AMICIZIA.
Per effetto dei commenti al post di oggi avrei voluto parlare di amicizie e di amicizia, invece mi accorgo di non essere pronta.
Mi accorgo che è un sentimento così complesso, per certi versi più dell'amore.
Mi accorgo che mi ritengo amica di alcune persone, per ognuna delle quali provo un sentimento diverso. Posso parlare della stessa cosa ad ognuno di loro, ma lo faccio in modo diverso ad ognuno di loro.
Mi accorgo che un amico sincero non ti blandisce ma ti mette in discussione.
Mi accorgo che l'amicizia ti può far soffrire profondamente, anche se magari non ti sconvolge tutta la vita come un amore che finisce.
Mi accorgo di sentirmi stringere dentro per la sofferenza di un amico, e sentire il trasporto, il desiderio di far sì che possa essere felice, come fosse amore, ma non è amore.
Mi accorgo che quando mi sento solidale e in sintonia, e mi sento di dire: ci sono, ci sono poi davvero sempre.
Altre cose per ora non so. Oh sì, da poco so un'altra cosa, mi ha illuminato mio figlio chattando sere fa. Dovrei cioè imparare a essere contenta di quello che gli altri sono in grado di darmi. In poche parole, senza farmi un film di come mi piacerebbe fossero le cose, che sarebbe il modo preciso per restare delusa. Questo nell'amicizia, ma anche nell'amore non farebbe male tenerlo presente.

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UNHAPPY HOUR Compleanno di mia cognata, festeggiamento con happy hour in un posto vicino a casa sua. Le ho preso in regalo una borsa estiva di una tonalità verde che non mi piaceva per niente, suscitando infatti il suo sincero entusiasmo. Ci credo, che fosse sincero, perchè è arrivata con una giacca di pelle verde pisello chiaro, e sotto aveva una camicia bianca con disegni verdi. La voglia di andare era poca, ma ho pensato che, anche se non era il top, magari per the Princess era meno triste che passare il sabato sera in casa, dopo il 405esimo lasciamento col ragazzo, questa volta pare definitivo. Giovedì sera lei gli aveva coraggiosamente dichiarato che non intendeva vederlo mai più, almeno finchè la cosa non le sarebbe passata, ma poco dopo ha dovuto prendere appuntamento con lui alle sette e mezza del mattino di venerdì perchè il portafoglio con l'abbonamentoATM era rimasto nella sua macchina.
Un locale, con aria vagamente esotica, aperto da poco un po' in periferia su una strada larga con elevato passaggio di auto, mi sono chiesta quale poteva essere la fauna che lo frequentava in ora più tarda mi dava un po' quell'idea lì. Forse in precedenza era l'officina di un meccanico. C'era un ingresso piccolo dove ti indirizzava il buttafuori, in questo caso di Milano semideserta si era trasformato in un buttadentro - perchè dovessimo entrare da lì, me lo sono chiesta, visto che erano aperte tutte le vetrate della facciata davanti. Già la presenza di un buttadentro/fuori mi reso un po' perplessa, ma forse c'è perchè non è una zona di abitazioni e di passaggio pedonale. Comunque il posto non era brutto, non dava quell'idea di chiuso che detesto dei locali, anzi era praticamente all'aperto ed era consentito quindi fumare. Io non fumo.
Abbiamo ordinato, solo che lì non è che ti andavi a servire, portavano loro ciotole e piattini. Arrivava il cameriere dello Shrilanka che ti diceva "zinque" e tu dovevi dargli subito i cinque euri della consumazione. Vino bianco Zinque!, Campari Orange Zinque! Sex On The Beach Zinque! "Cos'hai ordinato?!" Il collettivo femminile di amiche di mia cognata era tutto in solluchero davanti all'ordinazione della Princess. Inizialmente eravamo 12 elementi dotati più o meno di femminilità e ben 2 elementi di supposta mascolinità. In un buon numero hanno voluto assaggiare il Sex on the Beach di mia figlia, e mi sono chiesta in base a cosa pensassero che le facesse piacere che tutte loro emerite sconosciute bevessero dal suo bicchiere. L'aspetto, il colore, il profumo, mi ricordavano un bagno schiuma. Io vado tranquilla sul mio Campari Orange, soprattutto ora che ho imparato come si chiama, non so mai cosa ordinare, e non amo gli alcoolici. E nessuno lo voleva assaggiare perchè non era forte. Con una così vasta rappresentanza femminile in più o meno singletudine, mi sono fatta delle domande, nel caso che io decidessi infine di scindere la mia vita dal capofamiglia ai soli fini anagrafici.
Verso fine serata eravamo diventati 15 a 4.Neanche con tanto campionario il capofamiglia si è dimostrato attratto da nessuna. Nel frattempo era scoppiato un temporale e nel locale entrava il rumore dello scrosciare dell'acqua portato da folate di vento. Sono stata lì a lungo, troppo a lungo con la schiena girata verso l'apertura.
Alle 4.43 del mattino non riuscivo più a dormire, è arrivato anche il micio a mordicchiarmi perchè dovevo girarmi sul lato sinistro, e ho realizzato che ero tutta indolenzita. Ho anche realizzato che c'era solo il micio e non la micia, ed il dubbio è sempre che sia rimasta chiusa in un armadio. No, ieri notte quando sono andata a dormire non ho aperto armadi e mi guardavano tutti e due dal tavolo.
Mi sono alzata perchè nel letto stavo troppo scomoda, era ancora buio, Il cielo era sereno con le stelle, e si sentiva qualche uccellino da chissà dove. Ho preso un Nimesulide. Ma non mi ha ancora fatto effetto.
Forse sto camminando all'indietro, non so se è sbagliato o meno. Non so, forse uno deve trovarsi andando avanti, io invece è un po' che faccio il gambero. Sto andando a ritrovarmi. Ci sono cose che facevo e che non ho più fatto. Mi assordavo con la musica, per esempio. Poi i dischi non si sono usati più. Poi il giradischi non funzionava più. Poi c'era la stanchezza e la televisione. E allora ho letto poco. E allora non scrivevo più. E allora non pasticciavo più sui fogli da disegno. Ho sempre rimandato a dopo... dopo. Quando i figli crescono... quando.
ADESSO E' DOPO.
Mi accorgo che non ho lacune da colmare, ma oceani. E il tempo adesso mi sembra troppo poco.
Non sono un mostro di cultura, sono un raffazzonamento di cose che mi hanno incuriosito e mai approfondite. Troppe. Ci sono quei cervelli che immagazzinano rapidamente di tutto. Il mio immagazzina, mescola, le cose ci dormono dentro, escono a sensazioni. Non sono mai certa di nulla, mentre tutto mi sembra.
Così tanto per gradire oggi mi sto approvvigionando di Vivaldi e Tschaikowsky ... ho lanciato qualche maledizione all'ordine e alla natura delle consonanti del caro Pjiotr Iljitsch ma alla fine le ho domate, giusto quando pensavo di arrendermi e cercare Borodin, senza acche cappe e vudoppi. Ho giocato d'astuzia, ho impostato Patetica, e poi ho copiato.

Sarà la primavera.
Sarà l'autunno.
Vorrei sentirmi innamorata.
Un'ondata di tenerezza.
I coccolezzi, diceva una mia amica un po' siciliana un po' romana, non so se fosse un vezzo suo o un modo di dire di là.
Invece niente. e non è che son cose che ti puoi inventare.
O forse sì, ma allora si chiama malattia.
Chiederò ai miei gatti se facciamo cambio.Ma non so se gli conviene.Per me non accettano, mica sono scemi, sono felini.
SolitudineCosa che non faccio spesso, oggi sono andata a mangiare da sola nell'intervallo. Uscendo mi sono accorta di avere lasciato il badge in ufficio e, quando sono ridiscesa, non ho avuto voglia di raggiungere gli altri al Self Service. Già amo poco quel posto, quando se ne esce si sa tutti di lasagna, andarci senza neanche seguire il gregge...Sono andata al baretto, mi sono seduta ed ho preso un panino, e una spremuta d'arancia. Penso sempre che mangiare da soli e per di più seduti sia triste. Invece no. La Paola del bar, che abita dalle mie parti, mi parlava della nuova esselunga che devono aprire. Non me ne importava nulla, ma ho apprezzato la familiarità. Il socio milanista del bar- se non erro i soci sono ben assortiti, un milanista, un interista, un juventino, servizio completo per il clienti, sia che voglian conforto sia che voglian pigliare per i fondelli, hanno il tifoso ad hoc - serviva i caffè col collo avvolto in una sciarpa del Barcellona, dono del giorno di un cliente affezionato, mooolto affezionato. Mi sono assorta nei miei pensieri, ma se dovessi dire quali fossero, non saprei dire bene. Il mio amico denominato l'Impaziente, quello con cui ogni tanto c'è qualche scazzo, la parola non è bella ma trovo sia quella che rende meglio gli aggiustamenti tra i nostri caratteri molto simili, mi dice sempre tante cose cui inizialmente mi ribello poi penso che alla fine ha ragione, mi conosce meglio di quel che voglio ammettere. Mi dice che devo imparare a star bene con me stessa, ed io gli dico che sono abituata a stare da sola. Ma ha ragione, non è la stessa cosa, un conto è la solitudine obbligata un conto è la solitudine per scelta. Devo imparare a vivere la solitudine obbligata e sfruttare le risorse che ho dentro di me, che poi non sono neanche poche, invece di lasciarmi andare allo sport preferito, la sega mentale con conseguente rotolamento in lacrime sul divano. Però pensavo che stavo migliorando. Speriamo. Capita di rado, e non più tutti i venerdì sera all'inizio del week end. Poi, le ultime volte che ho pianto, ero in piedi in cucina. Nel bar stava suonando Penny Lane, forse avevo dimenticato ancora una volta che intanto era passata una trentina d'anni.
Ieri sera naturalmente non poteva mancare "Bella ciao" e mi è tornato alla memoria, lontano lontano, che non si poteva cantare o ascoltare in presenza di mio padre, " si irritava". E poi quando la mia compagna Patrizia mi portoò da ascoltare il 45 giri di Lotta continua, mio padre fece irruzione nella mia camera urlando che in casa sua c'era pace e non lotta continua.
Di pace non ce n'era poi molta, con le separazioni sue con la mamma, e il correre a casa di mia sorella che beveva.
Mio padre resta nel mio ricordo con un affetto e una stima profonda, giusto e onesto come nessuno. Lo ricordo nella sua poltrona pochi giorni prima che morisse. "Sono stanco" mi aveva detto, ed eravamo stati un po' in silenzio, e poi " Sei l'unica per la quale non sono preoccupato".
Vorrei tanto parlargli ancora parlargli adesso, mi fiderei di tutto quello che mi direbbe.
Invece, nel mio piccolo, il 25 aprile coincide con l'inizio della abbandono della casa dei genitori per iniziare la mia vita da sola, il 25 aprile 1980.
Un'esperienza durata poco, perchè in giugno abbandonando i miei sogni d'amore romani iniziava la convivenza con l'attuale capofamiglia ai soli fini anagrafici.
Col senno di poi, i sogni bisogna cercare di realizzarli.
Di quel breve periodo ricordo che un po' mi mancava che nessuno mi facesse menate per gli orari, e di non dover rendere conto a nessuno.
Adoro il silenzio, ma lo temo.
Miracolo a Milano - anzi in provincia.
Stasera sono uscita col capofamiglia ai soli fini anagrafici ...
Tra i compagni del corso di scrittura dell'anno scorso con cui sono rimasta in contatto c'è I, una persona favolosa (sono favolosi anche F ed S, e Vì anche se frequentava in un altro orario, sono persone che ho care e non lo dico perchè so che mi leggono qui :-P) I suona, canta, compone canzoni, scrive testi, musica poesie, oltre ad essere, ritengo, un buon marito e padre ed ad avere un lavoro impegnativo (non so come ce la faccia a far tutto). E credo che sotto la "rude scorza" sia anche una persona dolcissima. O per lo meno questa è la sensazione che mi è sempre arrivata.
E' da un bel po' che volevo andare a sentire qualche spettacolo del suo gruppo di ex sessantottini ricostituitosi da qualche anno, ed I coscienziosamente mi teneva informata ma tra tutti non si riusciva mai a combinare. Spesso erano però occasioni in cui suonavano un solo pezzo, il clou era questo, con i canti della resistenza, uno spettacolo completo. Morale, S è riuscito per il rotto della cuffia ad andare sabato, e stasera c'era una replica in un altro comune vicino a Milano, ma non ho trovato nessuno che mi accompagnasse. Non mi piaceva l'idea di avventurarmi fuori Milano di sera per zone che non conosco, soprattutto per il ritorno. Così nel tentativo di arruolare la figlia come compagna, non ho potuto non dirlo al capofamiglia. La figlia ovviamente ha glissato... così siamo rimasti i due piccioncioni, come ha detto S.
Lo spettacolo meritava, come aveva anticipato S sono veramente bravi, belle anche le canzoni che avevano scritto e composto loro. Da "La Staffetta" scritta da I
" E provate voi gente normale
A tentare ogni giorno la sorte
Senza mai imbracciare un fucile
A guardare negli occhi la morte "
Non è stato scontato come sotto sotto temevo, nè noioso come forse temeva chi non mi ha accompagnato. Bello anche perchè traspariva il divertimento l'affiatamento del gruppo. E il pensiero che quelli del '68 siamo noi coi capelli che ingrigiscono...
E anche con il capofamiglia è filato tutto nella norma... siamo arrivati puntuali, non ha fatto le solite deviazioni, ha perfino imboccato l'autostrada sostentendo l'esborso di un euro e qualcosa. Era presto e mi sono seduta vicino all'ingresso su una poltroncina lato corridoio, per potermi muovere liberamente per salutare I. Però non vedo più il capofamiglia....si era seduto nella fila dietro, lato opposto, per non ingombrare chi arrivava, ha detto. Morale ho dovuto raggiungerlo io: abbiamo assistito allo spettacolo con una poltrona libera tra noi due e senza dirci una parola. Nella norma, appunto.
Al ritorno le solite devianze stradali: imbocca la strada sbagliata, "Ma puoi aiutarmi" "Ma l'aiuto te lo avevo dato, ti avevo detto di tornare indietro che era sbagliato, ma tu indietro non ci torni mai" "Bell'aiuto" .
Allora pensavo: in fondo questa persona mi sta sopportando dal 1980, nel bene e nel male è ancora qua. Se avessi dovuto contare sui " nuovi acquisti" ... avrei dovuto andare da sola, o non sarei andata neanche questa volta. In fondo lui è disponibile, sembrava anche contento che fossimo usciti.
Il problema sono io. Il silenzio che una volta era suo è diventato anche mio. Ho parlato solo della strada da fare e di dov'era lo spettacolo. Non gli ho raccontato nulla di I, cosa rappresenta I per me, del corso di scrittura etc.Non mi viene infatti da raccontargli nulla dei miei amici, dei miei progetti, di quando sto male dentro, quando sono serena. Non è un problema non raccontargli nulla, non mi chiede mai nulla. Quando ho cercato di dirgli di noi due, non mi ha preso sul serio.
Tanti blogger mettono nei loro post testi di canzoni.
E' una cosa che mi mette un po' a disagio, mi sforzo un po', poi "salto".
Innanzitutto perchè l'inglese lo so un po' più che scolastico (per scolastico intendo il biennio del ginnasio, risaliamo al mesozoico).
Ora va bene fare il blogger, ma già una volta per capire Sifossifoco sono andata a rileggermi un canto della Divina Commedia. Non ho mai usato tanto come adesso i vocabolari (notare il plurale) da quando ho finito di studiare.
Poi, il mio aggiornamento musicale è scandito da quello che mia figlia scarica su Itunes, dai Red Hot Chili Peppers alla nostalgica "il coccodrillo come fa" .
Difficilmente ricordo i titoli, figuriamoci se riconosco i testi.
Difficilmente mi sono soffermata a distinguere le parole, anche per i testi in italiano, la voce si mescolava alla musica era un tutt'uno, mi piaceva così, non avevo bisogno di più.
Giusto dell'amato ineguagliabile Faber mi sono fermata a leggerne un po'. E "sei nell'anima" che mi subbuglia dentro, chi l'avrebbe detto. E "convivendo" che mi faceva scendere le lacrime un paio d'anni fa, mentre guidavo, vacanza silenziosa d'agosto, tra le colline. Quando ne ho cercato il testo, non ci ho capito niente, no, sarò onesta, povero Antonacci, mi ci sono messa con impegno, qualcosa ho decodificato.
Come logica conclusione... ecco il testo di una canzone stupenda, che non so come fare per farla sentire qui (abcdnews mi fai un corso? vengo da te la domenica mattina alle 7, adesso c'è meno nebbia, va bene?) ma tanto la conoscono tutti.
E' dolcissima, è semplice...come quello che vorrei tanto, sembra semplice invece è così difficile.
Perfect Day - Lou Reed (dal film Trainspotting)
Just a perfect day
drink Sangria in the park
And then later
when it gets dark, we go home
Just a perfect day
feed animals in the zoo
Then later
a movie, too, and then home
Oh, it's such a perfect day
I'm glad I spend it with you
Oh, such a perfect day
You just keep me hanging on
You just keep me hanging on
Just a perfect day
problems all left alone
Weekenders on our own
it's such fun
Just a perfect day
you made me forget myself
I thought I was
someone else, someone good
Oh, it's such a perfect day
I'm glad I spent it with you
Oh, such a perfect day
You just keep me hanging on
You just keep me hanging on
You're going to reap just what you sow
You're going to reap just what you sow
You're going to reap just what you sow
You're going to reap just what you sow
Una cosa che odio. Anche se ne apprezzo il forte impegno sociale e civile.
La colazione del capofamiglia ai soli fini anagrafici comprende uno yogurth, che deve essere preferibilmente contenuto in vasetti di plastica riciclabile. Pare che a volte io abbia acquistato delle marche che non avevano il simbolo di riciclabilità sul contenitore. O era un'osservazione pungente perchè butto il vasetto di quelli che mangio io nella pattumiera normale sono un verme, lo ammetto.
Insomma, alla mattina c'è anche questo rito: si tolgono con attenzione dal vasetto i residui della copertura di alluminio, lo si risciacqua, lo si asciuga e lo si butta nel sacchetto coi ricicli della plastica, sul balcone. Cosa c'è di male? Assolutamente nulla, fa benissimo, è PERFETTO.
Detesto la lentezza dei movimenti, detesto il tempo che ci mette a compiere queste operazioni con cura avendo un'opportunità in più per criticarmi.
Quando per far fronte a tutto è una vita che devo sempre coordinare un po' di cose insieme progettando intanto le successive, e sono sempre indietro, e devo fare tutto in modalità "un colpo al cerchio ed uno alla botte".
Infatti sono stanca e da quando ho deciso di dedicare il tempo anche a quello che mi piace l'ordine della casa è degenerato parecchio. E saremmo tutti adulti o pressochè tali.
Di solito dormo con la porta aperta, sono leggermente claustrofobica. Appena posso spalanco le finestre che il capofamiglia ai soli fini anagrafici immediatamente richiude, quando fa freddo, e quando non fa freddo le richiude lo stesso. Comunque con la porta aperta i gatti vengono a darmi il buon giorno, ognuno ha il suo rito. La micina fa il giro sul cuscino intorno alla mia testa, poi comincia a "fare la pasta" sul mio decollete polpastrellosa e pungente, poi si accoccola con la testa sotto il mio mento, spinge un pochino per essere bella aderente e le fusa mi rintronano le orecchie. Il micione arriva, le sue fusa sono con il silenziatore, è stato malatissimo da piccolo è un gatto un po' difettato ma gli vogliamo bene così, e mi si sdraia contro sul lato sinistro. Se io sono girata sul fianco destro mi mordicchia, mi giro ed allora à tutto ok. Dopo un pochino se ne vanno. Sono le cinque di mattina.
Ora io mi chiedo.
E' una giornata splendida di sole.
Sono in casa quando il resto del mondo probabilmente se lo sta godendo.
Con questo spirito, nonostante la tristezza che già mi tallonava, riesco a ritrovare la forza di volontà di affrontare un altro mucchietto di carte, e mi metto a giocare alle figurine.
Bolli auto là, ricevute della posta per i rifiuti campagna e Milano lì, canoni tv là, multe lì....
PERCHE' arriva un micio che lascivamente si sdraia sulle carte, e una micia che mi passeggia su e giù sul tavolo strusciandosi e fermandosi alla fine ordinatamente seduta naso contro naso, e così la vedo tutta strana da dietro gli occhiali, e anche lei mi scruta e annusa queste cose di vetro trasparente...e mi fa anche un po' di solletico. Perchè?
P.S. delle ore 18.54... perchè dovevano avere già fame...
Ho preso le ferie perchè dovevo assolutamente staccare con l'ufficio e perchè volevo fare un sacco di cose in casa, con calma, senza assilli. Mi sto sentendo così poco assillata che mi sembra di avere dei ritmi da bradipo, i giorni di ferie finiranno e sarò al punto di prima. Come tutti i miei propositi...
Oggi non va.
Non va proprio.
Nonostante i gatti.
ORA HO DUE GATT. A UNO GLI HO FATTO TOGLIERE LA O E ALL'ALTRA LA A.
Comunque la micia appena finito l'addormentamento dell'anestesia e dopo aver mangiato un boccone ha ripreso subito energia. Stranamente l'altro micio non la ignora: quando era stato operato lui, lei non lo riconosceva, forse per gli odori di medicinale.
SARA' ANCHE MOLTO DIFFICILE
MA DEVI ESSERLO!
Ho portato la gattina dalla veterinaria, me l'hanno fatta lasciare lì. E così devo aspettare a casa e tornare nel pomeriggio quando si sarà svegliata dall'anestesia. La mia piccina, tante volte quando sono al pc si accoccola sul tavolo contro di me e appoggia il mento sull'avambraccio sinistro e chiude gli occhietti RRRRRRRRR! Tutta un'altra musicalità rispetto a quella notturna del capofamiglia ai soli fini anagrafici.
Credo che mi capisca chi ha avuto o ha animali... ma da quando ho i due gatti mi sembra di avere meno scompensi affettivi. Meglio che col cane, il cane mi adora ma è passivo, suddito. La gatta che avevo prima, bellissima, quella che fa capolino da sotto il letto nella mia fotina, mi trattava con sufficienza, è sempre stata sussiegosa, una statua di marmo felina in appartamento,e in vacanza una micia cacciatrice che catturava i topolini in giardino e li perdeva, vivi, in casa: però si considerava perfetta lo stesso.
Ma questi due qua sono fantastici. Coccoloni q.b, disastrosi q,b, si inseguono, giocano e partecipano a qualunque cosa io faccia, rendendomela impossibile, scrivere, attaccare bottoni, anche fare i pacchettini da natale per loro era stata un'orgia di cordini e scricchiolii di carte. Siamo insomma buoni amici, io briccona quanto loro.
BASTA SFOGHI ORA SONO A CASA.
Cercherò di fare ordine dentro e fuori.
Domani devo portare a far sterilizzare la micina. Povera, ieri ignara saltava dietro i moschini sul prato.
Non è che mi faccia prendere dalla dispute, mi ci trovo in mezzo.
Detesto discutere e convincere gli altri. Mi piace il confronto di idee, che è diverso: poi uno ci pensa su e semmai cambia, e se non cambia comunque è arricchito.
Mio fratello aveva serie difficoltà a muoversi, mia madre non voleva lasciarlo solo al lago, lui voleva stare solo al lago, avevamo pensato di venire tutti a Milano, il marito guidava l'auto di mio fratello. li lasciava a casa della mamma scaricando i bagagli, io con la mia e la Princess venivo a casa dopo aver chiuso la casa là. Ieri notte mio fratello che non vuole essere legato e non vuole mai far programmi (legando di fatto tutti gli altri, per quanto riguarda per esempio la presenza in vacanza con la mamma) aveva decretato che avrebbe deciso stamattina, in base a come stava. La decisione delle 9 è stata "Si parte tutti" - ok, dopo mangiato. Alle 10 e mezza mi chiama, dice che ha deciso di stare solo al lago, di fargli la spesa per due giorni e di portare via la mamma che lo infastidisce. Dico a mia madre di venire via con noi, e lei giustamente rifiuta non volendo abbandonare, pur novantaduenne, il figlio malandato. Io sono in mezzo. Non posso dirle "Gli rompi le palle" e lui non la vuole lì e lei non si convince. Lui la faceva semplice: "Portatela via voi". A me viene l'angoscia. Ho deciso su due piedi di andarmene, chi c'era c'era, dopo aver messo tutto a posto in casa, pattumiera buttata compresa.. Mia madre ha trovato un nipote che tornava a Milano alle 14.30.
Mi chiedo se è normale alla mia età non aver ancora trovato equilibrio in famiglia. Me lo chiedevo già in uno dei miei primi post natalizi. Fa sempre parte del mio stato mentale illegittimamente adolescenziale? Diventano vecchi si torna bambini, e io nel mio cammino all'indietro sono adolescente.
P.S. A parziale giustificazione del comportamento di mio fratello, devo dire che mia madre è totalmente ansiogena, continua a dirti cosa devi fare nonostante le nostre rispettive rispettabili età e l'unico modo di farla smettere è dargliela vinta, ovviamente poi ricomincia con qualche altra raccomandazione. Quando è a Milano le cose vanno meglio perchè sta al circolo a giocare a carte.
Meno male che oggi torno a casa.
Ieri sera a tavola mi sembrava che i volti di marito madre fratello assumessero i contorni di maschere grottesche, le cose che dicevano, sempre le stesse. Sentivo dentro di me un rancore rattrappito che voleva estendersi allungarsi ed essere urlato. Ma non potevo, formalmente, non c'era un motivo.
C'è, detesto l'arroganza, la mancanza di gentilezza nei modi, detesto la melliflua gentilezza di quelli che ti fanno le domande per dimostrare che sei solo stupida. Mi sento fatta a fettine e non so difendermi. Mi mettono sempre in mezzo alle dispute, come fossi onnisciente e onnipotente, mentre non sono niente.
Ieri sera, con tutta l'autorità possibile di madre, ho ingiunto alla Princess che non sarebbe uscita, in tutte le vacanze non l'ho vista aprire un libro, e le ho chiesto due volte di apparecchiare la tavola, che era già tutto pronto lì, e non l'aveva fatto. Naturalmente, immersa nei quiz del milionario insieme a tutti gli altri, non mi aveva sentito...
In serata - odio "castigare"- le ho detto se vuoi esci, però domani mattina non ti scolli dai compiti. E lei No, ma io stasera non avevo voglia di uscire. Ecco perchè era stata così condiscendente alla punizione, da commuovermi quasi...
Ho fatto un paio di disegni a carboncino, sono riuscita a trovare su un giornale un primo piano femminile poco sofisticato ed ombreggiato, ed un minuscolo nudo di donna in riva al mare. Il nudo, ingrandito, non mi è venuto tutto sommato male, il volto invece per nulla somigliante alla foto ma visto nell'insieme non male neanche quello. Ma credo che col carboncino qualunque cosa riesca piuttosto suggestiva. La cosa bella è che la Princess ha voluto provarci, ed era bello stare insieme a pasticciare, ed anche a lei è piaciuto. Mi ha dato perfino un pezzo del suo uovo di Pasqua.
Qui le cose vanno così, mia madre è ansiosa, non sono partiti ieri perché mio fratello ha malissimo a un piede, non riesce ad appoggiarlo, gotta dice e continua a prendere colchicina. Naturalmente voleva prendere anche un antidolorifico, avevo "solo" il mitico aulin, l'optalidon, il paracetamolo e l' indometacina, prescrittami a suo tempo per il mal di testa, e che aveva tra le indicazioni anche gotta. No, aveva bisogno di un antinfiammatorio. Gli ho detto che c’era scritto antinfiammatorio. No, ha bisogno un cortisonico. Io i cortisonici seguendo i consigli della pediatra ho sempre cercato di evitarli. E allora continua a lamentarti.Non vuole stabilirsi nella stanza per evitare di fare le scale. Continua a trascinarsi tra su e giù appoggiato ad una sedia. Sale le scale a quattro zampe e fa impressione con il suo pancione. Sentire un dottore no, vero?
Dimenticavo: una cosa bellissima di oggi, l'albero di prugne è tutto fiorito e profuma di miele.
Mamma: "Cosa c'è stasera alla tele?
Princess: "Le jene o Io non ho paura"
Mamma: " Ah Le Jene un film di paura|"
e questo mi riporta alla memoria tanti tanti anni fa la mia ineffabile mammina, passando davanti a un cinema dove davano Sindrome Cinese. "Qui c'è Sandrone il Cinese".
Meglio che non rida... non sono molto lontana...
Ho finito di leggere “Aperto tutta la notte” di David Trueba. Un piccolo libro divertente, affettuosamente “impostomi” da Primo Figlio… eppure ci ho messo un mese a leggerlo, evidentemente l’autobus alla mattina, la mia sala di lettura in direzione ufficio, andava troppo veloce.
E’ piacevole da leggere, mi ricorda un po’ Pennac, Benni… il quotidiano imponderabile di una famiglia. Personalità portate all’eccesso, in chiave umoristica, ma volendo si può anche rifletterci. Un nonno che parla con Dio, una nonna che ha deciso di non muoversi più dal letto, un padre soppiantato nel ruolo da uno dei figli, dodicenne, gli altri quattro di varie età, un critico cinematografico, uno bruttissimo, uno seduttore, uno scrittore, il più piccolo allevatore di pesciolini moribondi. Non posso fare un riassunto per non rovinare l’effetto sopresa, se qualcuno si ritrovasse questo libro tra le mani.
MA GLI ANIMALI NON SENTONO IL RITMO? Rock 'Round the Clock , Do You Remember Rock 'Roll Radio.. Io non ci resisto, neanche in cucina affettando le zucchine, meno male che non mi vede nessuno. Rimangono invece impassibili il mio cane ed i miei gatti. Le mucche invece farebbero il frappè?
Ho fatto bene a staccare da Milano, era il momento giusto. Di solito, e ultimamente di più, mi sento pigra a mettere in moto tutto l’ambaradan di una nostra partenza, che è di tutto rispetto anche per soli tre quattro giorni. E poi perché non ho voglia di trovarmi alla mercè delle lune di mio marito, che se prende e se ne va, se lo fa a Milano, chi se ne frega. Fuori città invece non so se è in giro per i boschi, se è già tornato a Milano con qualsiasi mezzo, insomma mi riempie di ansie,e poi sto male. Comunque, oggi come oggi, da agosto quando gli ho detto che era l’ultima volta che mi faceva una cosa del genere, penso di essere riuscita a raggiungere un buon livello di anestesia: basta che mi lasci le chiavi della MIA macchina, quando devo tornare torno e che si arrangi.
Mi piacerebbe improvvisare dire andiamo e uscire di casa con un borsino minimo e invece… Sabbia dei gatti, riso soffiato del cane, scatolette, spesa, libri di scuola della Princess, borsa delle scarpe, borsa di toilette, libri da leggere, la Colomba, insomma una marea di cose, quanto ad abbigliamento siamo parchi, ma non si nota.
Poi soprattutto quando si va nella casa al lago, non si sa mai cosa si trova perché ci passano diversi nuclei familiari, o meglio non si sa cosa NON si trova, ed è brutto arrivare e non trovare da farsi un caffè o neanche la carta igienica. Non tutti pensano che dopo di loro c’è qualcun altro…Infatti il problema principale nella gestione di questa casa è che è frequentata da single per di più anziani….
Adesso anche l’unico negozio di alimentari è chiuso… era un’esosa gestione familiare, quando i genitori sono stati troppo anziani il figlio, in paese dicevano avesse il vizio del gioco, ha cambiato diversi soci, poi la sua casa non era più sua, poi il negozio non era più suo, poi c’erano dei rumeni ed adesso è proprio chiuso. Poveri rumeni, che bell'affare devono aver fatto nel Bengodi italiano. La macchina è diventata indispensabile. Chissà come faranno le vecchiette che passavano con le gerle, saranno troppo troppo vecchie, o non ci saranno più, in effetti non mi capita più di vederle. Forse passano in roboanti fuori strada, novelle nonna Abelarda. Ora tanti rustici sono diventati villette appartamentini che credo si muovano nell’orbita del Golf. Non so, sono anni che vengo qua e sono riuscita a non frequentare mai nessuno se non gli zii. Qui non ne ho mai sentito il bisogno, di gente.
Ho svegliato quella nottambula della Princess, tra poco partiamo. I gatti hanno sventrato anche il cellophane della Colomba, si sono salvati l'uovo ed il coniglietto. Non hanno crisi affettive, evidentemente, ignorano almeno il cioccolato.
Mi è venuto in mente all' ultimo momento di invaligiare anche i carboncini, fogli da disegno acquarelli di pessima qualità e penneli spelacchiosi, le vestigia delle mie attività di un tempo e di quelle scolastiche dei miei figli.
Superbamente ho postato nell'album un paio delle mie opere, che ormai risalgono alla notte dei tempi. devo avere qualcosa ancora in giro tra le scartoffie ma ora in procinto di abbandonare per ben tre giorni la città, non ho tempo di rovistare. Questi erano in un piccolo album di tentativi insieme ai carboncini.
Al lago - o meglio, nei pascoli - cercherò di mettermi all'opera, ma il tempo sarà poco. Finchè ci sarà mia madre, sarà negativa come sempre lo è stata con noi figli:
- Hai proprio il tempo da buttare via
- Ma non sei stanca con tutto quello che hai da fare
- Sei proprio ancora una bambina.
E o sopporterò o aspetterò lunedì che se ne vada. Probabilmente aspetterò lunedì, perchè tanto finisce sempre che sono addetta alle cucine. O girò in notturna. E poi dovrò giocare a carte per far svagare mammà. E poi ci sarà una televisione a volume impossibile. Ecco, dimenticavo di prendermi qualche cd. l'amato De Andrè, Marley comprato ieri in edicola, Beatles bianco e Bregovic. E magari anche Bocelli. E il cd dell'espresso Punk e roll. Per i vari mutamenti d'umore.
Devo preoccuparmi?
Ho messo Shinystat perchè mi divertiva la faccenda delle chiavi di ricerca che avevo letto in altri blog, ho visto che evidenzia, un po' grossolanamente, anche le nazioni dalle quali ti leggono.
Mio figlio è partito domenica per Berlino, con un filo di tenerezza lunedì ho visto comparire lo spicchiettino "Germania".
Stasera invece nell'elenco dei nomi degli stati c'era un quadratino beige con la scritta "militare"
Ma cosa l'è quella roba lì, paese, militare ?! Da me ?!


buona pasqua vegetariana
o per lo meno lasciate che sia buona pasqua anche per loro
sono cucciolini con le loro mamme

Questo è quello che capita di vedere ultimamente dalla finestra del bagno (la prima foto) o dalla balconata della casa in zona Lago Maggiore. Queste foto le ha scattate la Princess in luglio. Capita al mattino presto o verso sera. Poco dopo lo scatto della foto centrale, è passata anche una volpe davanti ai cervi (li chiamo cervi ma potrebbero essere anche daini, non è che sia in grado di distinguerli, anche in paese parlano di cervi) ma la sua foto non è nitida.
Sarà circa tre anni che passano davanti a casa nostra questi animaletti, e per me fa bene al cuore, che siano vicino ad una casa e non spersi in boschi irraggiungibili. Nel senso che è dolce e bello vederli, sembra di essere nelle favole.
Mi fanno pensare che non è detto che il mondo ce la faccia a suicidarsi.
Che la natura riesca a riprendere il sopravvento e a tenere a bada l'uomo, salvando il pianeta?
Capita più spesso di vedere scoiattoli, e ho visto anche un picchio nero e rosso all'opera (non all'Opera, prima che qualche commentatore pestifero di mia conoscenza intervenga a precisare !!! )
Uno spettacolo in notturna che mi sono persa è stato il passaggio, sempre nel prato davanti a casa (la casa è prossima alla boscaglia, e c'è un ruscello alla fine del pratone), di un branco di cinghiali: mia figlia era uscita sulla solita balconata a fumare una sigaretta, era notte inoltrata ha sentito dei rumori e delle forme che si muovevano e poi sono tutte andate via di corsa, saranno stati una ventina di cinghiali. Mi sarebbe piaciuto vederli... solo dalla balconata ovviamente!!! Brrr!
Un sogno ricorrente di quand'ero bambina era essere rinchiusa in casa (la casa era quella grande meravigliosa che non c'è più, tra Baveno e Stresa, davanti alle tre isole, un giardino immenso) assediata dai lupi. Ora ogni tanto mi viene in mente, quando leggo che anche i lupi stanno tornando. Soprattutto nell'Oltrepò ci penso, la casa non è cintata. Questa "dei cervi" ha la cancellata.
Che ferie farò? Se riesco da domenica a mercoledì sul Lago Maggiore ad inseguire i gattini che sconfineranno dal giardino, domenica e lunedì con la mia terribile mammina e mio fratello manager in pensione che soffre della sindrome da mancato sottoposto, ed il resto dei giorni a riordinare casa, giovedì che viene la colf cercherò di sparire perchè mi mette a disagio che lei lavori e io non so dove mettermi, forse farò sterilizzare la micia che avrà avuto la sua prima esperienza nei due giorni precedenti. Spero di leggere tanto e dormire tanto. Che dormendo tanto riesca a tenere gli occhi aperti per leggere. Perchè adesso se mi metto a leggere mi addormento inevitabilmente e mi fa rabbia.
POST SCRIPTUM dopo alcuni commenti !! NON ILLUDETEVI IL PC ME LO PORTO DIETRO!!! non posso andare via senza portarmi dietro pagine bianche.