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per gli amici Cri, Tip, Top, TippeToppe, Tippete, Tippe, Cip Ciop, Crì Crì .... poi che ancora potrà venir fuori? Dimenticavo, il nick ancestrale è CORROSIVE VISION... mica male, mi piace!

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Utente: tiptop
Nome: CRI
Sono un disastro, cerco di sopravvivermi. Mi piace la vita: se ci si fa caso, sempre, ovunque, in ognuno, c'è un qualcosa degno di interesse, attenzione, affetto. Mi piace la gentilezza e la familiarità, detesto la volgarità e gli eccessi. COMUNICAZIONI DI SERVIZIO: le immagini pubblicate a volte sono "rubate" dal web, se qualcuno non gradisse il "furto", semplicemente me lo dica e io tolgo. 2)Mi irrita che il mio blog venga usato come veicolo pubblicitario, i commenti stile "Bel blog passa a leggermi" o comunque con analogo fine, verranno cancellati, idem per i PVT. Piuttosto, fatevi conoscere per i vs. commenti arguti spiritosi ed intelligenti. 3)non mi piace mettere banner e riempire il template di cosi, evitate di chiedermelo.


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giovedì, 31 luglio 2008

ecco lo zio

fagiolino  31.7.08 015In attesa dell'autorizzazione a postare o meno foto del nipotino
postato da: tiptop alle ore 23:43 | link | commenti (10)commenti (10) Popup
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Preferisco Grandmother

Nonna ha quel filino di sapore un po'... Nonna Abelarda?
Una foto del nipotino mi è arrivata via mms dalla Princess, dorme nel lettino con le braccina in su, in pace col mondo. Ancora non sa che dovrà vedersela con due gatti, che sono stati felici di questa iniziativa, acquistare una carrozzina per la micia e   un fasciatoio per il gattone sbirolo. La lotta, qui a casa, è cominciata da un po'.
Ore dieci circa "mamy,  ho delle fitte ogni 10 minuti"
"Va bene, vengo a casa"
Non sono agitata per nulla,  sono contenta che sia arrivato questo momento.
Arrivo a casa che le fitte sono ogni sette.
Dico alla Princess che andiamo in ospedale quando sente lei che è il momento.  Ripensiamo se manca qualcosa nella "valigia", la tessera sanitaria, l'acqua, il caricabatteria del cellulare, faccio come se nulla fosse, non si deve sentire agitata.
"metti gli occhiali, meglio delle lenti a contatto secondo me"
"Si lo diceva anche l'ostetrica"
Accendo il pc, lo richiudo " Ora sono ogni 4 minuti, l'ostetrica ha detto di andare quando sono sotto i 5", andiamo? Chiami il taxi?"
All'ospedale si compila un foglio e non succede nulla per un po', poi la chiamano, io attendo fuori, guardiana di valigia. Me la vedo passare davanti, sparisce nell'ascensore con un dottore (la figlia, non la valigia). Ritorna con il responso del monitoraggio, travaglio non attivo, ci possono volere ore, meglio tornare a casa e aspettare lì.
Ritaxi. Nel frattempo a casa è arrivato il Prence,  le fitte cominciano un po' più dolorose, le avevano consigliato un bagno caldo, è vero, la figlia in ammollo si sente meglio. Faccio un po' di pasta e li chiamo. Le contrazioni diventano  più forte, chiama l'ostetrica, se durano un minuto, andare.
Ci imbarchiamo, durano più di un minuto. In auto la Princess soffre, ogni tanto dice" fermo", e allora apre la portiera "Non buttarti mica giù dalla macchina. dai resisti se no così non arriviamo." le dico.
Il Prence guida compunto, segue i dolori di lei nello specchietto retrovisore, mentre io forse sembro scema, cerco di portare il discorso su altro.
Questa volta la Princess piegata in due la visitano subito, Una signora di una certa età,  seduta in attesa al pronto soccorso, al cellulare brontola "Ma è una cosa da pazzi, un'altra con le contrazioni, e mi passano tutte davanti" In un Ospedale per la Maternità sono cose che capitano.
Non ero nervosa, non ero preoccupata. Ero tranquilla che tutto sarebbe andato bene, è un ciclo naturale, se si lascia fare alla natura è meglio, e mia figlia è giovane, sana, sportiva, ha fatto una gravidanza da manuale. Ho aspettato seduta davanti ad un cartello "citofonare per informazioni" e mi stavo giusto  chiedendo se dopo due ore senza sapere nulla potevo suonare, quando la porta si è aperta ed è apparsa la famigliola al gran completo. Una Princess ridente con un fagottino che ho guardato, guardare e non toccare erano gli ordini,  e poi ho guardato il Prence. "e adesso che te ne fai di due eguali?" le ho detto.




Nella sala d'attesa ci sono zone lasciate ai "graffiti"... o zone prese in possesso, non saprei.
postato da: tiptop alle ore 01:12 | link | commenti (27)commenti (27) Popup
categorie: family pack, civilization, post importanti, innonnimento
mercoledì, 30 luglio 2008

mi sa che riandiamo in ospedale
contrazioni che durano un minuto...
a poi
postato da: tiptop alle ore 15:08 | link | commenti (19)commenti (19) Popup
categorie:
martedì, 29 luglio 2008

festa dell'Unità Milano 2008

mentre tengo d'occhio il globo, cioè la  Princess, che manca una settimana giusta...
mi sono chiesta cosa ci propina la festa dell'Unità  quest'anno... 

 cliccate qui
(il programma è del 2007, in fondo alla pagina ci sono i concerti 2008)

non male direi
(sarò una nonna sui generis, lo so)
devo esorcizzare...

postato da: tiptop alle ore 23:50 | link | commenti (18)commenti (18) Popup
categorie: musica, civilization, cultura o pseudo tale, innonnimento

SENZA TITOLI

Senza titoli, morire infatti che ne ricordi mai uno. Vabbè gli "eterni" si sanno... Mrs Robynson, The Sound of Silence, The Boxer... ma gli altri no. C'è da dire che non sapendoli,  è veramente difficile ricordarli.
Sono tornata da poco dal concerto di Paul Simon, qui all'Arena. Li ascoltavo molto da ragazza, gli indimenticabili Simon e Garfunkel,  il lungo il corto il pacioccone (il pacioccone ero io).
Che abbiano fatto dopo El condor pasa, e dopo quell'epoca lì, non lo so, non me ne sono mai curata, sapevo solo che si erano divisi. Comunque, quando mi si dice di andare a un concerto è difficile che dica di no. E poi perchè avrei dovuto dirlo, mi piacevano in due... mi piacerà anche Simon da solo; ma Garfunkel invece che fa?



.

    


































Va bene, sono andata a sentire un cantante di cui non sapevo più nulla, per cui non so che pezzi abbia fatto e di quale disco, ho riconosciuto solo i classici.
Con M abbiamo sostato un sacco aspettando i suoi amici, nei pressi dei chioschi di zucchero filato, frittelle e paninozzi  con carni diversamente cotte, sia all'entrata che all'uscita, effluvi tali che
che quando sono tornata il cane e i gatti mi son venuti incontro visibilmente curiosi.
Uscendo, nella calca, ho pensato che questo pubblico era un po' come un dito d'acqua nel bicchiere, che se si rovescia per terra o sulla tavola sembra un mare.
Ho apprezzato un'iniziativa pubblicitaria per una volta tanto sensata: all'ingresso ti offrivano di ricoprirti di Autan.
Nell' attesa abbiamo perso il chitarrista propedeutico, tale Ruben Ford, le cui note arrivavano comunque a farci compagnia.
E' poi arrivato un omino in  giallo e piccolo piccolo, che riempiva il palco, seguito da una band molto agguerrita. Una musica la loro senz'altro adatta all'estate, che invita a tenere il ritmo, a battere per lo meno il piedino (n.39/40).
Un energumeno nero, riccio  (è politicamente corretto scriverlo perchè era italiano) mi prega di non fare foto. Intanto ho disubbidito, ma senza esagerare. A lui non ne ho fatte, comunque.
Le canzoni si sono srotolate una dopo l'altra, non che ripensandoci fossi poi in grado di distinguerle. In alcune mi sembrava di sentir sgocciolare le note, in un'altra ho riconosciuto un'influsso reggae, ed in un'altra echi del condor. Mi è piaciuto vedere la fisarmonica sul palco, è uno strumento che mi fa simpatia, come il rumorista che si grattuggiava sul petto. La batteria aggiungeva battiti al mio cuore, il tamburello andava a perdersi nello sfondo, a tratti il sax mi bucava, mentre l'omino indossava una chitarra dopo l'altra, le luci si inseguivano  gialle blu e violette come nei disegni cachemire. Quando sono iniziate le note di The Sound of Silence.. non mi sono resa conto subito che Paul Simon la stava suonando da solo in un palco vuoto, non pareva. E poi la mia testa va sempre un po' dove vuole, dietro i pensieri o dietro i sogni. Quando finisce di suonare il pezzo alza la chitarra, come per ringraziarla, perchè noi la ringraziassimo.
postato da: tiptop alle ore 01:47 | link | commenti (9)commenti (9) Popup
categorie: musica, milano, cultura o pseudo tale
domenica, 27 luglio 2008

momenti così

Non so dire se sto bene o se sto male. Credo  che siano quei momenti a cui poi ripenserai sorridendone, e saranno un bel ricordo, ma intanto  che li vivi sono così.
L'attendere...
Eppure ci  sono cose dove non puoi che aspettare, una tortura per chi è abituato ad agire, a fare in modo che accadano.
Si avvicina il momento del tafferuglio... Mamy, sento queste cose qua...
Ma io non so, forse non saprò, non sono un dottore, e ho sempre vissuto d'istinto.
La Princess mi dice " La mamma di G aveva una seconda, ed è arrivata allattando alla sesta,tu com'eri?" Non lo so com'ero, in genere vivo, vivo protesa verso le sensazioni e priva di interesse verso questi dati.
In attesa di nuovi equilibri... quando mi sento insofferente, imbrigliata... come se tutti con i loro comportamenti  decidessero per me,  quale debba essere la mia vita, come io debba essere, di cosa debba occuparmi... E io non voglio...
Ho tanta paura,  anche se scherzo "Talula balla la Hula... saranno cretini i genitori, però voi il nome non lo avete ancora"   li vedo che si abbracciano, sereni e senza nessuna certezza per il futuro,  ed io tremo dentro, ma non ci sono carezze e baci e parole dolci.
postato da: tiptop alle ore 09:37 | link | commenti (15)commenti (15) Popup
categorie: feelings, events, family pack, innonnimento
venerdì, 25 luglio 2008

Farmacia

Ieri sera tornando a casa in bici mi sono fermata in farmacia  per comprare l’arnicagel. Mi sento picchiettare sulla schiena e mi giro, vedo una signora molto anziana con una maglietta verde bandiera  e dei pantaloni bianchi che le stanno un po’ larghi. E’ abbronzata, ma abbronzata secca ed ha dentoni equini e non equilateri.  Non mi piace.

Mi dice “Signora stia attenta che dietro di lei c’è il mio cagnolino” mi piego, in effetti come non mi vedo i piedi non potrei neanche vedere una specie di maltese.

E’ il mio turno, chiedo l’arnicagel e la farmacista mi consiglia di tenerla in frigorifero, così la metto fredda e va ancora meglio.

Intanto sento la voce della signora del cane chiedere all’altra farmacista “Vorrei delle salviettine intime”

Oddio, penso,  davvero non c’è età…ma no dai, cosa vado a pensare, è semplicemente igiene.

Si spostano verso gli scaffali “Non vorrei una confezione tanto grande,  sa, al cane sono rimasti sporchi dei peli”

“Va bene così?”

“Si così va bene, ma mi assicura che sono per il sederino?”

postato da: tiptop alle ore 14:38 | link | commenti (12)commenti (12) Popup
categorie: non sense, civilization

la caduta

E’ successo, ieri mattina,  quello che gufava la mia 94enne madre,  una vita da Cassandra. E quelli che mi chiedevano, ma non hai paura, a Milano, ieri sera sì, a tornare a casa sì, mi sentivo insicura e spaventabile.  E quelle che odiavo e trovavo pericolose, le auto in seconda fila.

Non ero lontana dall’ufficio,  sulla circonvallazione poco prima di via Ripamonti, un furgone era fermo in doppia fila, mi ero portata a lato e pedalavo, quando una macchina da dietro mi si è affiancata stringendo, ed ho traballato e poi sono caduta.  Il guidatore è sceso , mi sono rialzata,  mi sono spostata dalla carreggiata davanti al furgone…non  mi ero fatta niente, ho raddrizzato il manubrio, è venuto via un bullone che tiene il portapacchi alla ruota,  fa un po’ rumore, ma non è funzionale per  muoversi, idem il cestino davanti che ha cambiato un po’ forma. Dalla borsa non è uscito nulla… mi rimetto in sella  e arrivo in ufficio, un po’ trafelata, un po’ spaventata.

Son tornata a casa dal lavoro, mi faceva male un piede, mi bruciava un po’ la gamba all’interno, ed il braccio destro in alto era indolenzito.

Ho comprato l’arnicagel in farmacia, mi hanno detto di metterlo nel frigo…e poi mi ci sarei fatta il bagno.

Oggi sono dolorante ovunque, ho preso il filobus e faticavo a camminare, e a fare le scale della metropolitana, ma non volevo stare a casa, sono appena stata in ferie, e a momenti  arriverà il nipotino. .

postato da: tiptop alle ore 10:55 | link | commenti (5)commenti (5) Popup
categorie: milano, in bici
giovedì, 24 luglio 2008

fiore di cactus

 

dedicato.

postato da: tiptop alle ore 16:04 | link | commenti (4)commenti (4) Popup
categorie: feelings, fotografia

Ho preso un granchio

 

Ho passato giorni abbastanza tranquilli, una giusta misura di  congeniale compagnia e di  solitudine, solitudine si concretizzava nel gestirmi liberamente. Adoro la mia amica M perché … perché  è di quelle persone con stai, e puoi dire adesso leggo,  o dormo, voi andate a camminare, no io resto qua (sola in casa sua)…ci si vive di fianco, per così dire, e non addosso.  E’ il modo in cui mi piace stare con le persone, una sorta di libera condivisione, se avessi una casa  mia tutta mia con gli amici farei così. Anche perché si cercava di contribuire all’andamento delle cose. Io non alloggiavo da lei ma in un appartamento a parte, e sono stata bene,  se dovesse essere una prova da vita single potrei dire che è andata bene, ma non lo posso dire, perché sono stati una manciata di giorni, e non nel mio habitat.

 

Non ho cose grandi da dire di queste vacanze,  perché sono state all’insegna della pace in compagnia di persone  gradevoli e in gamba. Ho camminato molto, in salita e discesa, ho preso tanto sole di nuovo, ho nuoticchiato a modo mio, ho letto un po’, ed anche riflettuto su cose della  mia vita, non che abbia poi concluso nulla. Siamo andati a mangiar fuori e sempre bene, in una frazione che non ricordo più, e poi a Laigueglia, ospiti di M, amica di M e lettrice di questo blog (ciao M! e saluti a Teo.) serata movimentata, visto che ho chiuso la porta di casa della mia ospite senza far caso se avesse le chiavi o meno. E’ che bisognava non far uscire Teo, il cagnolino a molla di M.Noi tutte fuori e il cane dentro…ma la faccenda si è risolta in un istante con un fabbro, visto che non era stata girata la chiave nella serratura.  E’ stato bello rivedere quel gioiellino di Laigueglia dove ero stata qualche volta in vacanza coi figli ragazzini.

Al solito, mi è capitata una cosa che può capitare a una persona su un milione, credo. Dico al solito, perché se qualcosa di assurdo può succedere, in genere succede a me, lo dice sempre anche una mia collega,  che ho sempre i casi particolari, e poi dice anche che c’è sempre qualcuno che conosco o conoscevo, in ogni dove, ma questo non c’entra con il post.

Il primo giorno a Pietra, c’era il mare un po’ mosso, e devo aver catturato un granchio col reggiseno del costume da bagno . O meglio,  sono uscita dall’acqua, mi sono sdraiata sull’asciugamano a pancia in giù, ed ero l’unica cosa bagnata in zona… ho sentito un solletichino all’interno del braccio, e poi c’era questo cosino minuscolo che se  ne zampettava via di lato, velocissimo, sull’asciugamano. Ma il mare mi sembrava un po’ lontano per un granchiolino,   l’ho inseguito e ributtato in mare. Così magari se era proprio scemo lo recuperavo al prossimo bagno.

postato da: tiptop alle ore 14:23 | link | commenti (4)commenti (4) Popup
categorie: events, non sense

nessuna foto di mare

ho fatto solo queste.


l'oleandro è universalmente conosciuto


ma anche questa blu... morire mi venisse mai il nome


e questo violetto che assomiglia ai fiori delle "pisellacee", non so come si chiama, ma era nel giardino della mia amica, devo ricordarmi di chiederle il nome.
postato da: tiptop alle ore 08:04 | link | commenti (7)commenti (7) Popup
categorie: natura, fotografia
venerdì, 18 luglio 2008

tutto pronto...

Sveglia alle sei e parto.  La mia amica ha già fatto tutto il programmino. Quando arrivo al casello la chiamo e mi viene a prendere,  mi accompagna ai miei appartamenti, ove verrò lasciata un poco in acclimatamento. Pare che diano su giardini con vista di mari e monti, come quelli che si promettono, o degli spaghetti. Alle 11 ci troviamo in piazza, c'è anche il mercato - adoro i mercati dei posti di mare,  finisco sempre col comprare qualcosa in ceramica bianca blu e gialla. Col costumino e l'asciugamanino andiamo in spiaggia. Devo portare una felpa per la sera,  se si mangia seduti fuori, mi ha detto, e ha un po' di amici.  Mi porto il pc che se riesco riordino le foto,  e poi ho dentro la musica.  Mi porto anche da leggere.  E poi magari scrivo. Il tempo sarà un po' mio.

postato da: tiptop alle ore 14:19 | link | commenti (13)commenti (13) Popup
categorie: events, mi faccio il film

fotografie

persevero coi fiori rossi...

questo è il melograno, forse per la prima volta quest'anno farà i frutti.

Ha una sua storia, aspettavo il capofamiglia nel cortile dell'officina di un fabbro, ed intanto mi guardavo in giro, che non è mai tempo perso.  Ho visto che alla base del suo melograno spuntavano dei rametti, non so se si chiamano "piedi" , mi pare di sì però, e ne ho strappato uno. L'ho tenuto in  un vasetto d'acqua finchè sono spuntate  delle puntine bianche, l'abbozzo delle radici e l'ho curato in un vasetto sul balcone, sembrava un  bonsai, fino a quando ho pensato che fosse abbastanza grande per avere la sua vita indipendente, ed ora sta nel prato davanti alla casa, in campagna. Continua ad avere il suo aspetto un po' strano da bonsai, e mi dà l'idea che se fosse un ragazzo  porterebbe gli occhiali, ma non saprei dire il perchè di quest'idea. 

Sono diventati indipendenti anche gli uccellini che avevo fotografato due domeniche fa nel nido che ogni anno troviamo nella finestra della camera da letto, che  lasciamo rigorosamente  chiusa per non turbarli: infatti la foto non è nitidissima, non c'era molta luce e non ho usato il flash, ho dovuto però aprire l'anta qualche istante. Quattro cosini (nella foto due nel nido e due fuori),  che sembravano più pelosi che piumati, e che fanno un casino indemoniato quando arriva unn genitore a portagli gli insettini. Domenica scorsa non c'erano più, anche loro ce l'han fatta a diventare  grandi.

 

postato da: tiptop alle ore 10:57 | link | commenti (9)commenti (9) Popup
categorie: natura, fotografia, zoo
giovedì, 17 luglio 2008

per denti più morbidi...

  

Continua la serie di cui al precedente post, ero in ritardo stamattina...

Mi sono lavata energicamente i denti, ma sentivo un sapore strano, caldo...

Avevo aperto il rubinetto dell'acqua calda

avevo sprizzato sullo spazzolino il tubetto della crema per le mani.

postato da: tiptop alle ore 09:24 | link | commenti (17)commenti (17) Popup
categorie: uffa, non sense, family pack
mercoledì, 16 luglio 2008

scene da un matrimonio

Sabato parto, vado al mare da una mia amica  fino a mercoledì, Princess permettendo, sono pronta a non partire, ed a ritornare di corsa.
Deciso oggi, organizzato oggi... ho un sacco di cose da fare in casa,  il caos è assoluto.
La  coppia principesca dorme sui divani in salotto, meglio che la Princess eviti di salire sul letto a soppalco ora che deve stare a cuccia, dove  invece  stanotte  ha dormito un amico di mio figlio, con il quale è partito alla volta di New York, e stamattina li ho accompagnati al Malpensa Express.
Un viaggio indietro nel tempo, arriveranno per le due di mattina immagino, e saranno per loro le 20.
Devo  ricordarmelo, fuso orario sei ore meno.
La zona bimbo sembra la fabbrica del duomo.
La casa è ingovernabile, resiste la cucina, dove cerco ancora di comandare, ed i bagni. C'è roba ovunque, che si riproduce continuamente, come le teste dell'Idra.

Ho messo la caffettierina sul fuoco per me, sono andata a vedere se la lavatrice era finita e invece mi ero dimenticata di farla partire, mi ha chiamato al telefono un'amica, ho chattato due minuti, ho rifatto il letto in salotto con le lenzuola pulite aiutata dal Prence appostato sul fronte opposto.
Tornata in cucina  per carcare la lavapiatti ho visto la caffettierina sul piano d'appoggio, stavo per lavarla, era piena di caffè e mi sono ricordata.  Gelido.
Il capofamiglia l'aveva tolto dal fuoco, e appoggiato lì, provvidenziale, non dico di no.
Ma dirmi che era pronto, era troppo. Se era per il cane, lo avvisava, ne sono certa.
postato da: tiptop alle ore 00:21 | link | commenti (13)commenti (13) Popup
categorie: family pack
lunedì, 14 luglio 2008

Fare il morto.

La giornata non prometteva bene, costretta dal capofamiglia ad andare in campagna nonostante il tempo mutevole e le previsioni di pioggia continuativa. Se  piove, preferisco stare chiusa in casa qui a Milano, che ho tutte le mie cose da fare.
Invece siamo stati graziati dal sole... una bella grigliata di salamelle, cipolla di tropea, e melanzane, condite con la menta che cresce nella vigna.
Poi piscina... con la moglie dell'amico di giardinetto del capofamiglia, e la Princess, la Princess quest'anno priva di vacanze e tutta contenta di un po' di sole e di una nuotatina.
La prendevo in giro, vedendo la panciotta in movimento..." Per me il bambino sta pensando  c..zo che caldo!" oppure " Perchè non lo chiami  ALesso?" visto che tanto di decidere il nome qui non se ne parla. Calogero, aveva detto  il Prence. Io, che in genere m'astengo, ho detto "Ah Calogero io non lo chiamo, viene da solo!"
L'acqua non era fredda, ho nuotato un po'. Poi mi sono lasciata galleggiare. Una volta non ci riuscivo, a fare il morto.
Non riuscivo  a rilassarmi, a lasciarmi andare, non mi fidavo.
Bisogna affidarsi all'acqua, con la certezza che non ti sommergerà, che non andrai a fondo. Non è facile averla, una certezza  così.
E poi lo fai...e senti l'acqua che ti circonda il viso, quasi uno sciacquio di ondine contro le guance, ed i rumori  e le voci ti arrivano da lontano. E gli occhi, se non son chiusi, guardano questo cielo metà tempesta e metà  azzurrissimo, le nuvole si fermano a un passo dal sole, sono stati un bel po' fermi cosi, a sfidarsi.
postato da: tiptop alle ore 02:45 | link | commenti (17)commenti (17) Popup
categorie: feelings, family pack
domenica, 13 luglio 2008

ieri sera, temporale

Tutte le finestre  chiuse, già  mi manca l'aria.
La pioggia scroscia rumorosamente sulla tettoia nel cortile, luci  e brontolii si inseguono nel cielo, il cane si incolla alle mie gambe, i gatti girano con la coda dritta, e poi la grandine, tlok...tlok... tlok tlok tlok il ritmo sempre più veloce e serrato... poi improvvisamente basta...e il brontolii e le luci sono più lontani, e anche la pioggia ha alleggerito i suoi passi, e si incammina dietro loro.
Vorrei disegnare  un viso sul vetro,  e gli occhi e il naso e la bocca, per accarezzarlo delicatamente, dorme, non lo voglio svegliare.
postato da: tiptop alle ore 08:24 | link | commenti (9)commenti (9) Popup
categorie: feelings
sabato, 12 luglio 2008

ancora ieri (e non so come sarà oggi)

Nei giorni scorsi, con l'approssimarsi del lieto evento, mi aveva preso una curiosità del tipo "Ma il Prince che deve riconoscere il bambino e andare all'Agenzia delle Entrate per farsi dare il codice fiscale del pargolo per l'iscrizione all' ASL.  ha la carta di identità valida?" per apprendere che era scaduta e ci aveva giocato la sua nipotina e non l'aveva più.
Con inclemenza mi sono anche chiesta, ma quando arriva il bambino che famiglia siamo? Cioè, il Prence lavora, riconosce il bambino, che sta a carico suo sullo stipendio. Mia figlia resta nel mio stato di famiglia o fanno coppia? Il suo bambino sta nel nostro stato di famiglia? Ci deve entrare  anche il Prence e tutto fa cumulo? Mamma mia, il pargolo non avrà mai un posto al nido... oppure la Princess è ragazza madre e fa nucleo a sè con il pargolo...boh?
Mi è venuta l'illuminazione di prendere appuntamento dall'assistente sociale del consultorio, era stata gentile all'inizio della storia,  forse per loro sono questioni all'ordine del giorno, anche dal punto di vista di graduatorie di asili nido, tasse, spese universitarie e non solo meramente anagrafico.
Che io poi mica  caldeggio il matrimonio, vedranno loro. Già la mia l'ho detta, che se si sposano, facciano tutt'uno col Battesimo, che odio le cerimonie.
Stamattina dunque spedizione in  Comune per rifare la carta di identità al non residente Prence. Lui senza carta e noi due testimonial.  Prima di uscire di casa. come prevedibile,  la coppia regale non trovava più le foto tessera fatte il giorno prima.
Lasciata la Princess al  Comune di via Larga accompagno il Prence a rifare le foto e nel mentre ci raggiunge la telefonata della Princess "Vogliono anche la denuncia, avvisatemi quando state per arrivare che prendo il numero con la precedenza". Sul sito del Comune non sembrava così palese che la denuncia fosse obbligatoria, in presenza dei 2 testimoni, secondo me allo sportello non l'hanno ascoltata. Ok... Piazza S. Sepolcro, denuncia.
Si torna, la Princess dice "Non mi ha neanche guardato, ho il numero normale" dico "ma dovevi dirlo, è un tuo diritto" Controllo, 256 contro 198, mi dirigo dove danno i numeri (a quanto pare eseguono alla lettera)  e indico la pancia di mia figlia,  e mi danno il numero di uno sportello  con un solo utente davanti a noi.  Allo sportello ci dicono che è lo sportello sbagliato, ma  per fortuna anche col secondo numero l'attesa al nuovo è ridotta.
Loro vanno, la Princess aveva il corso pre parto, il Prence doveva andare al lavoro, ed  io vado nella banca in centro. Dalla banca volo al consultorio (li ho messi in crisi, mi richiamano tra due giorni e mi sanno dire), dal consultorio all'altra banca, metropolitana, ufficio, dove arrivo con un quintale di carte da far  firmare ai miei raccolta nella mattinata, con la camicia appiccicata, affamata, assetata,  i sandali che mi tagliavano i piedi: avevo concluso la mia mezza giornata di ferie (per fortuna).
postato da: tiptop alle ore 08:02 | link | commenti (10)commenti (10) Popup
categorie: family pack, civilization, innonnimento
venerdì, 11 luglio 2008

mottarello

Faceva tanto caldo, e ho pedalato i miei otto km  dall'ufficio per arrivare dal parrucchiere, con i miei pensieri di bassa o di alta levatura di cui al post precedente,  bassa e alta è molto soggettivo dirlo, e comunque in bicicletta  penso. Sono diventata una ciclista ( ma non ancora cic-lesta) attenta e aggressiva. Sono stufa marcia delle auto in seconda fila, di quelle che ti tagliano la strada per girare. Adesso metto fuori il braccio e  le guardo con la faccia scura. "Io sono ecologica, io sono sana" , sana lo faccio credere.
Sono arrivata dal parrucchiere accaldata e  con una sete spaventosa, e ho dovuto mettere il camice con le mezze maniche. Approvo incondizionatamene il progetto che mi espone, di acquistarne uno stock in leggero tessuto estivo. Dovendo ritinteggiare i capelli, mi ha messo anche il mantello di cellophane e per fortuna non si è creato uno stato di condensa che temevo, tipo quello del manzo lesso lasciato raffreddare nella marmitta protetto dal domopak.
Finito il parrucchiere, ore 19.30, un salto all'Esselunga, che è vicina. Lego la bici, faccio la spesa, esco, un caldo torrenziale (citazione da Gino & Michele). Sistemo la spesa sulla bici, sarà un casino tornare con tutta quella roba.
Il pedale è incastrato col cavalletto. Non gira. Se sforzo si piega il cavalletto, che ora sta sprofondando nell'asfalto accaldato quanto me. La bici così carica è diventata ingestibile.
Mi sento tutta la stanchezza dell'universo, e fa caldo. Penso che sono stufa, stufa e stanca, ma è il caldo. Chiamo casa, non mi vedrete mai più, rimarrò per sempre qui davanti all'Esselunga.  Mi vengono incontro. Una signora  intanto mi dà una mano " si fa così" si  lo so che si gira il pedale...ma non succede niente.  La ruota non gira, è bloccata.
Capito l'arcano... avevo passato la cinghia che teneva il pacco della spesa anche dentro la ruota.
Sarà anche il caldo, ma ci ho messo anche molto del mio.
Arrivo a casa tardi, si cena tardi.
Stasera qui al pc mangiata dalle zanzare mi sono concessa un mottarello, un must dell'infanzia, il top del gelato confezionato. Fresco, goloso, semplice, e poi quando è finito si può mordere il legnetto, un piacere indicibile.
Che poi non avete visto le mie matite in ufficio.
postato da: tiptop alle ore 00:08 | link | commenti (15)commenti (15) Popup
categorie: pensieri sparsi, in bici
giovedì, 10 luglio 2008

camera dei giochi, forse.

kammerspielE' la dubbiosa traduzione del titolo del secondo libro di Paolo Colagrande, del quale a quanto pare sono destinata ad essere una fedelissima, avendo assistito a tre presentazioni  in  tutta la mia vita,  di cui due sue, questa e quella di  Fideg l'anno scorso, del quale avevo comprato due libri, uno da regalare, e di Kammerspiel  uno solo, non ho regali da fare.
Un vezzo, secondo me, dire di non conoscere l'esatto significato del titolo,  ma per Colagrande faccio che non importa.
Mi piace il punto di vista della sua scrittura, ma sono parziale, lo sento tanto simile al mio, non so se lui prenderebbe questo per un complimento, ma per me, visto che lo dico io, lo è.
Non c'era molta gente, meglio , ho pensato, perchè a stare in una terrazza imbuto di  tanti palazzi temevo che qualche vecchietto residuale abitativo del centro storico di Milano irritato dagli schiamazzi rovesciasse una qualche secchiata d'acqua. Pensavo di fare una foto al cielo visto dal basso, contornato dai tetti dei palazzotti, ma sono timida e non l'ho fatta, ero timida anche a farmi vedere fare la foto che ho messo qui, venuta un poco sbirola.
Comunque Colagrande mi piace e mi diverte, sul conto dei presentatori  invece qualche dubbio, molto molto giovani, il primo non ispirava nè slancio nè simpatia, il secondo aveva un'aria meno ittica e più verace, con questo non voglio dire che invece che avere la faccia da pesce l'avesse da vongola.

Il libro questa volta l'ho comprato invogliata piuttosto dalla lettura di alcuni passi fatta da Colagrande, che ho avuto modo di conoscere anche attraverso il corso di scrittura, passi assai efficaci, in effetti non saranno stati scelti a caso.
Penso che mi piacerà più del primo, mentre mi pare che il tenore dell' evento sia stato complessivamente  e di gran lunga inferiore a quella dell'anno scorso, che era sull'onda del premio Campiello e questo no,  ma questi meccanismi non li conosco e non posso dire.
Il buffet pure non doveva essere abbondante perchè è sparito di colpo e non mi sono neanche ubriacata un po' anche perchè non è facile che mi succeda e poi le  bottiglie erano subito vuote. Sono uscita dalla Rizzoli parlando con Bruna, e purtroppo non mi sono dimenticata del libro nella borsa, come pensavo sarebbe successo, e alla cassa l'ho pagato, che speravo di  passare come una gnorri (ma lo gnorri passa anche o si fa soltanto? devo guardare l'etimo di questa parola, che sarà immagino da ignori) attraverso  i sensori delle porte.  Che non da gnorri non sarei mai capace.
Visto che c'era ancora tanta luce e non avevo nessuna voglia di rinchiudermi in casa, salutata Bruna in Piazza Duomo, ho deciso di non prendere la metropolitana e di andare a piedi all'autobus 50 in Cairoli. E magari se non c'era tanto casino mi fermavo davanti al Castello su una panchina a telefonare. Ma c'era casino e sono salita sul bus. Camminando lungo via Mercanti e via Dante meditavo cosa spinge le persone che non siano turisti a mangiare cotolette di pollo prefabbricate e tre foglie di insalata a 12 € seduti ai tavolini in quelle vie. Non pensavo solo a quello, sia chiaro, ho pensieri di diverse levature, più alti, ma tanti anche molto più bassi.



Vabbè il libro era questo, Kammerspiel, riporto il quantum della casa editrice, dove sicuramente avranno colto il meglio, secondo loro, dovendolo vendere; io non posso dire molto non avendolo ancora letto se non sfogliato in autobus, e qualora dicessi qualcosa  anche avendolo letto sarei senz'altro succintissima.
Posso dire che, controllato a casa su Gugl, ho "vinto" una diatriba sull'autore, erano "Franco lV e Franco l" e non "Franco le Franco lV" l'ho visto sul vangelo Wikipedia.*** E' che ce li ricordavamo solo noi due, neanche Bruna. Solo che non ho più saputo perchè li stava tirando in ballo, perchè poi ci han buttato fuori dalla terrazza e dalla libreria. Volevo dire invitati ad uscire perchè chiudevano.Anzi, a entrare e uscire, visto che eravamo su una terrazza.
*** rettifica: l'Autore ha visto la copertina e sono Franco l e Franco lV. tradita così da Wikipedia, non me l'aspettavo.

Una rosa è una rosa è una rosa (Gertrude Stein). Tutti conoscono questa famosa massima della grandissima scrittrice americana: significa che ogni cosa ha un suo preciso nome e che quindi il processo di "nominazione" fa la realtà. Nel suo piccolo anche Bisi, protagonista del secondo romanzo di Paolo Colagrande, è un Bisi è un Bisi è un Bisi. In Kammerspiel continuano la sua saga e le sue avventure con i tormentoni su cui l'autore esplicitamente e steinianamente ritorna.

C'è poco da stare allegri: se Anna Karenina si butta sotto il treno, Antigone s'impicca, e Godot non arriva mai, è più facile piangere che ridere. Eppure Bisi non s'arrende, nonostante le multe e le soprattasse, il bancomat che si rifiuta di dargli i soldi, l'affitto e la retta del nido del bimbo Ale. Senza contare che l'Emilia è di nuovo incinta mentre la manovra economica del governo tende a favorire l'acquisto di yacht miliardari. Ci si mettono pure l'Alda che non gli fa più scrivere articoli sul giornale golenale con cui collabora e Criscuolo, il collega raccomandato che lo gabba. E anche gli amici latitano, tutti tranne Joe Martini, il cantante melodico provinciale che ha ceduto all'incanto fluviale: imbarcati sulla Regina d'Africa, i due scivolano incerti avanti e indietro sulla draga dell'esistenza. Joe non metterà più piede a terra, e Bisi? Riconoscerà il proprio fallimento o resisterà? Prima o poi un granello benevolo deve pur cadere nel grande impasto della vita, l'importante è non perdere la speranza.

Con un'intelligenza che gli permette di spaziare da Voltaire a Mina, dalle metafore calcistiche alle mutazioni genetiche di Monod, Bisi scrive come vive: con uno humour irresistibile e un'ironia in stile Kammerspiel con derive Biedermeir.

 

Paolo Colagrande, nato a Piacenza nel 1960, ha vinto nel 2007 il Premio Campiello Opera Prima e ha avuto la menzione d'onore al Premio Viareggio Opera Prima 2007 con Fìdeg (Alet). Scrive racconti su "Panta" e "Linus". È tra i fondatori della rivista "L'accalappiacani", collabora con ttl inserto de "La Stampa".

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categorie: cultura o pseudo tale, corso scrittura
martedì, 08 luglio 2008

Sogni sole sesso sabbia mare luna amore, in ordine alfabetico decrescente.

In bicicletta stamattina guardavo il braccio abbronzato che si spellava… mi diverto a togliere la  pellicola, solo che in mezzo al traffico non posso molto. Credo che sia l’ultima fase, schiena decolté  ginocchia hanno già dato. Pensieri del mare, ancora voglia di mare… vorrei vivere al mare… ma mi piace anche vivere in campagna… e anche la montagna ha il suo bello, e chissà, magari anche le Everglades con gli alligatori hanno il loro bello. Diciamo che mi piace vivere, innanzitutto, e il bello si trova. Perché poi anche a Milano ho il mio vivere.

Pensavo al mare, alla sabbia e al sole, e al tramonto di fuoco che vedevo a Laigueglia, e la luna che mi entrava dalla finestra in punta di piedi dal mare nella pensione di Chiavari. Pensavo di camminare tenendosi per mano, di fermarsi per un bacio, in mezzo alla strada, seduti su un muretto con le gambe che spenzolano, pensavo a cose mai fatte e che mi piacerebbe fare come passare una notte intera sulla  spiaggia, fare l’amore sulla  sabbia,  i baci le mani i corpi che chiedono ed offrono, si offrono.

Ho pensato anche alla sabbia nei capelli, nei denti, e che forse si appiccica pure con effetto abrasivo… 

 

ovvio che  nella foto non sono io, infatti nel titolo c'è anche sogni.

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categorie: feelings, non sense, mi faccio il film
domenica, 06 luglio 2008

ieri

Taxi, ore 8, sabato. "Andiamo all'Ospedale Melloni" poi guardo ridendo mia figlia " Non è ancora il momento di andarci di corsa" dico al tassista.
"Che strada faccio?" dice lui. Si vede che è un tassista abituato a mia madre, io lo sorprendo dicendo "Veda lei,  quella più corta"
Io di questa persona seduta davanti vedo una corona di capelli bianco grigi, e un pezzo di viso nello specchietto retrovisore. "Milano non si è svuotata, la gente è ancora qui, non va in vacanza" dice
"Sì c'è ancora  gente in giro, ma a quest'ora traffico non c'è."
"Sono via le nonne coi bambini e basta"
Silenzio. La Princess chiama una sua amica che ha l'esame di maturità  verso le nove.
"Sono 32 anni che faccio il tassista"
"Oh, io 32 che faccio la bancaria, o presunta tale"
"Alle 11 finisco"
"Il turno? Allora non fa in tempo a riportarci a casa"
" La gente non ha soldi per andare in vacanza"
Ecco dove voleva andare a parare,  il costo della vita, le tasse, governo ladro (quale avrebbe detto, era la mia unica curiosità, prima o adesso? anche se il governo è ladro per antonomasia).
"Io, mi sono arrivate dodici milioni di tasse"  Spero non in euro, insomma mi fa un elenco di oneri fiscali fino ad arrivare a  quarantamilioni, e conclude, conclude  solo perchè siamo arrivate "Una volta si guadagnava con questo lavoro, ma adesso..."

Un percorso nel seminterrato tra odori di disinfettanti e raggiungiamo la saletta del corso di preparazione al  parto, titolo della lezione "Corso per il papà" . Sono presente in sostituzione del padre che è al lavoro.
Ci accomodiamo  scalze sul materassino ginnico, schiena appoggiata al muro, le gam be allungate davanti, ho il vestito, non posso stare in posizione yoga.  Ripenso se ho per caso camminato a piedi nudi per casa stamattina,  e  se per caso sto facendo una figuraccia. Sbircio e mi rassicuro.
Quasi tre ore, ma sono passate piacevolmente. Cosa succede, cosa si sente quando il parto è vicino, e  che ruolo hanno i padri. In qualità di unico padre tra i presenti che avesse partorito, ho potuto ogni tanto portare la mia esperienza. Ho pensato anche quante cose diverse adesso.
Era carina l'ostetrica, ed abbastanza efficace, a pare alcuni termini curiosi tipo premito,   che   ho controllato sul De Mauro, esiste davvero, è un termine medico che indica la contrazione dell'addome.
Insomma lei parlava ed a me venivano in mente i film con le pellerossa che se ne andavano a partorire in un cespuglio e tornavano con il bambino.  Se si sente una contrazione mentre si lavano i piattti e si dice "sai caro, ho una contrazione" non è quella giusta. Se rimani con le mani attaccata al lavandino con gli occhi a fanale e non hai voglia di dire niente,  ecco, ci si comincia a pensare. Se si rompono le acque e fai il laghetto, puoi dormire tranquilla ancora tre ore (qualcuna ci riesce?)se la rottura è in alto e sgoccioli, puoi andare in ospedale con tutta calma, perchè oltretutto il liquido si rigenera un po'e il bimbo non resta a secco.  Insomma, cose e cosine, parto in acqua, in piedi, accovacciate,  i papà non devono litigare con tutti i dottori,  quello che è normale, quello che no, il bimbo viene lasciato sdraiato sulla mamma ancora legato col cordone finchè non si è ripreso tutto il suo sangue che circolava nella placenta.

Sono contenta di esserci andata... sta per succedere e mi angoscia abbastanza, per tutti i cambiamenti e le difficoltà  che porterà, insieme ad una nuova tenerezza, i suoi sorrisi, i suoi progressi. Se non ricordo male c'era un detto che ogni bambino viene al mondo col suo panierino.
Credo che sarà un bambino amatissimo, anche se avrà una nonna  un po' ruvida.
In taxi ci sono sempre storie di vita. Il tassista del ritorno tiene alla Juve, ed ho anche indovinato che non è figlio unico ma primogenito, perchè ha affermato che i secondogeniti sono molto più zucconi ed irriducibili:
ha un fratello minore, ma ha anche due figli, il primo tiene alla Juve ed il secondo al Milan.
A casa, mentre scrivevo una mail, la Princess  si è messa a riordinare e dividere il corredo del pupo, cose per l'ospedale,  cose per  subito, cose per più grande, e cose per il cugino.
Perchè il figlio di mia cognata ha messo incinta una... e nascerà a novembre. Non so se è questa famiglia qua, ma sembra che capiti spesso 'sta cosa.  Di che hanno da lamentarsi in Vaticano?
Guardavo mia figlia che  sul divano piegava magliettine e tutine e calzini, e la rivedevo quando giocava con le bambole.  Ultimamente la sto sentendo crescere... anche se la sua esperienza di vita  è ancora limitata, gli anni restano quelli.  Le voglio un mondo di bene, si, sembra ovvio, perchè e mia figlia. Ma è lo stesso  bello pensarlo e dirlo.
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categorie: family pack, civilization
venerdì, 04 luglio 2008

bambù

Il sentiero lungo i bambù era sempre poco frequentato, spesso mi  ritrovavo qualche ragnatela in faccia, con il suo minaccioso architetto marroncino; non mi piaceva neanche camminarci con gli zoccoli, ero un po' intimorita, capitava di sentire  qualche tramestio nelle foglie secche,  forse qualche topo, magari una biscia .
Le canne costeggiavano una rete lungo il torrentello che scorreva tra due ville, il sentiero costeggiava il pratone in pendenza.  Il sentiero di ghiaia  all'altro lato del prato era ben tenuto,  bordato di mortella  portava ad una fontana di acqua ristagnante, e poi fino alla casa.
Mi piacevano le canne, quel piacere misto di fascino e timore. Perchè erano anche belle, fusti di tutte le dimensioni, di tante tonalità di verde, argentato in quelle recenti appena svestite e intoccate, il fogliame che si perdeva nella sua stessa ombra, mi sembravano tanto alte, o ero io che ero piccola. Foglie allungate ingiallivano,  involucri  si staccavano come spadini dai segmenti dei tronchi. Dal terreno spuntavano i cappucci leopardati delle nuove canne.
Pensavo alle casette con le carte da gioco, ed alla favola dei tre porcellini.
Dal fotografo Tadini di Stresa , dopo ore di contemplazione  tra i souvenirs in vetrina, sceglievo il coltellino che mi avrebbe accompagnato durante le vacanze: la mamma  mi lasciava comprare solo quelli con le lame piccole.
Tagliare una canna era quindi  un'impresa per me, che volevo costruirmi una capanna, ed i "grandi" erano avari di spago, o non sapevano mai dov'era, o non avevano voglia di alzarsi per darmelo. Non era semplice cercare di fare una parete, ma qualcosa riuscivo a mettere insieme.
Una specie di cubo di canne piuttosto giovani, conficcate nel  prato,  e canne e frasche appoggiate ai lati. Il tetto era meno complicato, non scivolavano via tanto. Poi mi sedevo all'interno  di quella traballante costruzione,  e  non sapevo cosa fare lì sotto.
Spesso accade con le cose che si sognano tanto.
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categorie: feelings, happy days, family pack
giovedì, 03 luglio 2008

inquietudini

da queste parti si aggira una Princess nervosetta... domani ha l'orale dell'esame di maturità ed il ginecologo oggi le  ha detto di stare a riposo...sennò anticipa. Il pupo è di kg 2,7 e dovrebbe nascere tra un mese. AAARGH, ci siamo quasi.

Aggiornamento del 4/7/08 ore 11.50:

Fuori uno! La Princess era abbastanza soddisfatta del suo esame.

Per il Fuori due! aspettiamo ancora un po'.

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categorie: family pack, innonnimento

In gita, beh chiamiamolo Tour - capitolo primo.

Con Auxesia1, per vedere  un po' di Creta, abbiamo scelto due tra le gite organizzate che proponevano, bilanciando attentamente  sassi mare scottature solari.
Così il primo tour,  di mercoledì  comportava la visita di Spinalonga ed Agios Nicolaos, inframmezzato da bagno in caletta e grigliata sul battello.
L'isoletta di Spinalonga è occupata interamente da una fortezza veneziana, passata poi in mano ai turchi e diventata  lebbrosario quando è tornata alla Grecia; i malati potevano viverci in comunità, avere una vita normale, sposarsi, avere figli anche sani. Adesso all'isola hanno dato un nome greco, ma nessuno lo usa e si chiama sempre Spinalonga. Infatti l' ho già dimenticato, lo avevo riconosciuto, poco dopo averlo sentito dalla guida, sull' insegna di un bar, e non mi ricordo neanche più perchè Spinalonga si chiama  così, che anche  lì c'era tutta una storia.
La partenza col pullman ha avuto i suoi problemi, perchè un automobilista sosteneva di non riuscire a immettersi nella via principale a causa del grosso automezzo in sosta, arrabbiato aveva chiamato i vigili, mentre la sua compagna  guardava il cielo tergendosi il sudore e un tot di macchine dietro a lui si immetteva sulla via principale. Dopo una ventina di minuti l'autista del pullman si è messo a guardare la via e gli ha fatto segno di andare, e questo è andato: perchè non lo avessero fatto prima, in lingua greca, non ci è dato di sapere.
Così è cominciato il tragitto in pullman, con la guida che diceva a sinistra vedete  questo, a destra quell'altro, e io credo che arrivassi sempre tardi, in preda ad ambasce, tipo, sinistra sua o sinistra mia. Insomma delle piantagioni di bananine,  non ho visto neanche un casco. Però ricordo tutto sull'andamento del mercato delle banane in Creta.
Come in tutti i viaggi che abbiamo fatto in pullman, si è passati a raccogliere turisti in altri complessi, con impressionanti manovre in stradine ripide e strette che improvvisamente diventavano sterrate,  e si incrociava sempre un pullman in senso contrario.
Siamo arrivati ad Elounda, da dove ci si imbarcava  per Spinalonga,  qui trovate tutta una serie di foto su Flickr, quelle della fortezza  e delle barche; siccome oggi sono di umore allegro la foto che ho scelto di postare riguarda il cimitero del lebbrosario.
Da Spinalonga , dove nel frattempo erano attraccate altri battelli di turisti,  siamo partiti per raggiungere una caletta, mentre i turisti galleggiavano nel mare celestiale i marinai avrebbero preparato la grigliata (fortunatamente carne)  che avremmo consumato sul battello.
Il tempo di fare un paio di bagni - ho nuotato piano piano (tanto veloce non ci riesco, questa volta però avevo la scusa) per raggiungere un gabbiano galleggiante alle spalle (gli uccelli hanno le spalle?), ero quasi vicino che si è girato ed è volato via - intanto la caletta  si era riempita di turisti, sei battelli erano attraccati e dodici marinai cuocevano grigliate su sei griglie, sei fumi si alzavano.
Siamo fuggite sulla barca. La grigliata comprendeva pomodori e cetrioli, nonchè il noto arancio sbiadito e disidratato (si rimanda  ai post precedenti sulla vacanza), e ho spiegato in inglese ed a gesti al capitano che non li digerivo (parola che proprio non sapevo) e lui mi ha detto buon appetito (in italiano) lady, ma dopo mi ha anche chiesto se la carne era buona. Bel tipo il capitano.
Da lì, ritorno in battello ad Elounda e ci hanno abbandonato a 38° nella città di Agios Nikolaos, famosa per il lago vulcanico, leggenda volle senza fondo, e voleva anche che Atena ci facesse il bagno.
La guida ci ha detto che è alimentato da un fiume sotterraneo, ed è  fondo 64 metri, ed Atena doveva essersi asciugata ed andata via, perchè non si è vista. In cambio il lago era una pozzanghera, collegata con un canale al mare per cui non era più solo lago, e mi sono chiesta che tipo di pesci ci abitava. Intorno,  un sacco di bar con figuri che ci invitavano ad accomodarci, abbiamo ignorato tutti questi inviti per morire di caldo qualche via più in là, dove però ho comprato due spugnette naturali per il culetto del nascituro principino, a prezzo irrisorio rispetto quelli italiani. Il resto costa uguale, mi pare, ed è anche uguale, a quello che trovi in Italia. 
Migliaia di quelle spugnette ho scoperto poi che le vendevano in un emporio di prodotti tipici a due passi dal nostro Village,  ma vabbè.

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categorie: friends, events, fotografia, cultura o pseudo tale

tanto il mio è un blog politico

Così un giorno mi dissero.
Allora chi vuole vada a leggere questo post di Rearwindow:
"Verso la dittatura"
sono parole di Di Pietro che mi hanno chiesto di diffondere.
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categorie: civilization
mercoledì, 02 luglio 2008

misteri splinderiani

ieri Auxesia1 mi ha mandato questa foto, scattata alle 7.30 del mattino
"dovrebbero darti il premio fedeltà!"
premio fedeltà
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categorie: no comment, non sense
martedì, 01 luglio 2008

personcine

Un accenno bisogna farlo, alle persone incontrate in vacanza. Lo so che ho incontrato Auxesia1, ma non è stato casuale, quindi non c'entra, e non appagherò la  curiosità morbosa di sapere se siamo andate d'accordo o no, intuitevelo voi.
C'è da dire che mentre prendi il sole,  aspetti che ti servano, aspetti in generale, ti guardi intorno e vedi persone e magari ti arrivano anche frasi di discorsi... e qualcosa insomma ricordo.
Un lato confortante è l'aver visto persone in due pezzi grandi tre volte me (magari no, ma io mi sento magra dentro) e dicevo che non avrei il coraggio... ma Auxesia diceva, in buona sostanza,  dove non ti conosce nessuno, chettefrega?  Ho detto che si sa mai che sia il giorno che arriva il principe azzurro. Insomma, a 53 anni la speranza mica si perde. Che poi invece magari a 54 non ci arrivavo, per lo spaghetto che mi son presa tra le onde, che non riuscivo a tornare a riva.
Direi che a parte le coppie giovani con bambini, forse più espressive, notavo nella stragrande maggioranza femminile uno sguardo un po' ottuso alla Bush, mentre i mariti sono piuttosto spenti e come condotti al guinzaglio. Ma c'era anche gente sveglia e casinara, comunque. Infatti generalizzare è sempre sbagliato, tant'è vero che partecipava alla vacanza l'eccentrica coppia Foppa e Pedretti,  detta anche Attaccapanni e Comodino/amica dell'Attaccapanni. E ci stavano anche un fracco di olandesi, non ce ne eravamo accorte fino alla sera della partita, che i bar erano pieni di gente con la maglia orange, e ancora ne arrivavano a frotte.
Vicino alla piscina sui lettini prendevano il sole due vecchi, quello un po' più cicciotto  sembrava avesse un po' di seno. Solo il giorno che li ho visti al ristorante, ho capito che erano una coppia...un lui e lei...caspiterina in topless e tutta abbronzata a 80 anni suonati... O magari ne avevano 28 e di sole ne avevan preso sempre  troppo..ma no lei il sorriso da dentiera ce l'aveva. Ma anche questo, in effetti non vuol dire.
Al ristorante, una signora italiana chiede ad un'animatrice "ma voi la maglietta non la cambiate mai?" alla risposta un po' imbarazzata, la delicata signora dice "Eh, lo stavo dicendo scherzando..." Che la maglia rossa è una divisa,  c'è da supporre ne abbiano più di una. Che bello, avere una divisa da lavoro che consta di una maglietta.
C'era poi la simpatica famigliola,  un lui bonaccione con i due figli sempre appesi, la moglie sempre un  po' imbronciata sulle sue, ed i suoi genitori, suoi di lei. C'erano all'andata, ed anche al ritorno. In aereo, al ritorno, era seduto dietro di me il nonno che aveva un po' di tosse, e se io guardavo dal finestrino, e lui dietro tossiva, mi arrivavano le sue cipolle. Invece la bambina è stata forte, sul pullman che ci portava all'aeroporto... E' salita dicendo "che schifo, si sente odore di orecchio"... io non so che orecchie frequenta lei....
Poi ha cominiciato a canticchiare "Noi siamo sul pullman, sul pullman è più bello". Insomma, dopo un po' i suoi cercavavano di farla tacere un po' e la mamma le ha detto "Facciamo il gioco del silenzio, perde chi parla per primo" ma dopo pochi minuti  la bambina "mamma, io non mi sto divertendo, perchè non facciamo che vince chi fa l'urlo più forte? " per fortuna eravamo quasi arrivati all'aeroporto Nikos Kazanzakis (autore di Zorba il Greco).
Che poi all'aereoporto c'era una stupida che faceva fotografie agli aerei attraverso una finestra con un bollo tondo "divieto di fare fotografie", forse pensava che fosse il solito divieto di fumare.


Quella stupida un po' mi ricordava  una che conosco, che trova i funghi ed i quadrifogli e non vede i cartelloni. A proposito, la spiaggia dove eravamo è avara di conchiglie e vetrini colorati. 
Se ci penso, non so se ho conosciuto cretesi/greci...le due guide, l'autista del pullman Yannis, forse,ma dico forse, la cassiera del negozio di souvenir dove ho comprato le 4 cartoline che ho mandato, e mi sono fatta scrivere come si diceva baci,  filià...me lo ha scritto su un tovagliolino, come si fa nei film. Perchè poi mi sono sforzata tutto il tempo di leggere il greco, memore degli studi classici. Le lettere son quelle...le parole qualcuna è rimasta. Exodus uscita,per esempio. Non è stato granchè utile il mio esercizio preventivo sui vasetti di yogurth greco milanese.
postato da: tiptop alle ore 04:39 | link | commenti (17)commenti (17) Popup
categorie: events, non sense, civilization