6)commenti (6) Popup
categorie: civilization, cultura o pseudo tale
mercoledì, 24 settembre 2008

Mi sembra che le cose funzionino così: se tu “crei” qualcosa che ad altri  non piace, è spontaneo che  venga da chiedere, da chiedersi,   perchè, che cosa non va. Però, se tu fai qualcosa che piace, è come se il "successo" fosse dato per scontato, raramente viene da chiedersene il perchè, eppure sarebbe un’esplorazione non meno interessante.

Un creatore creativo risponde ad una sua esigenza personale,  insegue una sua idea, un suo progetto,  e non si fa o non si dovrebbe   far condizionare da quanto e come la sua opera verrà accettata, giudicata dagli altri.

Mi piace essere messa in discussione e sono grata a chi lo fa,  apprezzo  tantissimo i giudizi e gli insegnamenti quando li avverto come una crescita, un arricchimento,  mentre divento ritrosa quando non sento  in essi un tono propositivo ma  una sorta di imposizione, di condizionamento.

Anni fa, una persona per me tra le più care nella mia vita, alle mie rimostranze per una sua critica severa nei miei confronti, mi disse " Sono un amico, non un cortigiano": fu allora che imparai, o meglio, capii. 

postato da: tiptop alle ore 15:09 | link | commenti (16)commenti (16) Popup
categorie: pensieri sparsi, civilization, cultura o pseudo tale
martedì, 23 settembre 2008

non resisto...

l'ho nominata in un commento altrove....
e la domanda, senza risposta, da sempre....

COME FANNO I GATTI A STARE FERMI?
 PERCHE' IL CANE NON BALLA E SCODINZOLO IO?




e già che siamo in ballo
beccatevi anche questo


postato da: tiptop alle ore 23:12 | link | commenti (14)commenti (14) Popup
categorie: musica, non sense

Vorrei allontanarmi piano piano
senza far rumore
una penna  sul tavolo
accarezzata pensierosamente
le palpebre socchiuse
una sensazione
c'è qualcosa che non c'è
non è possibile
non lo è
vorrei.
postato da: tiptop alle ore 01:16 | link | commenti (6)commenti (6) Popup
categorie: pensieri sparsi
domenica, 21 settembre 2008

 Al gabbiotto delle informazioni la ragazza solleva dalla rivista il viso abbronzato, agosto non è  finito da molto.

-E’ il primo padiglione a sinistra, proprio qui dietro.

Dietro, gli edifici dietro  sono a destra, rispetto la strada. Il primo, è una costruzione recente, il Centro di Nonsochecosa, non credo che valga come padiglione. Il secondo è vetusto, certamente un padiglione. Si. C’è una minuscola targhetta all’angolo, in fondo ad una specie di cortile c’è una porta, una porta che non sembra un Ingresso, con la I maiuscola, forse è sull’altro lato. Tanto vale provare.

Dalla porta esce un uomo con un grosso sacco dell’immondizia. Ecco, errore, è la porta di servizio.

-Scusi, dov’è l’Ingresso?

È stranito. – Ma qua, no?

Non c’è un’indicazione, non c’è nessuno. Un grosso cartello su una porta d’ascensore metallico ne rivendica l’uso per le  lettighe.

Cerco le scale, almeno le scale, per arrivare al secondo piano.

Le scale disvelano l’ascensore universale.

Ora, individuare la stanza.

In fondo a sinistra,  aveva detto la nonna. In fondo.. in fondo,  ma le stanze sono solo due, a lei che cammina poco sarà sembrato in fondo,  le stanze sembrano tutte e due qua, sarà la seconda.

-          Sono qua!

Era nella prima, la nonna cammina ancora meno di quel che si pensi.

Nel letto di sinistra, una donna multiottantenne, con la mascherina per respirare, accudita da una donna rotonda, sudamericana. La donna geme ”Mamma”....

“Poi arriva” dice la sudamericana, che poi scopriremo essere una cinese cicciotta.

La MAMMA  di quella signora arriva?

Poi la donna cinese  spiega che  la “mamma”è in realtà sua figlia.

Poi si scopre anche che la signora, che si è addormentata, è la mamma di un personaggio dello spettacolo, ed a riprova della piccolezza del mondo, la donna dell’altro letto ci aveva avuto a che fare per lavoro in gioventù, ed anche alla visitatrice  era di  conseguenza  capitato di incontrarlo, bambina,  ricavandone uno sganascino sulla guancia scendendo dalle scale mobili delle Messaggerie Musicali.

La donna dell’altro letto.

Gli occhi sono segnati, il naso aquilino appare più evidente. Ma appare sorridente, viene da chiedersi dove trovi quella forza, o forse è la vita sfortunata che l’ha temprata e non ce ne si era mai accorti.

Chiede sorridendo all’infermiera del Servizio Sanitario Nazionale se è vero che la possono aiutare a farsi la doccia e lavarsi i capelli, e sì, possono e l'indomani mattina lo farà. Mi indica il bagno soddisfatta, è completamente rinnovato.

Racconta che la signora anziana urla tutta notte, ma perché ha paura del buio, non si riesce a farle prendere il giro giusto, stare sveglia di giorno e dormire di notte, ma ora lei si è rifornita di tappi per le orecchie.

- Sono più di là che di qua, - dice.

-          Io ti  vedo che sei di qua,

E’ che lei ancora non sa tutto, ne sa solo un po’ e sorride, come quando forse si pensa che la storia non è la tua, e si vuole incoraggiare il protagonista.

postato da: tiptop alle ore 01:59 | link | commenti (18)commenti (18) Popup
categorie: family pack
martedì, 16 settembre 2008

sogno

Un sogno strano.  Ero al mare, con i miei figli, il capofamiglia e mio nipote, con la moglie e la prima bambina, ed hanno deciso di passare da una scogliera. Io mi ricordavo di esserci già passata ed avevo paura,  e dove si  camminava, contro la roccia, era stretto stretto per me. Comunque li ho seguiti, dicendo che tutt'al più mi buttavo in acqua. E mentre andavo, tutta paurosa, mi sono trovata vestita con un Loden verde sopra il costume, e pensavo che non è che da una scogliera ti puoi buttare da qualunque punto, bisogna conoscerli un po' i posti. E mi sono svegliata,  e ho cercato di restare sveglia, perchè questo sogno non volevo rischiare di riprenderlo, che mi spaventava troppo, chissà magari come finiva, e poi soffrivo di vertigini anche nel sonno.
Che poi da ragazza qualche tuffo dalla scogliera, nel tratto tra Sestri Levante e Moneglia, lo ho anche fatto.

postato da: tiptop alle ore 08:10 | link | commenti (16)commenti (16) Popup
categorie: non sense

anche a Milano capita

Di Milano si parla sempre male,  anch'io lo facevo, ed ora mi ritrovo sempre più spesso a prenderne le parti. Eppure anche a Milano capitano cieli sereni con le nuvole che ci vengono a giocare, e cieli dove la luna si esibisce, a spicchi, pallida, o rotonda e vestita di rosso.
Poco fa era così, e ho fatto un po' di prove di fotografia, che quelle di notte non mi vengono mai. Per gli scatti con il notturno ci vuole tutto l'ambaradan, e quando una cosa diventa una scienza non mi piace più. Ho provato invece a fotografare la luna con il macro, macro e panorama, poi macro e ritratto. Non sono delle meraviglie, per me comunque una conquista.

che sembra nera nera ma non lo è...bisogna trovare l'inclinazione dello schermo, o inclinatevi voi.

ecco.
postato da: tiptop alle ore 01:16 | link | commenti (10)commenti (10) Popup
categorie: milano, fotografia
lunedì, 15 settembre 2008

4 stagioni, non la pizza

Dai commenti al post precedente, un pensiero.
A  me piace  anche l'inverno,












e l'autunno

e l'estate












     e la primavera.

E' giusto che ci siano le stagioni, a rotazione sono contenti tutti.
A trovare del bello in qualsiasi cosa si è contenti sempre.
postato da: tiptop alle ore 02:24 | link | commenti (7)commenti (7) Popup
categorie: pensieri sparsi, fotografia, civilization
domenica, 14 settembre 2008

saldi di fine estate


E' apparso il lago ad un certo punto, la sua acqua era grigia, grigia e lucente, e di grigi chiari era fatto  il cielo,   più luminoso nello sfondo, braccia montuose che si sporgevano nell'acqua alternadosi tra una riva e l'altra, giocando come una cerniera slacciata.
A casa invece il cielo ci era venuto incontro.

I fiori cominciano ad arrugginire


Non tutti,  però.


E questi fanno capolino brillanti e lucidi della pioggia appena finita.


postato da: tiptop alle ore 21:46 | link | commenti (8)commenti (8) Popup
categorie: natura, fotografia
sabato, 13 settembre 2008

ars photographandi

Avevo pensato che i colori autunnali sono belli anche nella fruttiera,
 ma non è facile fotografarli
con i gatti sul tavolo


la micia che si viene a strusciare



ma infine ce la faccio!
notare l'eleganza dello scottex e la pessima inquadratura... ma ne ho eliminate 14 coi gatti!
postato da: tiptop alle ore 18:46 | link | commenti (17)commenti (17) Popup
categorie: fotografia, zoo
venerdì, 12 settembre 2008

Semplicemente mi sto guardando intorno, sto soppesando. Quel che vorrei lasciare, quello che non vorrei lasciare, quello che posso portare con me e quello che spero di trovare, o che spero di non trovare.
Mi sembra di aver raggiunto un punto, e poi succedono cose che non avevo previsto, tipo.
Tua madre di 94 anni che ti telefona per sentire se è libero l'appartamento sopra al tuo, non vuol più vivere con quella figlia, e vuole andare a stare da sola.
Senti il fratello al telefono che disereda la madre, e che si arrangi.
Ti telefona la sorella, ovvero quella figlia, che sospetta di essere gravemente malata.
Guardi il saldo del conto corrente, e ti arriva l'ultima rata del condominio.
Quando avevi pensato, faccio un anno di prova a vivere da sola, se no non capirò mai cosa voglio veramente, se accettano la prova bene, se no sarà definitivo.
E poi fai i conti e dici rischio di fare la fame, vabbè, appunto, tanto devo dimagrire.
E allora messo tutto insieme pensi forse è meglio che torni all'altro pensiero, trovare qualcosa in prossimità di Milano, dove rifugiarmi quando il  bisogno di stare da sola esplode, quando ci si sente assalita e sanguisugata e stanca, e da dove possa pendolare in ufficio, e che magari possa essere bello per le vacanze.
Chessò, Arona, Luino. Un posto con dell'acqua, comunque, giusto perchè il mare è lontano.
Poi capita che la dirigenza stravolga i team, e tu  che avevi il capo migliore di tutta l'azienda, e ci lavoravi da una vita,  ti ritrovi con dei capi che non conosci,  e che pensi che destabilizzarsi anche in ufficio era l'ultima cosa che desideravi e ti aspettavi in questo periodo della tua vita.
E capita che il pomeriggio stesso ti chiami quello che è stato uno dei più grandi amori in gioventù e della tua vita (in fondo cosa sono 34 anni trascorsi, uno a Milano, l'altro a Roma, e sentirsi ancora?), quello che è  apparso  un giorno  dello scorso inverno a Milano e ci sei uscita a cena ogni settimana fino a primavera, ed è stato bello ritrovare dal vivo quei lineamenti noti, anche se ingrigiti, e le espressioni e le parole che sapevi già interpretare. E gli racconti brevemente, e ti dice "Tu hai questa cosa dentro e non starai bene finchè non la farai." e poi ride del mio modo di esporre le cose, e dice che sono unica ed irripetibile, e che non smetterà mai di seguirmi perchè la mia vita è meglio di un libro, e vuole sapere come va a finire, e ride, ridiamo.
postato da: tiptop alle ore 08:27 | link | commenti (15)commenti (15) Popup
categorie: feelings, family pack
giovedì, 11 settembre 2008

in crescendo

cerca di girarsi, i sorrisi appaiono meno casuali, chiacchiera e anche dalla spalla di Tiptop si affaccia volentieri.
Per me avrà gli occhi azzurri come la mamma, il papà e la grandmother.
Le foto questa volta sono fatte dalla sua mamma...










































postato da: tiptop alle ore 22:52 | link | commenti (15)commenti (15) Popup
categorie: fotografia, family pack, innonnimento
mercoledì, 10 settembre 2008

ehm....

Sono da poco rientrata dall'intervallo ed ho già ricevuto tre avvisaglie di "interessamento" per la mia assenza da qua...

Diciamo che sono assorta in miei pensieri, e non mi viene da scrivere. Capita anche alle peggiori dita (trattandosi di tastiera), Non c'è nessun proposito di stare lontana dal blog, e anche se sono pensosa sono abbastanza serena.

Grazie, comunque, dell'attenzione e dell'affetto che mi manifestate,  che sento vero e non virtuale, e che ricambio pari pari. 

postato da: tiptop alle ore 14:34 | link | commenti (10)commenti (10) Popup
categorie: feelings
lunedì, 08 settembre 2008

Nella casa sul lago andavo sempre con i figli piccoli, anche nelle vacanze di Natale. Dalla vigilia di Natale sino a Capodanno erano con noi anche mia madre, mia sorella, mio fratello. Ricordo grandi volute di fumo, io che volevo aprire le finestre, e gli altri no perchè faceva freddo. Ho sempre bisogno di aprire le finestre.
I giorni più belli era quando finalmente loro se ne andavano e restavamo noi quattro, tranquilli, niente fumo, qualche passeggiata, si mangiava semplice ed in cucina, e sul tavolo grande in sala potevamo lasciare il grande puzzle che ogni Natale compravo per queste vacanze, ed al quale collaboravamo tutti.
Ora che ci penso, è tanto che non faccio un puzzle, sarà perchè la vita me ne ha presentati, da allora, di altro tipo.
E la vacanza più bella è stata un Natale freddissimo, di quei freddi  che fanno appannare i vetri e ci si disegna un cuore, o il sole. Quell'anno non avevamo una lira,  il capofamiglia non veniva pagato e stava cercando un altro lavoro, e c'era solo il mio stipendio da part time, e stavo attenta ad ogni minima spesa.
In quei frangenti  ti  rendi conto di quante cose "superflue"  ti sembrino una necessità, quando fanno parte delle tue abitudini di vita,  tipo comprare un libro da leggere. E' una spesa inutile, lo puoi prendere in prestito dalla biblioteca. Eh no, leggere un libro non ha un tempo, e poi va posseduto, e gli si deve trovare un posto nella libreria perchè continui la sua vita con te, ormai è dentro.
postato da: tiptop alle ore 08:14 | link | commenti (16)commenti (16) Popup
categorie: happy days, family pack
domenica, 07 settembre 2008

Oggi, promette di essere una giornata un po' così, di sensazioni e malinconie. Il cielo è grigio, con delle macchie di sole sulle case. Andiamo tutti nella casa al lago, per portare via le nostre cose, quelle che ci interessa tenere. Uno smantellamento progressivo, mio fratello ha deciso di non tenerla più, si avvicina il giorno della riconsegna.
 
Sono trentadue anni che la si teneva in affitto, e da quella casa ci sono passati tutti, e si sono fatte le più grandiose litigate familiari. Ma c'erano anche le primule e le mammole, e poi i narcisi, e poi i funghi ed il profumo di terra,  così ricco e  diverso da quello argilloso e pesante dell'Oltrepò.
L'anno prossimo mia sorella e mia madre non sapranno dove passare le vacanze, a me di questa casa da quel lato importa poco, ultimamente ci sono andata pochissimo, mio  fratello per quanto all'apparenza grandioso, giovialone e comunicativo è capace di toglierti l'aria e si è dimostrato alla fine  piccino.
Veramente è ormai un po' che  mi ritrovo a stare a distanza da quella che è la mia famiglia di origine, sembra che la differenza di mentalità e di modo di vivere si sia accresciuto col tempo, invece che smussarsi.
Sarà che forse sto vivendo la mia seconda adolescenza, se mai la vita ne preveda due. O forse sarà il mio canto del cigno, come è più probabile.
Sento sempre più forte dentro di me il desiderio di stare da sola, fare da sola, come un mettermi alla prova, lo stesso dei diciott'anni, quando però hai tutta la vita davanti e tutte le energie. Che se si vuol vedere, per ora nella prova della vita non ho un cattivo punteggio, ho una famiglia che se non la disfo io regge, una casa, un lavoro, tanti affetti, interessi, ma  ho questo bisogno di andare, che torna sempre fuori, e forse, se non provo, non sarò mai in pace, e con i miei figli ne ho parlato, che non sono sicura di quello che voglio, o meglio, so che lo voglio, ma mi fa un po' paura perchè incosciente non sono.
postato da: tiptop alle ore 07:51 | link | commenti (19)commenti (19) Popup
categorie: feelings, family pack
venerdì, 05 settembre 2008

suspence 2

Fine del sogno, e della prova,  ero curiosissima!

Riepilogo, facendo seguito al post di ieri, per gli amanti del calcolo delle probabilità e della statistica:

Con 10 grattaevinci da 2 euro ho vinto 62 euro; con 31 grattaevinci da 2 euro ne ho vinti 21; con 10 grattaevinci da 2 euro e 1 da 1 ne ho vinti 4....che 4 era la mia partenza.

 Non ho vinto nulla, non ho perso nulla... uffa. Perchè sotto sotto qualcosina speravo di trovare, in una striscia di 31 gratta e vinci pari a 62 opportunità...

Magari è la volta che mi accorgo di essere fortunata in amore... figuriamoci, adesso provo col lotto.  

postato da: tiptop alle ore 10:05 | link | commenti (21)commenti (21) Popup
categorie: miscellanea
giovedì, 04 settembre 2008

suspence

All'inizio di agosto avevo preso un grattaevinci al super ed uno al bar del cappuccino mattutino, ed avevo vinto due euris cadauno.

Mi sono ricordata di incassarli l'altro giorno, e mi sono fatta dare altri grattaevinci.

Ho vinto 7 euris, e mi sono fatta dare altri grattaevinci.

ieri ho vinto 20 euris, e mi sono fatta dare altri grattaevinci.

Farseli dare,  n. 10 da 2 euris,  è stata uan contrattazione piuttosto complicata, perchè i proprietari del bar sotto l'ufficio sono una numerosa famiglia cinese, ed appena quello alla cassa comincia a capire un po'  l'italiano, sparisce dal bar e viene sostituito da un altro che ti guarda come fossi scema tu, che poi nessuno dei due è scemo, è questione di linguaggio, si è un po' come il cane ed il gatto forse, che uno scodinzola contento e l'altro invece incazzoso. Prima mi hanno dato una banconota da dieci euris, poi due, poi una e cinque grattaevinci, poi ho ridato la banconota ed ho ottenuto gli altri 5.

postato da: tiptop alle ore 11:31 | link | commenti (21)commenti (21) Popup
categorie: miscellanea

gomme e pennini

Alle elementari c'erano le classi femminili e maschili, ed eravamo tutti col grembiule ed un fiocco, dal colore differenziato a seconda della classe.
La nostra maestra aveva scelto un nastro bianco a pallini rossi, ora che ci penso tipo clown.
Il mio grembiule si allacciava dietro, e da sola non riuscivo mai a metterlo nè toglierlo.
I banchi erano singoli, con la scanalatura per le penne ed il buco con la boccetta dell'inchiostro, che il bidello passava a rabboccare quando la maestra lo chiamava.
Quando col pennino si pescava sul fondo, gli rimanevano attaccati dei pelucchi, ed allora erano guai. Ricordo che ero disperata   perchè sul compito avevo fatto cinque macchie, e la maestra mi avrebbe dato cinque, toglieva un punto per ogni macchia. I pennini dorati erano i più ambiti, ma anche con  quelli metallici un po' cicciotti si scriveva bene, e se la goccia cadeva, era una macchia bella rotonda e cicciotta. Non mi piaceva scrivere con quelli dritti semitubolari, mi sembravano molto rigidi.  Adoravo cominciare i quaderni, li curavo molto, con tanti buoni propositi, quelli che un giorno avrei avuto per le diete.
Sul bancone della cartoleria vicino alla scuola c'erano in mostra i pennini, in un contenitore di legno a scomparti. Le gomme già allora erano di diversi tipi, però rigorosamente a parallelepipedo, tranne le gomme per la macchina da scrivere, che avevano la forma di una ruota. Volevo sempre la gomma verdina da matita, e sempre mi compravano quella rossa e blu. Il rosso era per cancellare la matita, ma non cancellava bene, e con la parte blu, che era per cancellare la penna, si rischiava sempre di bucare il foglio:ancora  peggio  se si usava  la  gomma per la macchina da scrivere!
postato da: tiptop alle ore 00:40 | link | commenti (25)commenti (25) Popup
categorie: happy days
martedì, 02 settembre 2008

maghe e megere

Sono stata invitata a celebrare l'anniversario della nascita di una amica in una casa dove tutto era bello. Quale fosse l'anniversario non è stato dato di sapere. Vent'anni, diceva lei, ah non diciotto ho chiesto io. Quasi un consolarsi a vicenda.
Un appartamento bellissimo, abitato da poco, grande come la  terrazza, la camera della padrona di casa dietro una vetrata, circondata da siepi di ligustro. Svegliarsi alla mattina nel centro di Milano in un intreccio di verde.  Le sedie della cucina sistemate per l'occasione all'esterno,  dall'aspetto vago tra la ciotola del gatto e un posacenere. Un paio di cuscini per sedersi per terra, un po' equivoci a dire il vero, a forma di ciambella. Il tavolo con il tutto per l'happy hour femminile...
Erano state invitate solo donne, e non so perchè quando si è solo donne penso alle streghe,  e comunque le donne solo tra donne le trovo più simpatiche, in assenza del galletto viene omesso il lato gallina, ed anche quello competitivo cala di tono.
Ecco, credo che quella di ieri, per ognuna di noi, fosse la casa dei sogni. Non piccola, non grande, non rumorosa, mi dava un gran senso di autonomia e libertà.
Si è parlato di nomi, ed una ha raccontato che il suo nome non le piaceva perchè era da portinaia, ed ora si sta presentando con il secondo nome,  comunque rimaneggiato, ed era soddisfatta perchè anche il marito ormai la chiamava così. Mentre le altre davano segni di commozione al racconto, una prova d'amore quella del marito che l'aveva segnata col nuovo nome sul cellulare, a me è stata un po' sulle balle, cosa vuol dire da portinaia, una portinaia può anche chiamarsi Adelaide, o Maria Gabriella, e poi io c'è stato un periodo della mia vita in cui dicevo che volevo far la portinaia, avevi la casa pagata, mettevi via lo stipendio, passavi il giorno a leggere o ricamare (era l'epoca del punto a croce e della maglia). Mio padre rideva, io dicevo sul serio.
Era stata annunciata la presenza di una maga, che poi era una delle amiche brava a leggere i tarocchi. Con me è stata sicuramente bravissima, in campo sentimentale vede un rapporto difficile e profondo che nasce da un immenso dolore di questa persona, che sente in me la forza per uscirne. Ma quando mai avrò una storia  facile?  Mai! Sempre che esistano persone dal carattere facile,  che  poi facile non è neanche il mio. Stiamo a vedere.   E poi sul fatto di spiccare il volo e vivere da sola, vede una rinascita, tutto positivo, almeno all'inizio, con la carta del mondo  e della fortuna e non ricordo quali altre. Ma anche qui, uno stacco netto è sempre come una rinascita, quante volte si rinasce in una vita? Bisogna esser sempre pronti.
E' andata meno bene ad un'altra ospite, una che mi piacerebbe anche avere l'occasione di rivedere, alla quale le carte han detto che ha la vocazione della donna tradita... e che pare  sia proprio così, ci ha preso in pieno, mi ha detto un po' triste.
Io non so se crederci o no, alla lettura delle carte: anni fa un'amica di mio nipote mi predisse che non più giovane (palese eufemismo) avrei buttato tutto all'aria e cambiato vita, allora mi era sembrata una cosa assurda, con due ragazzini, tutta famiglia e lavoro.  MI guardo adesso...
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