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per gli amici Cri, Tip, Top, TippeToppe, Tippete, Tippe, Cip Ciop, Crì Crì .... poi che ancora potrà venir fuori? Dimenticavo, il nick ancestrale è CORROSIVE VISION... mica male, mi piace!

Chi sono

Utente: tiptop
Nome: CRI
Sono un disastro, cerco di sopravvivermi. Mi piace la vita: se ci si fa caso, sempre, ovunque, in ognuno, c'è un qualcosa degno di interesse, attenzione, affetto. Mi piace la gentilezza e la familiarità, detesto la volgarità e gli eccessi. COMUNICAZIONI DI SERVIZIO: le immagini pubblicate a volte sono "rubate" dal web, se qualcuno non gradisse il "furto", semplicemente me lo dica e io tolgo. 2)Mi irrita che il mio blog venga usato come veicolo pubblicitario, i commenti stile "Bel blog passa a leggermi" o comunque con analogo fine, verranno cancellati, idem per i PVT. Piuttosto, fatevi conoscere per i vs. commenti arguti spiritosi ed intelligenti. 3)non mi piace mettere banner e riempire il template di cosi, evitate di chiedermelo.


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mercoledì, 31 ottobre 2007

Se andate da alex321 trovate l'adulatore automatico... per chi ha bisogno di autostima!
che cavolata...però è diovertente, se poi si pensa a certe persone...
postato da: tiptop alle ore 10:36 | link | commenti (17)commenti (17) Popup
categorie: non sense
martedì, 30 ottobre 2007

La nonna, cioè mia mamma,  non risparmia nessuno...
Non ha mai avuto peli sulla lingua, ai limiti della sgradevolezza.
Anche quando avevo lasciato il ragazzo con cui ero stata tanto tempo, belloccio biondo occhi verdi toscano studente di ingegneria e di buona famiglia aveva semplicemente osservato, senza alcuna notazione sentimentale, "E adesso dove ne trovi un altro?" 
Adesso ha conosciuto il ragazzo della Princess.  Già sentendone parlare aveva prematuramente  sentenziato "Come farà pigra com'è con uno con pochi mezzi" , la stessa scuola di pensiero con cui ha allevato nella fede del matrimonio noi figlie "Se dovete avere un amante, che sia almeno ricco".
Comunque di L., il Prince attualmente in carica,  era entusiasta, mi ha detto mia sorella, perchè l'ha salutata con un rispettoso " Piacere di averla conosciuta, signora".
Oggi invece ... "Ma come è carino L., certo che a stare con la Princess si rovinerà. Pensa che oggi voleva aiutarmi ad alzarmi dal divano e la Princess l'ha bloccato, dicendo Ma va la nonna si arrangia meglio da sola. E poi c'era anche la G., come era più carina due anni fa, adesso sembra invecchiata". Povera G... ha solo 17 anni.
postato da: tiptop alle ore 22:16 | link | commenti (10)commenti (10) Popup
categorie: family pack

Sto tirando le otto per chiamare il dottore... ho 38°2'... che palle non so neanche  cosa si fa coi certificati medici, la faccenda in ufficio è cambiata e non la so, bisogna spedirli all'inps.  Il capofamiglia è a casa in sciopero... avrò la sua compagnia.
Il cane sabato è stato ferito da un altro cane, niente di grave ma continua a leccarsi la ferita così gli abbiamo messo " l' imbuto" al collo e viene a sfregarsi e cercare le coccole con su quel coso che mi taglia, e la micia è molto perplessa quando lo incontra per casa.

P.s. trovato dottore, sto a casa tutta la settimana e con antibiotico. Tutto sommato ne avevo bisogno, di questo stacco.

postato da: tiptop alle ore 07:51 | link | commenti (14)commenti (14) Popup
categorie: family pack
lunedì, 29 ottobre 2007


Ewwiwa Ewwiwa ho la febbre... e mal di gola e brividi, domani niente ufficio
 ( e niente uscita con gli amici del corso di scrittura, però)
postato da: tiptop alle ore 21:32 | link | commenti (5)commenti (5) Popup
categorie: natura, capital and work

IN VIAGGIO

In viaggio
Una cosa che mi piace è l'aria della stazione. Gente di corsa, gente che aspetta, gente che sbuffa guardando l'orologio, una vecchia con minigonna, calzamaglia e  cappello da cowboy, due ciclisti con bici e caschetto,  gente seduta sulle valige. Mi piacciono le voci indistinte degli  altoparlanti, mi piace vedere il mio treno in partenza un momento al binario 11, poi al binario 8 e poi al binario 11.
Odio le macchinette distributrici,  oggi mi hanno lasciato senz'acqua ma mi hanno regalato 10 cents. Le istruzioni semoventi in uno schermino dicono di mettere importi esatti. Istruzioni scritte su una targhetta dicono che la macchina dà i resti. Una macchina mi ha reso le monete che ho inserito, con i cents in più.  Sulla macchinetta di fianco invece qualcuno aveva scritto "attenzione ruba i soldi".
Ho trovato la mia carrozza, 1 classe (tariffa amica), carrozza 2, posto 52. Era l'unica serrata e buia. Il capotreno mi ha detto che era guasta , non andava il riscaldamento, di sistemarmi nella 1, stesso posto. Faceva freddo lo stesso, ed ho viaggiato sola nello scompartimento, ed anche quasi nel vagone. E in una stazione ho scattato la foto sopra al treno di fianco.
Al ritorno è andata meglio. Il mio posto,  2 classe  carrozza 4 n.35 finestrino, era occupato dalla ragazza n.31 corridoio. Che ha deciso di non far scomodare nessuno e che mi cedeva il suo.
Vabbè... non mi piace far questioni, il finestrino lo avevo richiesto, ma tanto ormai era buio.
E poi non mi è andata male. Quando si è liberato il posto di fronte all'ex mio, ci  si è seduta una vivace signora,di quelle che non tacciono mai. In un batter d'occhio sotto la sua egida tutte le occupanti dello scompartimento si sono date da fare per esibirsi a vicenda  foto di figli o nipotini sui cellulari. Mi sono scusata, ma avevo solo la foto dell'ape in volo che entra nel gladiolo.
Fortunatamente mi sono addormentata un po', e quando mi sono svegliata, a Milano, dall'aria stremata che vedevo intorno, la signora non doveva ver taciuto un attimo. Certo che, a parità di km,  il viaggio di ritorno è stato più corto.
stazione di milano

postato da: tiptop alle ore 01:56 | link | commenti (12)commenti (12) Popup
categorie: no comment, non sense
domenica, 28 ottobre 2007

Milano P.zza S.Stefano 271007Una foto sfocata, una "prima" serata  un po' diversa.
Appuntamento in piazza Duomo per conoscere tre signore bloggers, ma non voglio parlar di loro (non perchè non ci sarebbe niente da dire.... )
L'impressione di non conoscere più la mia città.
Eppure è piazza del Duomo, non un angolino sperduto.
Dove prendere un aperitivo? non so, sembra tutto così turistico. Tutto quello che pensavo, i locali che mi venivano in mente, erano di più di trent'anni fa. Chessò, magari ci sono ancora, è che non li ho neanche mai cercati.
Qualche volta mi sembra che la mia vita abbia avuto una specie di interruzione. Per esempio ricordo che, a piedi per via Celoria, solo pochi anni fa cercavo con gli occhi i compagni di corso.
Non posso dire che ho smesso di vivere da un certo punto in poi, perchè avere due bimbi e occuparsi della famiglia lavorando non è certo non vivere!
Ho come la sensazione che queste due vite non siano state in continuità... c'è stata una totale interruzione della prima, di cui nulla è continuato nella seconda. E che ora rivorrei.
Era da tanto che non vedevo piazza S.Stefano, semideserta alle sette di sera, stavano sistemandosi per suonare. In fondo non mi dispiace che la foto sia venuta così, le posso dare tanti significati. 
postato da: tiptop alle ore 00:40 | link | commenti (11)commenti (11) Popup
categorie: milano, friends
sabato, 27 ottobre 2007

                                                              Cose curiose accadono.
tortaQuel ragazzo che si era fermato a mangiare da noi in agosto in campagna, da poco amico dei ragazzi, curiosamente  è spesso a mangiare qui da noi anche a Milano. Qualche volta si ferma anche a dormire, e da qua va al lavoro. Non ingombra, è educato. Lavora ad una pompa di benzina in autostrada. Pare che sul suo cedolino stipendio appaia scritto apprendista pompista e questa cosa era stata accompagnata da risolini mentre me la dicevano. E poi, combinazione, insegna danza latino americana in una scuola a due passi da casa nostra a Milano. Non a caso iniziò la Princess al tango di notte in una via traversa sul Naviglio, allora. Non a caso la Princess rispose al suo amico F, che prendeva in girlo L che fa il benzinaio, almeno lavora, non come te che da quattro anni dici di fare l'università e non fai una mazza tutto il giorno.
E stasera si è materializzata una torta, fatta da L e la Princess. Una torta dove non mancava  nessuno dei gusti immaginabili in una torta. Il capofamiglia ha voluto mettere in fresco uno spumantino ed abbiamo brindato. Non so a cosa,forse a ognuno ad una cosa diversa, che non è staa rivelata a voce alta.
postato da: tiptop alle ore 02:01 | link | commenti (7)commenti (7) Popup
categorie: family pack


































CRUDELTA'  INUTILE

CRUDELTA' IGNORANTE
CRUDELTA' CRUDELE
cliccate qui
postato da: tiptop alle ore 00:21 | link | commenti (3)commenti (3) Popup
categorie:
venerdì, 26 ottobre 2007

LA VICINA DI CASA
Devo aver già  accennato a quell'essere da qualche parte in questo blog.
Assurdamente rigida e polemica, già zitella per la vita quando ancora potrebbe non esserlo. Senza nulla togliere a chi è zitella per vocazione.
Volevo solo dire che una così non avrà il coraggio di pigliarsela nessuno.
 Se anche avrà un criceto, la morderà. Sempre che non trovi prima lei il motivo di mordere il criceto.
Lei si odia con i suoi vicini più vicini, l'Ufficio a pianterreno. Sta facendoci sudare sangue ad ogni riunione condominiale, e pensare che siamo sempre andati abbastanza d'accordo tutti.  Ora addirittura abbiamo scoperto di amarci, noialtri condomini, giungendo a tollerare le rispettive imperfezioni, pur di far fronte comune contro di lei. Io e la mia amica, quella che ha il ristorante, siamo costrette a candidarci a vita a consigliere del condominio, rielette a suffragio universale, per paura che lei prenda il posto di una di noi.
Ora le chiavi della cassetta della posta le abbiamo in quattro. L'Ufficio, Lei, la mia amica ed io. Non so perchè tocca sempre a me smistare la posta, anche se torno a casa alle 24 che ero fuori dalle 8.
Oggi torno alle 18.30, Lei  sta svuotando la cassetta della posta.
Esclamo sorridendo "Oh che bello che oggi non ci penso!"
 e mi sento rispondere " Si ma quella dell'Ufficio la lascio dentro."
" Ma scusi, quando si fa, si fa per tutti, no?"
"Ma figuriamoci, hanno gli impiegati, pagati per lavorare, che se le prendano loro, mica lo devo fare io"
" Ma il fatto di avere la chiave mica è personale, è funzionale al condominio"
"La sua la metto volentieri nella sua casella, la loro no"
"Ecco, allora facciamo che lascia anche la mia nella cassetta, ci penso io"
"Ma non c'è niente per lei"
"Ecco, oggi non c'è niente, ma quando ci sarà me la lascia dentro con quella dell'Ufficio"
Trenta secondi, e quelle cose che non ho mi stavano girando ad elica.
Ma come si può arrivare a essere cosi piccine? Mi è venuta anche paura che possa arrivare a fare dispetti, tipo far sparire qualche busta, che poi magari resto responsabile io che mi occupo della posta  da sempre e, finora, con tranquillità di tutti.
postato da: tiptop alle ore 01:42 | link | commenti (13)commenti (13) Popup
categorie: no comment, family pack, civilization
giovedì, 25 ottobre 2007

Casalinghitudine.
Avevo raffazzonato per il figlio berlinese, in possesso di zucca, la ricetta del risotto di zucca. Ma io non l'ho mai letta, qualche volta l'ho fatto, pensando se con le zucchine è così con le zucche si farà uguale. E  mi è sempre venuto niente male.  Solo che quando mi si chiede, non lo so bene come si fa, o meglio come lo si deve fare in via ufficiale.  Allora ho cercato in Internet una ricetta, per controllare... L'alchimia non era tanto lontana da quello che io faccio per semplice assonanza, ed era completata da questo:

"Curiosità

Per rendervi conto di quando il  riso è  quasi pronto basta assaggiarlo: se risulta non duro ma compatto al centro, allora significa che è quasi pronto."
Vabbè...ero curiosissima di questa cosa.

Comunque nell'intervallo ora vado a mangiare con le colleghe, c'è un bar decente, di interisti, vicino all'ufficio. Sedute, paghiamo una piadina bella grande e bene imbottita, e mezza minerale, quattro euro. E allora sono venuti anche  i miei soliti colleghi, ed abbiamo parlato di piadine, di menù della domenica sera, insomma due o tre per non cucinare  ripiegano sulla piadina. Per me la domenica sera è un giorno come gli altri, cioè, una sera: se sono in vena cucino di tutto punto, se no arrangio qualcosa.  Ma mi sono ricordata di quando ero piccola, ed eravamo ancora tutti insieme, nessuno ancora sposato. Quando la cameriera era via, a trovare la famiglia, e rientrava tardi, allora si faceva il caffèlatte. Che poi invece c'era il cacao. Per me era una festa, perchè mica me lo davano mai il cacao a colazione.
Quanto ho studiato la tecnica,  adesso ci son le buste, ma non c'è paragone. Zucchero e cacao, per non fare venire i grumini, mescola mescola, che non restino pallini grossi nello zucchero. Latte caldo, poche gocce per volta, per sciogliere insieme zucchero e polvere scura. Il grumino nemico poteva essere ancora in agguato. E poi via via più latte... E poi il  burro sul panino, e la marmellata.
Che sciogliere il cacao era un rito sacro come preparare l'uovo sbattuto per merenda. Ecco, forse ne devo averne mangiati troppi.
non sono io....
postato da: tiptop alle ore 01:32 | link | commenti (18)commenti (18) Popup
categorie: pensieri sparsi, family pack

SAGA ALICE FLAT (11)
Diciamo  le cose come stanno. oggi la Telecom mi ha telefonato (la persona mi ha detto di aver riso dentro di sè per il mio ultimo fax di reclamo...dicevo che il 187 è un muro di gomma, che un operatore contraddice  l'altro, che ogni volta si ricomincia da capo, così si potrebbe andare avanti all'infinito senza risolvere nulla, e che avevo capito che i tecnici erano il Fantasma Formaggino).
Gli ho detto che sono a posto, che il tecnico venuto ha detto subito di essere stato mandato per niente, che prima dovevano controllare dalla centrale. Infatti è andato a vedere da là e là ha risolto: tempo 20 minuti. Io un giorno di ferie.Non mi ha fatto male, mi è passato il mal di testa.
Comunque abbiamo fatto pace, la mia scheda era chilometrica per le chiamate, e non pagherò il mese di servizio mancato, che spero mi compenserà le spese di Tiscalimodem.

Ora tocca a Seigradi, a quanto pare, ha scritto oggi di essere senza adsl e di essere collegato col doppino, che mi abbiano dato la sua linea?

p.s. NEMESI? Anche adesso, 25 ottobre ore 9.30, mi ha chiamato la Telecom per sapere se il guasto era stato riparato. Se adesso mi richiamano per ogni mio fax ed ogni mia chiamata al 187... beh vediamola dal lato buono, io ho un numero telecom ma gestore 3, e mi ricaricano chiamandomi...eh eh.


postato da: tiptop alle ore 01:18 | link | commenti (3)commenti (3) Popup
categorie: civilization
mercoledì, 24 ottobre 2007

SAGA ALICE FLAT (10)
HELP!

L'ADSL FUNZIA!
ma c'è un però...


è venuto il tecnico, che ha constatato come fosse inutile che venisse, visto che prima bisognerebbe cercare di sistemare le cose dalla centrale, cosa che ha fatto nei venti minuti successivi.
Ora il problema è solo nel mio pc... SGRUNT!
Non mi collego ad internet col wireless, mi accetta solo la connsessione remota con tiscali modem.
Se qualcuno avesse qualche idea dove può essere il busillis...ieri il capofamiglia, che bene o male lavora nell'informatica, ci ha provato,e poi ha preso il mio portatile vecchio, questo che sto usando ora, e il mio nuovo, e si è messo a confrontare tutte le impostazioni... tipo settimana enigmistica, trova le differenze!
Succede questo..
Il pc si collega al wireless, mi dice connessione eccellente, ma se clicco internet, che sia mozilla od explorer, si presenta il pop up della connessione remota, se lo clicco via, la videata mi dà server non trovato. Mentre se mi connetto con il modem, mi collego e funziona... e questa cosa non si riesce a togliere.
postato da: tiptop alle ore 08:15 | link | commenti (18)commenti (18) Popup
categorie: events, civilization
martedì, 23 ottobre 2007

Oggi una collega/amica ha mandato, a me ed a altre,  una mail, e non è la prima del genere che mi arriva, da parte di altre donne, ... oggetto, "lustrati gli occhi", allegato, una serie di immagini più o meno spogliatine di fustacchioni palestrati e lucidi, senza un pelo...
a me (facciamo allora che si può dire? ) non mi seducono per niente, anzi non mi sembrano belli, mi danno un senso di fastidio....  ecco, ma sono solo io? ... ma alle donne piacciono davvero, fanno effetto?  e per parità tra i sessi, agli uomini, l'equivalente femminile... che sia la palestrata, o la "coniglietta" ...piace? (oddio... agli uomini credo di sì....)
postato da: tiptop alle ore 00:23 | link | commenti (30)commenti (30) Popup
categorie: natura, civilization, cultura o pseudo tale
lunedì, 22 ottobre 2007

SAGA ALICE FLAT (9)

lo dico sottovoce......

MI HANNO TELEFONATO ....

 

DOMANI POMERIGGIO VIENE IL TECNICO PER LA ADSL

notare i tags del post...

postato da: tiptop alle ore 15:09 | link | commenti (9)commenti (9) Popup
categorie: feelings, civilization, mi faccio il film

Wow! sono stata pubblicata su un quotidiano!!!!

vabbè confesso... è che ho mandato a Metro una mail di protesta sui posteggi con le righe blu, se qualcuno non lo conoscesse, uno di quei giornali che danno gratis all'ingresso delle metropolitane...   nelle pagine di Milano c'era un bel bollino azzurro con un indirizzo mail, e sotto l'indirizzo "scrivi". Era invitante. E così ho scritto.

postato da: tiptop alle ore 09:26 | link | commenti (15)commenti (15) Popup
categorie: milano, civilization
domenica, 21 ottobre 2007

DAI BAULETTI ALLE BORSE, NON QUELLE SOTTO GLI OCCHI
Giorni fa sul blog di Nosacher  si cercava la soluzione ad un giallo, se la sua moto avesse il bauletto o no. Ho dato il mio contributo alla possibile soluzione, cioè che quando son passata  per Roma  sulla sua moto di bauletti ne aveva tre,  il suo, la mia borsa e me.
La mia borsa mica scherza.  E’ la  compensazione di tutte le mie ansie. Per andare   a lavorare dall’altra parte di Milano mi munisco di un bagaglio superiore a quello del mio amico e collega M. quando ha fatto un giro di due settimane in Guatemala.
Poco fa l’ho svuotata sul divano per cercare la carta di credito dell’esselunga.
Devo dire senza vergogna cosa c’è dentro?
*Nella taschina: cellulare, chiavi bici, chiavi auto, un euro, due euro (per carrelli super),abbonamento ATM, una graffetta.
Poi nella borsa
*Mazzo di chiavi di casa e non solo, il portachiavi è costituito da Babypluto, Ih Ho e  unportamonetino colombiano regalatomi dalla mia occasionale colf. Però così le chiavi le trovo subito.
*La macchina fotografica, con cappio per mettermela al collo.
*Cavetto della mia macchina fotografica, me lo porto dietro per comprane uno uguale, quando mi ricordo: è rimasto l’unico in casa, e si sono messi a usarlo anche i miei figli, non vorrei facesse la stessa fine dei loro.
*Fazzoletti di carta, fazzoletto di tela
*Custodia portaocchiali viola di plastica contenente panno per lenti
*Borsa gialla per la spesa ripiegata in suo apposito contenitore a forma di borsina…borsina mamma e borsina figlia, e ci ho cacciato dentro anche un sacchetto avanzato dell’esselunga.
*Una busta di tela grossa “portacarte” con le cose da sbrigare: contiene stabilmente da aprile la lampadina del fanale della macchina da ricomprare, morire che mi ricordi mai.
*Busta in pelle “i santi” di contenuto tecnologico: ricaricacellulare, pile ricaricabili di ricambio per la macchina fotografica, cappio per cellulare, chiavetta usb.
*Portafoglio: i soldi che ci entrano si tramutano in scontrini, una cosa che ha del miracoloso, da qualunque parte la si veda; monetine poche, bancomat, carta esselunga (se non la ributto dentro a caso, come ieri). Etichetta di mix zafferano dell’altromercato da ricomprare uguale se capita, Biglietti di appuntamenti passati dentista estetista etc.  Tessera sindacale Telefonica che non funziona più usata tre secondi dopo la prima   chiamata urbana la tengo per incazzamento forse erano i preludi alla storia adsl. Busta nimesulide iscrizione al corso di disegno dell’anno scorso ma ha la foto tessera non male, stranamente. Card shopping blu, prenatal, agoal, lesac, feltrinelli, biglietto fabbrica milanese di birre crude speciali, francobolli prioritaria, ricevuta corso di scrittura, vecchio badge, nuovo badge,  ricetta torta carote della zia, quadrifoglio secco, biglietto la miniera bed and breakfast (dove si va a cavallo al lago) card accumulo sconto solarium, biglietto pizzeria Le Castellet, tessera  kebab vicino all’ufficio
*Dulcis in fundo, bustona portadocumenti con
Matita biro temperamatitino
Limetta pinzetta specchietto
Agendina telefonica moleskine, semidistrutta
Notes looney tunes con Silvestrinoed elastico
Ehm.. un paio di… cose da donne
Pastiglie mal di testa, un paio di cerotti, due bustine di fluidificante, un nimesulide, una bustina di crema, salviettine per occhiali ed infine il portadocumenti vero e proprio con patente carta di identità una fotocopia con una lettera di mio padre a mia madre, biglietto con nuemeri utili, tessera sanitaria ancora quella vecchia, vecchio codice fisscale cartaceo per non perdere quello plastificato tessera dell’istituto dei tumori.

E’ che però non mi devono aver reso il cacciavitino, in ufficio  vengono sempre premettendo “Cri, tu che hai tutto…” perché in effetti, nel cassetto,ho anche ago e filo e  qualche bottone.

Ecco lo sapevo, deve essere il post più lungo che abbia mai scritto, forse, invece,  un po’ mi dovrei vergognare….

 

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categorie: no comment, non sense
sabato, 20 ottobre 2007

HALLOWEEN & GATTI NERI
Avevo letto nei giorni scorsi questo post da Alex321nel quale riportava, tra altre considerazioni, un appello dell'AIDAA
(Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente):
"
vogliamo che nessun micio di nero mantato perda la vita nella notte delle streghe e per questo chiediamo a tutti gli amici animalisti e agli amanti dei gatti di aderire al progetto delle ronde anti maltrattamento dei gatti neri mettendosi a disposizione per alcune ore nella notte delle streghe per controllare cimiteri e altri luoghi dove si celebrano gli strani riti esoterici e dove i gatti neri vengono sacrificati. Le adesioni singole o di gruppo devono essere inviate il prima possibile mandando una email all'indirizzo emergenzamici@libero.it oppure telefonando al numero 3926552051 tutti i giorni dalle 11 alle 20. per info 3926552051".

Ho provato a dare un occhio su Internet impostando come chiave di ricerca e vengono fuori titoli in cui i gatti nei vengono chiamati "gli agnelli di Halloween"... e con questo è detto tutto direi.
E tenendo conto che la madre dei cretini è sempre incinta, occorre trarre certe conclusioni.

Ho trovato questo   e poi questo blog di Licia Colò  e poi  questo, del Canada, che dice "
Se qualcuno attraversa la strada davanti a un gatto nero i giorni prima di Halloween , ebbene, meglio sarebbe per il felino di squagliarsela velocemente.

Tanto dovevo ai miei due meravigliosi gatti neri. .
postato da: tiptop alle ore 03:24 | link | commenti (12)commenti (12) Popup
categorie: zoo , civilization
venerdì, 19 ottobre 2007

SOLE GIALLO

Stamattina ho preso la macchina, come ogni tanto al venerdì, per fare la spesa al ritorno en on pensarci più nel week end. Passando il ponte sul Naviglio Pavese, ho visto fugacemente il sole, giallo, abbagliante, forare il cielo azzurro grigiastro, nuvolette piatte del colore stinto del cielo attraversavano la sua luce. Ho sperato che al semaforo fermandomi avrei potuto guardarlo, invece nulla, era coperto dalle case. Ascoltavo la radio, radiopopolare, la rassegna stampa. Pubblicità... quella del mio corso di scrittura, l'elenco dei nomi  di chi interverrà e che ormai ben conosco. Poi Caffè Noir, all'Istituto dei Ciechi ... Non so, sensazione insolita, familiare, sentir brandelli di vita in radio. Poi una trasmissione per me nuova, Tubab, rassegna stampa migrante. Aziende di Bergamo assumono camionisti in Egitto, di italiani non se ne trovano più. Avranno anche l'alloggio, perplessità su come capiranno i cartelli stradali, o meglio, le scritte. 

Non mi ha ancora lasciato la sensazione di pianto di ieri sera. Ho telefonato alla Telecom ancora una volta, e quando ho chiuso la telefonata mi è venuto da piangere e non smettevo più. E' terribile la sensazione di impotenza, io non la sopporto. Anche con la Princess. Sono arrivata a casa prima del solito, era in salotto per terra a giocare, un gioco di società, sei amiche. Sono sbottata. E la lezione di guida???  Ho pensato di non andarci. Ma come?!?  Al vedere la mia faccia hanno messo via il gioco e sono uscite. E la princess è andata a lezione. Mi sono chiesta se dovevo tacere.  Ma ho dei precedenti. Venerdì è andata a dormire tardi. Sabato mattina mi ha chiesto "sono stanca, posso non andare a scuola?" le ho detto di no, non è così che va la vita, a scuola ci doveva andare.E' tornata a letto, dicendo"Mi sono ricordata che posso non chiedertelo più" Tra sabato e domenica, non l'ho vista aprire un libro.Lunedì voleva saltare scuola guida per prepararsi al compito in classe di martedì. E mi sono incavolata, dopo un week end, doveva aver bisogno proprio di quell'ora lì, pagata  profumatamente... Si stanno accumulando cose, situazioni che nel complesso  non mi fanno stare bene, che non dipendono da me, che non posso risolvere, dove non posso intervenire, dove non è giusto che intervenga.  L'unica cosa che posso fare, in certi casi, è aspettare. 

Ho ritrovato il sole giallo sulla destra,  all'altezza del  Parco Ravizza , nascosto nel cielo diventato caliginoso. 

postato da: tiptop alle ore 10:54 | link | commenti (10)commenti (10) Popup
categorie: pensieri sparsi, civilization
giovedì, 18 ottobre 2007

Ieri notte avevo messa la catena... però, far parlare di me, mi sentivo un po' a disagio...non avrei voluto dover picchiare persone che credevo amiche...  insomma alla fine l'avevo tolta, però quasi quasi... ci provo, va'.

Però forse allaa domanda 3 e 12 si potrebe anche non rispondere, credo dovrei saperlo già... 

1.Chi sei?
2. Siamo amici?
3. Quando e dove ci siamo conosciuti?
4. Felice di avermi conosciuto?
5. Hai mai desiderato darmi un pugno?
6. Dammi un soprannome e spiega perchè.
7. Descrivimi con una parola.
8. Qual è stata la tua prima impressione su di me?
9. Pensi la stessa cosa ora?
10. Cosa ti fa ricordare di me?
11. Quanto mi conosci?
12. Quand'è stata l'ultima volta che mi hai visto?
13. C'è mai stata una cosa che avresti voluto dirmi e non lo hai fatto?
14. Mi pensi ogni tanto?
15. Metteresti questo sul tuo blog per vedere cosa direi di te?

postato da: tiptop alle ore 16:45 | link | commenti (10)commenti (10) Popup
categorie: friends

Erotismo in cucina.
Anche se non sono l'incaricata ufficiale della stesura del testo (non mi sono fatta avanti, non mi sentivo di dare garanzie che avrei scritto) ho buttato giù l'incipit del romanzo erotico, che così come  è stato pianificato sembrerebbe più grotttesco che erotico.
Per l'esattezza è ancora un incipit dell'incipit, ora devo continuare.
 La protagonista all'inizio si abboffa di gorgonzola e un amico mi ha fatto la giusta osservazione che non è un cibo erotico, puzza... ma lì  va bene il gorgonzola, a significare gola ed abbrutimento dietetico...
Ecco, nel caso ci stesse bene da inserire, ma se dovesse mangiare o bere qualcosa che dia un'idea di erotismo... cosa dovrebbe mangiare?
sono giustappunto digiuna in materia, a me viene in mente il profumo del basilico, dei chiodi di garofano e cannella...ma non saprei. Poi mica si mangiano da soli. 
Le aragoste non le ho neanche mai guardate da vicino con l'idea di mangiarle, mi sembra spaventoso, già se è vero che le buttano vive in acqua bollente...
Vado a letto, ho freddo e sta arrivando il mal di testa, quello brutto.
mercoledì, 17 ottobre 2007

    SUPERCAR

Rogne, quelle cose che tu ti dici che ci sono cose più gravi nella vita,  ma intanto ci sono e rompono le scatole, mescolate alle solite vicende di vita che non sono propriamente scorrevoli.

Il muro di gomma della Telecom per quanto riguarda l’ADSL ...

L’avvocato che scrive a casa nostra chiedendo i danni per l’incidente, quando hanno tutto in mano le assicurazioni...

Adesso incombono i parcheggi a striscia gialla e blu.

Dicono sul giornale di aver delimitato i parcheggi  fifty fifty,  tra giallo e blu, ma ad occhio a noi residenti sembrano tanti di più quelli blu.

Che poi nella nostra zona  non  ci sono enormi complessi pieni di impiegati, nè fermate di metropolitana, nè nodi cruciali dei mezzi di superficie, insomma non vedo parcheggi che verso sera si liberano... siamo tutti noi che abitiamo lì.

E quindi di fatto ci dimezzano i posti, e quando si conquisterà un posto giallo bisognerà non lasciarlo più.

Un giorno inavvertitamente userò la macchina...dalle 19 alle 8 del mattino potrò posteggiare gratuitamente nelle righe blu, ma non vorrei vedermi costretta, io ecologica tra bici e mezzi pubblici,  ad andare in ufficio in auto per tornare non prima delle 19!

Se andrò a posteggiare incolore al di là della circonvallazione (sono fortunata, abito subito al di qui verso il centro) dovrò pagare il pass per riportarla sotto casa?

 

Ma una cosa che  mi rompe, anche perchè non è la prima volta che la leggo sui quotidiani, è che venga considerato un privilegio posteggiare per la strada, è giusto che se  occupando il suolo pubblico si paghi.

A me non sembra che le bighe i calessi e le carrozze pagassero. Nessuno ha mai pagato se non in parcheggi  privati, in  imprese all’uopo create.

A me sembra democratico che tutti  parcheggino - civilmente - per le strade,  poi ci sono al mondo quelli fortunati che si possono permettere un box.

Anche perchè pago l’assicurazione, il bollo e la benzina, e mi sembra che in tasse dirette o indirette come proprietaria di un'auto contribuisca già bene alle pubbliche finanze.

Se ci penso che non amo guidare e che se fosse solo per me, della macchina farei  volentieri a meno... perchè le cose si complicano e non si semplificano mai?

P.S.  Come ho scritto nel commento 2, mi piacerebbe che qualcuno mi convincesse che sono una privilegiata a posteggiare l'auto per strada...

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Su dai... ancora una manina a  Seigradi!
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e se volete essere sicuri che non è un imbroglio, per quanto possa io contare, lo conosco personalmente.
E devo dire un'altra cosa, che il mondo è molto molto piccolo
Seigradi, poveretto lui,  mi legge dal primo giorno che ha messo piede in splinder,  è capitato subito sul mio blog, ed io che sono più segugia del mio cane, ho scoperto che era compagno di scuola alle medie di un mio collega/amico...e li ho anche fatti reincontrare.

 

Dopo aver letto il commento di Elfkoenig, spiego meglio.

Seigradi allena la squadra di calcio di extracomunitari della scuola di italiano, e per partecipare ad un campionato devono raggranellare 1200 euris mi pare entro la fine di ottobre, e ne hanno messi insieme la metà. Qualcuno deve aver opinato che era meglio aprire un c/c postale o bancario per essere più sicuri che non si trattasse di un imbroglio, ecco, e per quanto ne so io non lo è. Tutto qua.

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martedì, 16 ottobre 2007

SAGA ALICE FLAT (n.8)

Alle 10.19 di stamattina mi ha telefonato un cordiale tecnico Telecom. Mi ha chiesto che problema avevo. "Come, che problema! lo sto spiegando dal 24 di settembre!!" Beh almeno abbiamo riso. Forse glielo hanno insegnato nel suo stage formativo " ridere collaborativamente col cliente per farlo sentire compreso nella sua disperazione, ottenendo così  un nuovo margine di sopportazione per gli  ulteriori ritardi e disservizi"

Mi farà chiamare dal un tecnico per prendere l'appuntamento per "intervenire" da casa. Una frase chi mi sembra di avere già sentito. Intanto due ore sono passate.

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SAGA ALICE FLAT (atto n.7)
Niente... questo lunedì era l'inizio della quarta settimana senza adsl, ho spedito due fax, telefonate a giorni alterni, ora tutti i giorni, per me gli operaori si palleggiano il trillo del mio telefono, ed ancora quando mi sentono al telfono mi danno della signora, pazzesco.
Ho ottenuto che lunedì scorso un tecnico mi telefonasse per chiedermi se il telefono era ancora muto (era stato un problema di luglio, avranno letto la riga sbagliata), ho precisato che era l'adsl, mi avrebbe fatto telefonare dalla segretaria per prendere un appuntamento. Mai sentita la segretaria. Fax rissoso da parte mia. Oggi dopo una serie di vane promesse, hanno chiamato per dirmi che sarò chiamata da un tecnico, e che ok, non pagherò il canone per il periodo di mancato servizio. Quando, non è dato di saperlo.Poi di sicuro mi chiederà di guardare la lucina del modem se lampeggia ancora, ed io non lo saprò, da 8km di distanza.  Grrr.

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lunedì, 15 ottobre 2007

 Cupa.

Il cielo fuori è sereno, sono qui che mi affanno tra mappali e ipoteche, mi sento oppressa, non è solo il lavoro. Oggi è anche il giorno in cui bisogna dare la risposta per la partecipazione alla festa aziendale  a Roma, il 14 dicembre,  viaggio e pernottamento pagato, cena, ballo, ricchi premi e cotillons.  Le classiche situazioni che detesto. Quelle dove giri col bicchiere in mano. Vestiti eleganti. Mi conosco, dopo i primi momenti mi prende una sensazione di estraneità totale  e la necessità di andarmene, e poi sto male perchè non posso farlo. I colleghi ne stanno parlando, progettano visite alla città il giorno dopo, io me ne sento già fuori, ho bigiato l'anno scorso, ripeterò anche quest'anno. 

 Ho la sensazione come di negatività incombenti. In casa sono riaffiorate le tensioni come una volta, e mi  sento stanca anche di questo, di affrontarle e superarle.  Avrei voglia di abbandonarmi ad un po' di dolcezza. Chiudo gli occhi e  mi sento sicura, abbracciata: una sensazione che non esiste, nella mia vita,  non esiste da anni, da quando è mancato mio padre. Quando un giorno mi era sembrato di trovarla, non era invece per me. Passerà anche questo momento, lo metabolizzerò e andrò oltre, come sempre. 

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sabato, 13 ottobre 2007

DIALOGO AL BUIO.

Che  delusione…

Tanta aspettativa tanti timori…

Vorrei tanto fare una descrizione suggestiva di  sensazioni metafisiche e trascendentali… e invece nulla, la solita scema ha fatto il percorso ridendo, e se dovessi dire in tre parole,  “mi sono divertita”.

Innanzitutto l’Istituto dei Ciechi è uno splendido palazzo, e già è  un piacere entrarci,  non ha quell’aria di impenetrabile solennità che altri hanno.

Paghi l’ingresso,  ti fanno compilare un modulo, e ti dicono che in pratica nel percorso devi portare solo te stesso, niente borse, niente telefoni, niente orologi, ed addirittura niente occhiali, che questo mi ha fatto un po’ specie. Gli occhiali non sono luminosi, ed il fatto di averli o non averli, nell’oscurità, penso sia ininfluente, ma forse lo dicono per non perderli o romperli, comunque adesso  che mi sono abituata a portarli sempre mi fanno un po’ da coperta di Linus.

Io mi ero messa il profumo, che non uso spesso, per essere certa di venire ritrovata.

All’inizio del percorso, ci danno il bastone  bianco, con la punta arrotondata perché scivoli meglio,  ci spiegano come usarlo. La scema obietta: Non è che si inciampi nei bastoni degli altri? Qualche volta capita.

Avremo la nostra guida non vedente dobbiamo aiutarci, ci mancherà la vista ma si affineranno gli altri sensi, l’udito, il tatto, il gusto, l’olfatto. La scema ha chiesto ”Mi preoccupa un attimino in questa circostanza l’uso del gusto… non è che dovremo leccare le pareti per non perderci?”

L'idea di tenerci inizialmente alle pareti mi riportava all'esperienza da ragazza, di quando andavamo in fila indiana, tenendoci e toccando con un legnetto la parete della galleria completamente priva di illuminazione. Davvero non ti rendevi conto più dov'eri, e ti potevi ritrovare nel mezzo, dove passavano anche le macchine, erano le gallerie tra Sestri Levante e Moneglia, una volta ci passava la ferrovia, e noi  raggiungevamo un'apertura sulle rocce, per fare il bagno ed i tuffi. Una cosa da paura, a pensarci adesso con occhi di madre.

Non dovremo passare da una stanza all’altra senza la guida e senza il nostro gruppo, qualcuno di voi ha paura, pensa di avere problemi? Guardate che si può uscire dal percorso in qualunque momento. La scema esclama “Avviso che se mi perdo piango”.

Insomma si parte. In una stanza cinguettante scorre un ruscello, si individuano le foglie i tronchi erbe aromatiche ghiaia prato un animale, si attraversa il ruscello su un ponte che traballa.  Incontri e scontri a tutto spiano,  un’incontenibile ragazzina V. sembra essere dappertutto e trovare tutto. La voce della guida mai sentita prima è diventata subito riconoscibile. Anche il golf di F, lo  riconoscevo subito al tatto. Dopo aver trovato un vaso di rosmarino picchiandoci contro col bastone,  stavo poi tastando le scarpe di una pensando che fosse la base del vaso con la lavanda.

Un po’ amorfa la stanza col mare, ed anche l’abitazione, a parte l’emozione di cercare di indovinare i quadri in rilievo appesi alle pareti, non dico niente se no rovino la sorpresa se qualcuno che legge qui poi ci va. La stanza della strada era un po’ più movimentata,  con un frastuono pazzesco, lavori in corso, una motocicletta, un furgone di cui ho indovinato al tatto la marca,  il negozio di ortolano…

Rilassante la stanza del bar dove delle voci al bancone ti chiedono cosa vuoi ordinare, la scema ha detto Io un succo di frutta,  e la voce nell’oscurità ha replicato qui siamo tutti io ed è come non essere nessuno, dimmi il nome. Cristina, eccoti il succo di frutta. Trovare le monete giuste nell’oscurità non è un problema, mi sono abituata a riconoscerle facendo la spesa senza occhiali prima di avere le lenti progressive.

Al bar ci siamo seduti ed abbiamo scambiato qualche  battuta con la guida, M., giovane ma sembrava tanto maturo che  cercando di indovinare la sua età lo ho invecchiato parecchio. Cyn, mia compagna di corso,  gli ha fatto domande strategiche utili per il romanzo poliziesco, dato che il delitto dovrebbe  avvenire ad opera di una cieca durante il percorso, tant’è che abbiamo poi dovuto rassicurare M. che non lo sospettavamo capace di qualche delitto.

Comunque, la scema, a star seduta anche al bar sgranando gli occhioni sul nulla, non si sentiva per niente strana. Nessuna sensazione di disagio, le è caduto il bicchiere di plastica, si è chinata e lo ha raccolto. Anche il ritorno alla luce non è stato frastornante.

Certo è stato strano salutare gli altri compagni di viaggio (4 non erano del nostro corso di scrittura) con un arrivederci, perché in effetti non è che ci fossimo visti poi tanto.

E abbiamo scoperto che fanno gli aperitivi al buio, ed al mercoledì sera le cene al buio, a noi è toccata la merenda.

Poi con Cyn siamo andate a portare la sua penna ad aggiustare da  Er colessi, ed al Bar Magenta, memori dei tempi che furono, ci siamo fatte un panino ed una birra.

Io le penne non le uso quasi più, e la plastica delle mie bic in ufficio è divorata e ruvida fino a metà, per non parlare delle matite, che uso invece molto, comunque sbrindellate come fossero state assalite da una banda di castori.  

Dimenticavo, la scema è facile indovinare chi è.

 

 

Appendice seria (vedi commento 3)

La nostra guida, M, di 26 anni, è nato prematuro e gli si sono "bruciati gli occhi" con le lampade delle incubatrici, ad un anno e mezzo lo hanno operato consentendogli di vedere solo luci ed ombre.

Alla domanda se un cieco puà vivere cavandosela da solo, ha detto di sì. Lui di professione è fisioterapista ed è in grado di arrangiarsi a fare tutto, anche cucinare. Ma non per  tutti i non vedenti è così: come tra i vedenti,  c'è chi si butta a imparare e fare, e chi no. Certo ci deve essere qualcuno che gli insegni le cose, perchè non possono apprendere per imitazione... e questo mi riporta al post sui bambini di qualche giorno fa. E quando noi vediamo un cieco in giro per strada, o col suo cane,  forse non stiamo tanto a pensare che lavoro, che forza di volontà c'è dietro, non voglio dire quanta sofferenza.

 

venerdì, 12 ottobre 2007

ACHTUNG!

          La Princess sta per fare la sua prima lezione di pratica...

...imparerà.

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categorie: events, family pack

C' nirv.
Ieri  tornata a casa dalla cena pareva tutto tranquillo tutto normale... quando rientra mio figlio mi fa vedere una lettera  di un avvocato, a quanto pare  il capofamiglia si era ben guardato di farmene menzione. Insomma, quello dell'incidente dello scorso aprile ci chiede la bellezza di €.3200,00  di danni ( ai quali si dovrà aggiungere il misero costo della parcella del suo legale, nel caso).
Io non sono esperta di queste cose, non so neanche dire se avessimo torto o ragione, secondo me era fifty fifty, e non so bene i meccanismi assicurativi, ma se abbiamo fatto la costatazione amichevole, perchè ci vengono a chiedere i soldi? Se le assicurazioni non si mettono d'accordo, e non viene pagato perchè ha torto, ha diritto a rifarsi su di noi? E io l'assicurazione cosa la pago a fare? Boh, adesso chiamerò il mio assicuratore, certo sono incazzata nera.
Vorrei tanto vendere la macchina, se non fosse che non posso starne senza in quell'accidenti di casa in campagna, altra appendice del capofamiglia, in fondo non me ne faccio niente, costa, ed è fonte solo di rogne. Se divorziassi... via capofamiglia, campagna ed auto. Mmmmh, sarebbe un bel colpo. Devo aggiungerci suocera e cognate. Non è da sottovalutare.

postato da: tiptop alle ore 08:22 | link | commenti (18)commenti (18) Popup
categorie: no comment, civilization

Appuntamento alle 18.30.
Una serata rassicurante.
Da piazza Cordusio ai Navigli a piedi. Cena all'Isola Fiorita, metrò verde, ci siamo salutati a S.Ambrogio, sono scesa per prendere l'autobus 50 mentre lui proseguiva sino a Loreto.
Ehi già qui? Niente convenevoli, a che servono? che differenza fa non vedersi  da una manciatina di tempo o da quindici anni? Per noi nessuna, è sempre stato così. 
La conversazione è sicura, il terreno lo conosciamo bene. Abbiamo ricordi in comune, capita di sorriderne. Conosciamo le nostre parole. Improvvisamente mi rendo conto di come sei anni giovanili  di lettere telefonate di sintonia cosmica possano avermi, averci forgiato. Ritrovo nel suo il mio humour, l'arguta attenzione ai piccoli particolari, alle piccole contraddizioni del vivere.
La sensazione di normalità nell'essere soli noi due, riaffiora la conoscenza delle abitudini e dei gusti.
Lo osservavo un po', sempre identico, con il capelli grigi, i baffi grigi, lo stesso sorriso, lo stesso sguardo. Ha voluto rivedere se sotto gli occhiali gli occhi azzurri erano sempre gli stessi.
Eppure mentre lo guardavo pensavo come  sia stato meglio che  abbia sposato sua moglie, molto più tranquilla di me.
Tempo fa lui mi disse che ai tempi non pensava ad impegnarsi...e che ero talmene piena di vita che non riusciva starmi dietro.Non siamo mai stati "insieme" nè ci siamo mai lasciati. Non lo avrei amato tutta la vita, ora più che mai ne sono sicura.

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categorie: friends, feelings
giovedì, 11 ottobre 2007

Logo Dialogo nel Buio       BUIO.

Uh, non ho scritto del corso, incontro di martedì sera, era di turno il romanzo poliziesco, ma non è che avessi granchè da dire.  E’ stata fatta la scaletta dei prossimi punti da sviluppare e sono un attimino perplessa, di poliziesco rimane solo la cornice, sta diventando uno psicogiallo.

Non mi ispira per scrivere alcunchè, però, dal momento che si svolge nell’ambito del mondo dei non vedenti, sabato vivrò con un paio di compagni l’esperienza di “Dialoghi nel buio”. Penso che sarà un’esperienza interessante e molto forte, me ne aveva già parlato un paio d’anni fa il mio amico F.. Insomma, a questa cosa ci tengo e ci credo molto, forse perchè mi sono sempre sentita turbata, attratta, incuriosita dalla cecità, forse per le persone cieche che incontri per strada, con il cane guida, o tanti racconti, non ultimo Cattedrale, o la "nonna" di Heidi, o quel film prima con Gassmann e poi Al Pacino, (era Profumo di donna, mi pare)... Non  lo so, è una cosa che mi dà sempre una sensazione di tristezza e dolcezza e forza allo stesso tempo.

E poi se ci penso... io... che mi capiti di tutto, ma perdere la vista ... no.

Nell’oscurità più totale si passa attraverso una serie di ambienti, dei quali percepisci solo i rumori,  mi pare ci sia il bar,  il mare, la strada coi lavori in corso, poi non so. In parole povere, come vive un cieco, certo senza avere la sua meravigliosa, incredibile sensibilità.  Dura credo un paio d’ore, e dicono che si esce molto provati.

Mi sento emozionatissima, anche perchè sono un pochino claustrofobica... solo un pochino però. Non amo metropolitana ed ascensori  ma, un po’ sul chi va là,  li uso lo stesso... e in casa starei sempre con le finestre aperte.

A chi interessasse provare questa esperienza, ho trovato questo  mentre cercavo se esisteva un logo da postare.

postato da: tiptop alle ore 12:49 | link | commenti (5)commenti (5) Popup
categorie: feelings, civilization, corsi di scrittura/giornalismo