Oggi qui nei pascoli sono venuta a recuperare mia figlia, ed il cane. Sono contenta di riportarla a
casa, non ci sarà il solito silenzio, verrà all’improvviso ad abbracciarmi, e mi canterà apposta le canzoni che non mi piacciono. E sentirò la voce del capofamiglia e dirò “Cos’hai detto? Non ho capito!” e lui mi dirà “Parlavo con il cane”.
Mi sono messa a prendere il sole, e le sue carezze, alle mie spalle rumore di tuoni mentre nuvole di cotone si dipanavano nel cielo davanti a me. Gocce di pioggia tenera, ed una carezza del sole sui miei pensieri ad occhi chiusi. Una volta non lo amavo, ora ho un punto in condivisione con le lucertole.
Ero arrivata in ritardo in ufficio ieri, oggi invece anche.
Mi sono ritrovata in un ingorgo pazzesco sulla circonvallazione, credo di averci messo 35minuti per arrivare a meno di un chilometro da casa.
Ovviamente come ho messo in moto la macchina sono partiti i tergicristalli, ormai, per chi mi legge, è un fisso.Doveva essere la conseguenza dell’ultima volta che sono stata in piscina, cioè mercoledì. Ero uscita a razzo dall’ufficio per essere lì per le 18, in modo da poter nuotare un po’ e prendere una briciola del mio sole (il sole è mio!).
Accaldata ero scesa dalla macchina precipitandomi alla cassa, mi ero cambiata, ero uscita all' all’aperto e un vento da bufera mi aveva investito, il cielo era nero e si sentivano i tuoni.
Mi sono buttata in acqua lo stesso, bagnata per bagnata...
Ho nuotato un po' però poi ho cominciato a pensare ai fulmini... a Fantozzi... a Murphy e alle sue leggi, e sono uscita.
Mi sono seduta su una panchina a sgocciolare, e sono stata arpionata dal padre di una compagna delle elementari di mia figlia, che mi aveva sempre dato un senso di fastidio fisico anche solo al vederlo in piedi ad aspettare la figlia davanti a scuola.
Tornando all’ingorgo, mi chiedevo cosa diamine potesse essere successo... e poi ho visto:
rifacevano la segnaletica, due belle freccione bianche, riparate dai cippini di plastica (non mi ricordo come si chiamano) in mezzo alla carreggiata di una via cruciale per il traffico, alle otto di mattina.
Sono stata premiata, e ho un po' recuperato... perchè dopo di traffico non ce ne era più per la strada, era tutto fermo alle freccione.
Gelato al pistacchio, finalmente, ne avevo voglia da un po', e già che c'ero, pistacchio e bacio. Cono elegantissimo, intonato al mio abbigliamento di oggi, gonna tabacco e canotta verdolina.
Quando M. nell'intervallo va in piscina, noi due bancari meno bancari ci diamo appuntamento davanti al Kebab di Corso Lodi, il più buono di Milano si dice (posso scriverlo o è pubblicità occulta?). Kebab completo con patata cipolla e piccante su panchina al sole nel bel mezzo di Corso Lodi, sbrodolamento incluso. E dopo, il gelatino!
A dir la verità la panchina soleggiata è un'innovazione, da quando nel locale tengono acceso una specie di candela profumata a non so che cosa, forse per tenere lontani insetti importuni... ed io ed M infatti ce ne teniamo alla larga, io poi che sono sensibilissima agli odori!
Ecco, nei giorni scorsi mi è arrivato il CD di un amico, che non conosco di persona ma per me è un amico. Sono brani suoi, brani e briciole di musica, di colonna sonora, tanti. Per sentirlo bene sono andata spesso in ufficio in macchina in questi giorni, è il momento in cui riesco ad ascoltare con più attenzione, e più intimità che in casa, sembra ridicolo ma è così.
E ascoltando, e pensando a lui, sento arrivarmi da questa musica ogni volta qualcosa di diverso, colgo un qualcosa in più, un attimo della sua ironia, tanto della sua solidità. E mi sembra che la musica sia un dono meraviglioso, crearla comporla sentirla erompere dentro di te... un'immagine, una sensazione che non descrivi con le parole, o coi colori. Mi chiedo come ci si senta dentro, come funzioni ... glielo chiederò quando torna dalle vacanze. Sarà un po' come lo scrivere, o il disegnare, ma mi sembra più vicino al cielo. Più facilmente immagino cosa si provi ad eseguire un brano musicale, precisione e divertimento ed entusiasmo e soddifazione, senso di libertà credo...
E la musica mi ha portato anche la sua presenza, in un attimo in cui mi sentivo strana e qualche lacrima voleva venire giù. Grazie.
Oggi sono arrivata in ufficio col Melobruco, il nuovo filobus, tutto verde... in ritardo come ultimamente mi capita. Però ha due difetti... non ha ebbrezze di salite e discese del mini-ottovolante dell'infanzia di mio figlio, ed ha dei sedili in stoffa. Non oso pensare alla fauna che presto li abiterà, per non dire delle macchie....
Oggi qui nei pascoli è una giornata stupenda, il cielo è azzurro limpido, come i miei occhi (purtroppo ho un’età in cui i complimenti devo farmeli da sola).
Poiché ho dimenticato la salsa di noci a Milano, invece che la strada “alta” ho pensato di fare il lungo lago per arrivare al supermercato ed inventare un secondo succulento sugo per la famiglia che ci aspettava oggi, il capofamiglia ed io. Il lago increspato, e la corolla di montagne erano uno spettacolo stupendo, e sfrecciavano coloratissimi windsurf. Pensavo che l’acqua è sempre bella ed affascinante, che penso sempre al mare, ma che anche i laghi e i fiumi hanno le loro suggestioni.
Come al solito è stato triste arrivare a casa, appena entrati dal cancello con la macchina, mia sorella ci ha visto due sacchetti del supermercato e prima ancora di fare ciao commentava negativamente che avessi portato la spesa. Dicevo che era roba nostra e poi il necessario per il sugo, ma il sugo lo fa L (suo figlio)dice lei. Ma la mamma mi aveva detto di portare la salsa di noci mi sono dimenticata e ho pensato di rimpiazzare con panna speck e zafferano.Ma non importava! E io che ne sapevo, sono per strada, mi sono dimenticata non volevo creare difficoltà. Mia madre: non voglio che vieni qui e lavori sei già sempre stanca. Insomma, niente saluti e già mi sarei girata e tornata a Milano. E’ un po’ che sono così, insofferente. Un bel po’ ormai. Detesto tutto quello che genera problema e che non c’entra con i miei figli ed i miei animali. Mi sono stancata di mettere le pezze alle manchevolezze ed alle pigrizie degli adulti della famiglia. Di stare dietro alle loro beghe. Anche i nipoti ormai sono uomini e donne, possono essere in grado di lasciare la casa provvista di carta igienica e non perdere le chiavi. Per qualunque cavolata vengo tirata in mezzo, ora è un po’ che ringhio. Devo mettere a posto la mia vita, l’ho scoordinata parecchio.Voglio vivere la mia vita, non so quanto me ne resta, prima di invecchiare troppo. La morte. Io alla morte non penso mai, non mi spaventa. Perché penso che dopo sarò morta e di sicuro non mi preoccuperò. E prima di morire voglio vivere, libera il più possibile: perché mi spaventa invece la vecchiaia, con i limiti che comporta, inesorabili e ineluttabili. E l’agonia, che porta via tutto a tutti,anche a chi ti sta intorno. Brrr. Che pensieri che mi ispirano il cielo il verde il venticello che ci sono qua. No non sono loro, è il sentire la voce di mia madre, ripetitiva nei suoi concetti di sempre, nel suo corpo di novantaduenne.

MEGLIO SOLE… (di I.Castoldi, psicologa e psicoterapeuta, U.E. Feltrinelli )
in questo libretto trovo delle chicche, o meglio delle ovvietà che mi sembra di sapere da sempre, che però a vederle scritte fanno effetto… ovvio che dei brani estrapolati hanno dei limiti in quanto estrapolati, però…
“Dieci vent’anni passano in un soffio. Ci guardiamo alle spalle solo quando un evento speciale ci scuote all’improvviso, e ci coglie impreparate:uno di quegli eventi che sconvolgono la vita, come la fine di un amore, o la perdita di qualcuno che amiamo”
“…Sempre guidate dal bisogno di trovare conferme e consenso fuori di noi, come se da sole non fossimo in grado di riconoscere il nostro valore.”
“Questo libro vuole tessere l’elogio della solitudine , intesa non certo come isolamento e chiusura verso gli altri, ma come uno stato di libertà interiore che si realizza quando l’individuo ha raggiunto la consapevolezza che c’è una sola persona al mondo sulla quale può contare incondizionatamente, che può riconoscere i suoi bisogni più profondi, che può realizzare le sue aspirazioni più genuine: se stesso. Gli altri, se siamo fortunati, ci accompagneranno e potranno contribuire al nostro benessere, colmare le nostre inevitabili mancanze, ma non potranno mai sostituirsi a noi per scegliere e agire al posto nostro. Non dovremmo, comunque, permetterlo”
“ il tempo libero è un lusso che la maggioranza delle donne non ha ancora imparato a concedersi. In molti casi, arrivano a pensare che il tempo libero sia tempo perso”
“Anche quando la situazione è sotto controllo, vale a dire: i figli sono a scuola, il marito al lavoro, i genitori assistiti, ogni donna porta con sé la loro presenza come fantasmi che aleggiano sempre tutt’intorno. “
“Di solito si aspettano che io risponda che l’amore è riconoscibile dal bisogno di condividere tutto, dall’intensità del desiderio di stare insieme, dal grado di sofferenza che il distacco procura. Invece, rispondo che l’amore è direttamente proporzionale alla capacità di tollerare la distanza, di rispettare lo spazio dell’altro, di accettare la sua autonomia. Che non invalida, ovviamente, la capacità di godere della presenza dell’altro e della condivisione profonda dei momenti di intimità e delle esperienze di vita di coppia. Il piacere di dividere con altri la nostra vita non può, però, essere confuso con una totale identificazione”
“…. – Io non mi lamento della mia esperienza. Non credo di essere inibita, ma non sento la necessità di parlare dei miei or gasmi: Preferisco viverli, così come snon capace, senza troppe cmplicazioni, piuttosto che parlarne- … le riviste femminili ci insultano con le loro inchieste verità;… - Non sto assolutamente facendo del moralismo. Ma io sono convinta che se tu sei realmente emancipata non hai bisogno di dimostrare niente a nessuno. Sono affari tuoi, come vivi il sesso E non devi farne oggetto di spettacolo .”
Notti.
Lunedì. Alla sera con la Princess passo a trovare nel suo locale An., un ex di mia sorella cui tutti in famiglia volevamo in famiglia un sacco di bene, famoso tombeur de femme locale che più “casalingo” di così non poteva rivelarsi. Nota la Princess, che al momento non aveva ancora fatto conoscenze spiaggesche, e si fa dare il suo cell, per farla contattare dal Prince, suo figlio, il cui nome è, sembrava un segnale del destino, l’anagramma di quello della Princess. Vent’anni, bello, proprietario di cavalli, studente di architettura … il Prince si è subito colorato d’Azzurro.. però non ha telefonato, anche se papino aveva scherzato dicendo che il DNA era sempre lo stesso e di stare attenta… niente carrozze, niente scarpine di vetro luccicanti All Star.
Martedì Sdraiata nel letto, mi giro, il vuoto, un tonfo. Sono caduta dal letto. Sono abituata a stare sulla destra, non ci ho fatto caso, ho lasciato che ci stesse mia figlia. Chissà che spavento nella stanza sotto.
Mercoledì. Scrivo al pc con la finestra spalancata sul mare, delle sambe entrano nella mia stanza dal bar sulla spiaggia, mescolato al rumore delicato delle onde , e quello familiare del treno, che passa alle spalle della pensione. A tratti il vociare dei clienti. Le mie serate sono così. Esco a prendere il gelato quando la Princess è pronta ad uscire con gli amici, poi mi riaccompagna in albergo per aprirmi la stanza e lì dentro mi ripone, giovane detentrice dell’unica chiave.
Pensavo che in queste vacanze sto perdendo la stazione eretta: dormo un sacco,poi sdraiata a prendere il sole, poi immersa per ore a farmi coccolare dall’acqua salata, sdraiata sul letto alla sera anche prima di dormire . Brusco risveglio, un’alitata fetida alcoolica si sdraia accanto a me e mi abbraccia, sa anche un po’ di sigaretta, ma almeno non di aglio e cipolla, come chi so io, che per fortuna non mi abbraccia. La Princess era tornata dal bar di sotto dove era stata con amici e amiche della spiaggia e si era bevuta una birretta… Sì lo so, aglio e cipolla sarebbe stato più sano.
Le mie serate hanno consistito tutte in un gelato serale, in pratica la Princess accompagnava la vetusta madre a prendere il gelato, aspettava che finisse e la archiviava in camera, come ora, giovedì notte, seduta al pc. Ripenso all’amico che mi ha scritto di non fare questa vacanza come madre, ma di pensarla come donna separata con figlia adolescente. Infatti in camera leggo un libretto che mi ha regalato un’amica blogger “MEGLIO SOLE – perché è importante bastare a se stesse.” Non credo fosse quello che l’amico intendeva…. Oltretutto, tornare qui dove ho rivisto persone che non vedevo da quindici o trent’anni, mi ha fatto un certo effetto che dirò poi, devo lasciar macerare dentro di me queste sensazioni. Comunque una full immersion tra i cinquantenni…non ci sono abituata! E non è stato terribile!
Vita da spiaggia, gli ombrelloni hanno le orecchie lunghe - 2
Volendo un lettino, blu, ed una sdraio, disturbavamo l’armonia delle due file di ombrelloni con sdraio verdi a coppie. Ma la padrona dei Bagni, che mi ha riconosciuta dopo anni, voleva farmi felice e allora mi ha trovato un posto spazioso lungo il confine con gli altri Bagni . In effetti bellissimo e vicino al mare, se non si fosse poi rivelato lontanissimo da L. e A. due amici che hanno fatto negli anni un’inaspettata carriera, giungendo a conquistare un posto nella prima fila, per cui per star con loro occupo abusivamente una sdraio libera , standoci seduta sulle ventitre per non infradiciarla (sto un sacco in acqua) e con l’incubo che pervenga il legittimo affittuario.
Insomma lunedì mattina presto arriva nei Bagni confinanti una combriccola di ragazzetti con due accompagnatori, capisco subito che si tratta di un centro estivo che aveva organizzato il giorno in spiaggia, anzi pare torneranno mercoledì. Si sistemano lungo il confine, c’è l’ombra dei nostri ombrelloni che butta di lì.. Casino, si sa come sono si gridano le cose l’un l’altro, si prendono in giro, ma non mi dà fastidio, anzi..Istintivamente però ho spostato più lontano da loro la nostra borsa con i cellulari e l’Ipod. Non credo di aver fatto male… poco dopo è venuto fuori che due erano sospesi dal bagno in punizione dal giorno prima, E.non trovava più i suoi € 7,5, S. picchiava M. che gli aveva dato del frocio, a S. gli avevano rubato le scarpe la volta prima ergo intendeva usare le ciabatte altrui, un’educatrice raccontava all’altro che una collega aveva perso un bambino in gita, è intervenuto il padrone dei Bagni a fare il predicozzo ai due che si menavano “Mi ha dato del frocio e allora lo picchio” “Se tutti si fanno giustizia da soli dove si va a finire ? Se vi comportate così qui non vi lascio più venire” “ecco così magari andiamo a puttane che è meglio”, ha commentato piano una giovanissima voce accucciata a terra. Intanto l’educatrice, giovane e carina aveva ricevuto un sms e richiamava la figlia che voleva andare dal padre, genitori separati evidentemente “Ma dai oggi vai dalla zia io domani l’ho libero, facciamo qualcosa io e te, dal papà vai dopodomani, e va bene fai come vuoi” la voce era diventata triste..
Vita da spiaggia, gli ombrelloni hanno le orecchie lunghe - 1
“Ty, il papà e la mamma vanno su al bar a fare merenda” dicono a un pupetto impegnato a tirar biglie. Dalle sdraio emerge una bambina soldo di cacio, la sorella maggiore di Ty. “Ty dov’è?” Ty speranzoso si fa avanti, “Sono qui!?” la sorellina lo guarda con sprezzo e avvisa i genitori “ Io Ty non lo guardo, e non può venire a giocare con me!”.
11 luglio, martedì.
Ieri sera non siamo uscite per nulla dopo cena. Princess era andata arrosto, ed io poco meno, e praticamente alla nove dormivo e questo mi ha consentito di essere inderogabilmente e definitivamente sveglia alle 4 di stamattina. Ma la finestra sul mare mi ha elargito meraviglie… forse niente di speciale per chi al mare è abituato. Una luna arancione rotonda mi ha chiamato spingendo il suo riflesso fino al bordo della finestra. Il puntino luminoso di una barca all’orizzonte stava per entrare nelle striscia di mare infuocato. Dei gabbiani a tratti stridevano, per motivi invisibili come loro. Il rumore delle onde era tranquillo,metodico, rassicurante. Le luci di Portofino e Santa Margherita tremolavano. Un gatto giocava con le farfalline sotto al lampione, davanti a una canoa gialla appoggiata alla balaustra del lungomare.Un cane è salito dalla spiaggia e si è fermato immobile al di là della canoa, il gatto con un balzo è entrato nella cavità gialla. La luna ha cominciato a scendere, la sua striscia luminosa diventava via via più corta. Ora ha lasciato il posto alla luce che mi permette di scrivere. I gabbiani hanno cominciato a volare, il gatto ha miagolato irritato dall’interno della canoa. I lampioni s sono spenti, il rumore delle onde si sente meno.
Il grosso yacht è di nuovo ancorato a Portofino.
Oggi ho rivisto A., fugace, consono al suo carattere. “Ma credevo fosse un’apparizione” “Ma A. sei ingrassato” “Va da via i ciapp”,, Mica scherzavo, nella sua eterna striminzitudine aveva un accenno di pancina e anche di gote. Abbiamo fatto insieme un bagno di cinque minuti poi aveva freddo, che cosa vuol dire non avere carne addosso, l’acqua è un brodino, non ne uscirei mai. E’ sparito, ma mi hanno detto che fa così, compare per un bagno e se ne va. Ai tempi era in spiaggia tutto il giorno, inseparabile dal suo borsello. Un’apparizione… finora in effetti sono stata così con Chiavari…. “a volte ritornano”… se penso che ho voglia di mare, se penso di riposarmi, se penso di stare tranquilla, io cerco di tornare qui, dove sono stata “intensamente” da ragazza, dove ho passato ogni giorno di vacanza, estate inverno, per sei anni dai sedici anni in poi. Rapporti “veri”, rapporti “vacanzieri”, persone con cui sono stata bene, e che si ricordano anche loro di me come io di loro.
La finestra sul mare
Seduta sul letto vedo il bordo della finestra ed il mare. Se mi affaccio, il lungomare, la spiaggia, le file di ombrelloni blu, e l’acqua trasparentissima, mare mare mare, e a destra i monti di Portofino e Santa Margherita. Un grosso yacht davanti a Portofino, forse comprando Novella 2000 si saprebbe di chi è…temo che sopravviverò anche non sapendolo. Piuttosto mi viene in mente A., uno degli amici dei Bagni di un tempo, fisico striminzito, e fisico anche per laurea universitaria, in pieno possesso delle scibile umano, nelle giornate limpide come questa al mattino presto diceva “ si vede Capo Mele”, nella Riviera di Ponente, Laigueglia. Non gli davo molta retta. Poi sono stata a Capo Mele, e mi hanno detto che si vedeva Sestri Levante, e anche la Corsica. Un giorno dovrò andare in Corsica a verificare! Di Alberto mi è venuta in mente un’altra cosa… I Frati gli avevano affidato il riordino dell’Osservatorio di Chiavari ed un giorno mi aveva invitato a visitarlo. Me lo vedo ancora magrissimo che mi vola incontro, saltando giù da un mobile alto che stava spolverando, dentro una tonaca con mille bottoni abbottonati, che si è sollevata un po’ nel volo. Poi mi aveva redarguito perché avevo camminato troppo pesantemente nei pressi del sismografo. Non si è mai sposato.
8 luglio - Arrivo
Un viaggio incredibilmente puntuale. Per obliterare il biglietto alla stazione di Milano avevo dovuto tentare presso diverse macchinette. Quando il treno è partito hanno elencato le diverse fermate, un po’ più tardi hanno rifatto l’elenco aggiungendo Sestri Levante… mi sono immaginata processioni di passeggeri in ansia alla carrozza 9 dove il capotreno dicevasi arroccato.
Col sottopassaggio, valigia con rotelle, siamo sbucate sul lungomare, tutto cambiato da quindici anni fa che già era tutto cambiato da quindici anni prima. Il mare si è allontanato, una volta arrivava fin quasi sotto la passeggiata. Un signore coi capelli bianchi faceva pascolare un coniglietto bianco nell’aiuola. Forse da giovane coi capelli neri pascolava coniglietti neri. Ci siamo incamminate verso la pensione, ovviamente all’estremo opposto della ridente località marina, e chi ti vedo, il mio collega G, quello di fronte di scrivania, l’unico interista sorridente, quello che mi aveva dato il nome della pensione, ci stava venendo incontro appunto sorridente con la solita faccia da scemo che hanno gli uomini appena si tagliano i capelli dal barbiere (lo scrivo perché tanto glielo dico già sempre).
C’è chi dice che Chiavari è piccola, io sostengo da sempre che è lunga. Il primo giorno l’ho percorsa non meno di cinque volte.
Il carrugio è diventato peggio di via Montenapoleone. Tremo per mia figlia. Che non gli venga la parola shopping. Speriamo che il tempo resti bello come adesso.
Questo purtroppo non lo potrò fare perchè la sabbia non c'è, che io mi ricordi ci sono sassi e ghiaietta. In tanti anni che sono stata a Ch iavari non ho mai trovato una conchiglia, però mir rifacevo con i vetrini colorati, pregiatissimi quelli turchesi e rossi. un'orgia di conchiglie l'avevo invece fatta a PortoSamGiorgio, madreperle, composite.
ITALIA GERMANIA 2-0
leggete QUA
Io i giornali li leggo alla sera quando ormai sono quasi storia... comunque pare che oggi sia comparso qualche articolo in cui si richiama l'orso Bruno, e l'orso simbolo di Berlino.
