tiptop

per gli amici Cri, Tip, Top, TippeToppe, Tippete, Tippe, Cip Ciop, Crì Crì .... poi che ancora potrà venir fuori? Dimenticavo, il nick ancestrale è CORROSIVE VISION... mica male, mi piace!

Chi sono

Blogger: tiptop
Nome: CRI
tiptop, non ho molto altro da dire. Sono un disastro, cerco di sopravvivermi. Mi piace la vita: se ci si fa caso, sempre, ovunque, in ognuno, c'è un qualcosa degno di interesse, attenzione, affetto. Mi piace la gentilezza e la familiarità, detesto la volgarità e gli eccessi. Sono anche una "ladra" di foto dal web, non sono sempre scattate da me le foto dei post ... se qualcuno non gradisse il "furto", semplicemente me lo dica e io tolgo. E visto che mi hanno definito anche atipica, nonchè pragmatica: AVVISI: 1)TUTTI I COMMENTI STILE BEL BLOG PASSA A LEGGERMI VERRANNO CANCELLATI. 2)non mi piace mettere banner e riempire il template di cosi, evitate di chiedermelo.


www.flickr.com
This is a Flickr badge showing public photos from tippete. Make your own badge here.


Partecipano

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
BlogItalia.it - La directory italiana dei blog
mercoledì, 21 maggio 2008

MI CHIEDO

Ora qualunque fonte di informazione parla di ROM. Prime pagine, pagine locali ed anche terze pagine. Non so se per la pagina degli Spettacoli  hanno già fatto in tempo a girare sceneggiati, e non so se ci siano calciatori Rom.

Insomma... credo che di carne da mettere al fuoco (al fuoco, in senso figurato, preciso perchè visti i tempi un dubbio potrebbe venire) ce ne sia anche altra,  tra i problemi dell' Italia  - e se vogliamo del mondo- mica stanno tutti lì....già il tiggì ha fatto gli auguri di compleanno ad Al Bano..

Per esempio, come stanno le foreste dell'Amazzonia? Anni fa una capa tanta....  e adesso? Esiste ancora? Insomma, le notizie montano... montano.... la gente segue.... ma come si fa? Non si rendono conto delle conseguenze? Cioè, sì, se ne renderanno conto, appunto, c'è un gioco dietro, questo sarà un paravento, un pretesto, la cosmetica per altro...

postato da: tiptop alle ore 14:57 | link | commenti commenti Popup
categorie: civilization, cultura o pseudo tale
lunedì, 19 maggio 2008

BIGLIE

BIGLIE

 

La donna stende sulla riva del mare il telo di spugna con i colori del sole e vi si adagia,  sdraiandosi  sul ventre.

Le onde  sfiorano le punte dei piedi,  i ciottoli scolpiscono la pelle attraverso l’asciugamano, il viso appoggiato alle braccia allacciate: finalmente il sole, il salato, un sospiro di sollievo, gli occhi chiusi.

Dopo il primo momento di godimento, in fondo  è un po’ noioso star lì così. Appoggiata la testa al pugno, cincischia nella sabbia ghiaiosa, scava un po’. Qualcosa di liscio...una biglia, di quelle di vetro, con il dentro giallo.

 

 

Sotto i pini marittimi nella sabbia riportata,  tre ragazzini stanno costruendo una pista per le biglie.

Hanno il loro daffare. Il fratellino minore di uno dei tre fa apposta a camminarci dentro.

“Mammmaaaaaaa” si lamenta  il maggiore.“Guarda Enrico cosa ci fa!”

“Enrico,  lascia stare Filippo, vieni qui a fare le formine con la mamma.”

Filippo è biondissimo e parla con la erre molto pronunciata.

Una bambina appare accanto ai tre, ha il costume intero rosso e due occhi azzurrissimi.

“Posso giocare anch’io?”

I tre si guardano perplessi,  una femmina.

“Ma tu non hai le biglie”

“Si che ce le ho, ne ho tante.”

La bambina scappa via e torna con un sacchetto colorato.

 E i  ragazzini  con un cenno di intesa:

“Sai  giocare, vero?”

“Certo, e so fare anche le gallerie “

“Come ti chiami?”

“Elisabetta”

Elisabetta ci sa fare. Una bella impastata alla sabbia bagnata nel secchiello che  capovolge e sfila,  e pian piano con le dita inizia a scavare le aperture della galleria, una di qua e una di là,  delicatamente ne liscia le pareti  finchè  le due  mani  si incontrano.

“Visto? Prova a tirarci  una biglia”

“Però sei brava!” dice Filippo.

I ragazzi hanno un’idea, far girare la pista in modo che ci sia anche una sopraelevata che passa sopra la montagna.

“Ma il rettilineo è troppo lungo, si va fuori!”

“Qui c’è la curva parabolica”

Le mamme chiamano, bisogna andare a casa. Quando torneranno al pomeriggio,  della pista sarà rimasto poco, di sicuro qualcuno con noncuranza ci avrà camminato dentro, e il sole avrà sgretolato la galleria.

 

La donna riapre gli occhi, poco più avanti di lei un uomo, dal viso un po' allungato e dai capelli che sembrano  precocemente sbiancati,  chiama un ragazzino.

"Edoardo, forza, vieni ad asciugarti"

La sua erre pronunciata fa effetto in un adulto:  il papà? il nonno? 

Edoardo... che nome da dare a un bambino. Come fai con uno appena nato, piccino piccino,  a guardarlo e dire:  lo chiamerò Edoardo, è roboante, sembra un ringhio, più che un nome.

La donna si guarda le mani.  Adora le sue mani abbronzate,  lo smalto trasparente con riflessi madreperlati appena accennati. Sfiora sull'anulare sinistro un segno circolare e pallido, un solco lasciato  da anni di pressione, un solco coi bordi induriti. Chissà in quanto tempo sarebbe andato via. Pensò a se stessa ed al dito, destinati alla stessa attesa.

 

 

Elisabetta cammina  col retino lungo il pontile affollato di sdraio di  ombrelloni scrutando l’acqua.

Nei cespugli di alghe cresciuti sulla parete del molo  si nascondono i gamberetti trasparenti,  a volte perfino i pesci ago.

Sogna di catturare un cavalluccio marino, ma non ne passano mai.

Dalle crepe del muro  si affaccia qualche chela di granchio, ogni tanto un  pesciolino  solitario, lungo un paio di centimetri, passa scodinzolando sul pelo dell’acqua.

Una volta si era spaventata un po’ perché  camminando sotto il pontile, nella penombra,  aveva visto nuotare  una specie di anguilla che era riuscita a catturare,  ma un pezzo di coda era rimasto fuori dal retino e si era liberata.

I gamberetti erano i più facili, bastava passare la rete sulle alghe e qualcuno restava sempre dentro.

I pesci ago erano tutt’altra faccenda,  erano sottili e agitati,  bisognava essere veloci a passare dal retino al secchiello, un po’ come per  i pesciolini.

I  granchi invece non le piacevano, magari  pinzavano, mentre i paguri no, erano timidi, si nascondevano subito, funzionavano proprio  come le chiocciole. Però per prenderli bisognava andare verso riva, camminavano per terra, sott’acqua,  ma per terra.

Un bambino le chiede se può provare a pescare, ed Elisabetta acconsente porgendogli il retino.

“Però solo cinque minuti.”

Ma è antipatico e dispettoso,  non glielo vuole più ridare, e non è neanche capace di prendere niente, li spaventa e basta.

Elisabetta è irritata, e non sa più che fare.

“Adesso vado a chiamare il bagnino”

“E io  gli dico che il retino è mio”, dice l’altro.

Con i piedi nudi sul cemento arriva Filippo.

“Filippo, quello  non  mi ridà il retino”

“Perché non le ridai il retino?” Filippo si para  davanti al prepotente.

“Ma glielo ho detto, ancora due minuti e glielo rendo”

Elisabetta ora è felice, sta  pescando con Filippo, fanno tre tentativi per uno.

Non le importa se non si sta prendendo niente, ma almeno si va d’accordo.

“Sai che domani parto?”  dice lui

“Ma dove abiti? Mi dai il tuo indirizzo che ti scrivo?

“Va bene, ma a me non piace  scrivere.

“A me si... ti scrivo io.

Elisabetta corre in cabina a riporre il pezzetto di carta con l’indirizzo di Filippo.  Lo legge, lo rilegge e lo bacia:

“Io da grande sposerò Filippo!”

 

 

Non aveva  sposato  Filippo.

Poi, aveva avuto una storia.

E poi un’altra.

Aveva continuato a prestare il retino.

E a dire  “scrivo io”.

Ora invece  vuole solo  che il sole faccia  sparire  il solco lasciato dall’anello.

Vede due piedini fermi accanto  a lei.

“Edoardo, ho sentito che ti chiami Edoardo, la vuoi tu questa biglia? L’ho trovata adesso qui,  in riva al mare”

postato da: tiptop alle ore 15:37 | link | commenti (22)commenti (22) Popup
categorie: racconti brevi, corsi di scrittura/giornalismo
domenica, 18 maggio 2008

SPIOGGIA

dal balcone


postato da: tiptop alle ore 21:52 | link | commenti (5)commenti (5) Popup
categorie: natura, milano, fotografia

ZUFRIN, fiaba scenica - 1932 XI

Atto primo.
Si vede una grande soffitta, grande e squallida. Nella parete di fondo c'è una larga finestra, ma gli sportelli sono ancora chiusi; tutto rimane in penombra, e le cose hanno una loro aria addormentata,un po' fantastica.
Fiorello e Furetto dormono davvero, distesi su giacigli che sono appoggiati al muro, ai due opposti lati della stanza.
Il focolare è spento da gran tempo. La tavola, sotto la finestra, si annoia a non essere mai apparecchiata. Due sedie sgangherate si guardano di traverso, In un angolo è appoggiata e luccica una vecchia mandola. C'è una porticina sulla sinistra, chiusa.
A poco a poco una luce più chiara verrà di fuori, riflesso della neve sui tetti.
Il silenzio rimane teso per qualche momento,come un fredda nebbia.
Atto secondo
E' passato qualche tempo.
Ora siamo nella ricchissima saladi un  palazzo orientale, di pieno giorno.
Il fondo è occupato da uno svelto portico moresco, dal quale pendono lanterne a forma di pagode e di draghi. Al di là del portico, tre scalini più in basso, si stende il giardino, verdissimo, fiorito, sfolgorante di sole.
Vi è una porta a destra ed una a sinistra. Pochi mobili bizzarri, e una grande quantità di cuscini dai colori fiammeggianti, gettati un po' dovunque. Statue d'avorio,  elefanti di ebano, vetrine di ninnoli; fasci di enormi fiori gialli e bianchi in vasi di porcellana azzurraaa. Da un alto brucia profumi d'argento si innalza una colonnetta di fumo.
La sala sembra più sognata che vera, ed è più splendida che allegra.
Atto terzo
Siamo in un vasto piazzale del Parco Imperiale, già da tempo le torri del Palazzo Hanno suonato le nove. E' notte; ma alcune fantastiche lanterne diffondono intorno un blando chiarore, e su nel cielo splendono vivide le stelle, poichè non  ancora è sorta la luna.
Tutt'intorno si alzano alberi magnifici, - palme, muse, mirti, lauri - e fra l'intrico dei tronchi si aprono vaghi viali.
Sulla destra è una predella con un duplice rono rifulgente, coperto da un aureo baldacchino; un seggio è un po' più altro dell'altro.
Il piazzale appare deserto. Si odono musiche lontane e quasi perdute.
Epilogo
Siamo di nuovo nell'alta soffitta. Vigilia di Natale, verso sera.
A traverso i vetri della finestra si vede un turbinare di neve, che vela i tetti e le torri. Il cielo è smorto; a poco a poco si fa buio, Giunge di fuori un festoso scampanio - campane di Natale, vicine e lontane.
Fiorello e Furetto se ne stanno seduti su due giacigli laterali, uno di qua uno di là.

La fiaba in realtà è poesia. Non amo la poesia, non amo le poesie scritte in forma di poesia, ma la sento, quando si nasconde, e fa capolino, tra dolcezza sorriso e un filo di ironia... non ci si deve dimenticare che l'autore è toscano.
Su Giuseppe Fanciulli c'è scritto qualcosa qui.
Nulla di nuovo sotto il sole, nella trama, ma penso che nella semplicità non ci sia nulla di male.
Perchè semplicità non  necessariamente è banalità, e stupire non è un obbligo.
Credo che per chi scrive sia invece un obbligo suscitare emozioni.
Di questo libro ho sempre amato tantissimo le illustrazioni (che si possono vedere ingrandite a piacimento anche nel mio album di foto Flickr, qui a destra sul template), ci ho sognato tanto da bambina. Questo libro era di un mio cugino, e non so come sia capitato a me...io non lo avrei mai ceduto. Ma in famiglia mia non ho mai sentito tanto aria di letteratura. Giusto l'enciclopedia Treccani e la settimana enigmistica, con il forte sospetto che la prima fosse finalizzata alla seconda.

Due amici poveri in canna, Fiorello musicista incompreso, Stellina povera  merlettaia innamorata di Fiorello che li aiuta dimenticando in soffitta la borsetta, Mastro Padella il negoziante feroce e rintuzzato  creditore, il Gran Visir che innamorato da  cinquant'anni della sua bella ha finalmente terminato un madrigale per conquistarla e chiede consiglio all'ormai affermato Fiorello, il Mastro di Palazzo che invita Fiorello dall'Imperatrice, la cui principessa figlia è rimasta conquistata dalla sua musica e vuole sposarlo, ma se Fiorello  non si dimostrerà all'altezza morirà, e infatti fuggirà. Ritroverà la semplicità di sentimenti ascoltando la musica della cornamusa di  un pastore  e ritroverà anche Stellina che lo ha aspettato,   reietta nel periodo di fulgore.
Zufrin è lo spiritello della musica, che dormiva  nella mandola, si sveglia ed è disposto ad aiutare gli uomini solo se ne sente la purezza. Non aiuta Fiorello finchè vede nella sua mente anche l'ombra del desiderio di ricchezza, ma decide di intervenire per la forza dell'amore di  Stellina;  deluso, come sempre, dall'Uomo, non lo aiuta più e si riaddormenta quando lui, raggiunto il successo, rinnega l'amore per la ragazza, mirando alla mano della principessa. E tutto crolla addosso a Fiorello.  Insomma. un'apoteosi dei buoni sentimenti, compreso l'incrollabile sodalizio con il prosaico  Furetto nella buona e nella cattiva sorte,.
E qualche sorriso
 "A esser poveri non puoi aver brutte sorprese,tutt'al più diventi ricco"
E il successo del Gran Visir con la sua bella "maestà fui inondato di fiori"
"Mi par che abbiate addosso anche un po' di terra..."
"Per far più presto, dal balcone mi tiravano i fiori con i rispettivi vasi"

postato da: tiptop alle ore 11:09 | link | commenti (4)commenti (4) Popup
categorie: cultura o pseudo tale
sabato, 17 maggio 2008

serata di ieri

La serata di ieri non è stata affatto male... insolita nel suo complesso.
Senza contare che in ambiente per lo più vetero femminista, per lo più vetero, mi sentivo straordinariamente  fresca e bellissima, dovrei andarci più spesso!
Tre o quattro uomini dispersi qua e là... li immagino devoti alle compagne, uno spontaneamente non si spingerebbe li... un po' come i corsi di aquagym, che alla prima lezione si presenta l'unico iscritto, che sparisce per le successive 87 lezioni.
Serata di musica e lettura, inconsapevole mi sono seduta in prima fila, in una poltroncina straordinariamente stretta nella quale, ormai inamovibile, mi sono data un contegno tutta la serata. Ho anche cercato di fare foto con nonchalance e senza flash, non ho ancora la faccia tosta di quella che spiattella l'obiettivo nonostante tutto... non riesco a non pensare che a me dà fastidio, e quindi magari anche agli altri. Che invece di gente schiva schiva  mica ce n'è tanta. E quindi le foto sono così così, mi sentivo anche gli occhiali appannati dal calore animale, fuori pioveva e dentro nel circolo eravamo in un po'.
Le trombe, suonate anche contro e nell'acqua,  c'era una specie di insalatiera piena d'acqua e senza Clodoveo, ecco non mi sono mai sentita mirata da una tromba,,, che a poche decine di centimetri  mi scatarrava contro, e inspirava  e mugolava e sembrava la micia quando resta chiusa fuori dalle porte. No... la sperimentazione fonica non è per me.
Il duo di chitarre già più facile per le mie orecchie,  meglio ancora il pezzo composto dalla Mendelssohn per  pianoforte e adattato per chitarra e cantato da una soprano coreana tascabile.
Un autentico e grande  sollievo per l'anima, almeno la mia, il brano su cd  di un concerto per 4 archi  della compositrice de quo,  perchè la musica mi ostino a goderla quando mi dà una sensazione di armonia, e io sono un' istintiva di scarne conoscenze teoriche.
Aperitivo con pistacchi e la considerazione che i pistacchi son come le olive, ti resta il guscio in mano anzichè il nocciolo, che non sai dove mettere.
Cena... con tavoli apparecchiati sul momento, con ottimo risottino agli asparagi, una frittata boh con salsa rossa roat beef ed insalata, fragole con panna, Le nostre vicine di tavolo si sono aggrappate difendendola alla loro bottiglia di vino, che avevano pagato mentre una vetera del tavolo vicino chiedeva un bicchiere, pensando che fosse offerto dal mondo delle donne.
Sono stata benissimo con la mia amica  e ne  ho conosciuto una sua, che gentilmente si è offerta di darci un passaggio e invece aveva lasciato i fari accesi. Chissà se oggi, sabato, è riuscita a recuperare la macchina.

postato da: tiptop alle ore 21:11 | link | commenti (3)commenti (3) Popup
categorie: friends, cultura o pseudo tale
venerdì, 16 maggio 2008

nuntio vobis

che mio figlio ha trovato lavoro, a tempo indeterminato:


e lavorerà  qui...

postato da: tiptop alle ore 01:36 | link | commenti (17)commenti (17) Popup
categorie: events, family pack

Mendelssohn ...ma Fanny però

Domani dopo l'ufficio andrò alla Libreria delle Donne,  dove la mia amica Marcella presenterà il libro che ha scritto con  Adriana Mascoli sulla vita di una compositrice donna.
Non è il primo incontro, ma è il primo al quale  riesco ad andare.
Ho trovato un sito dove riportano la prefazione... che poi magari è lunghetta, ma si può sempre scorrere.
Al di là del fatto che ci abbia messo le zampe una mia amica, èun libro del quale sento il richiamo, e che ho voglia di leggere...ho  la sensazione che la storia sia interessante ed un po' diversa dal solito.
E  poi ci sarà anche musica, e si  mangiucchierà anche qualcosa.
Pare. Si dice.
postato da: tiptop alle ore 00:02 | link | commenti (1)commenti (1) Popup
categorie: cultura o pseudo tale
mercoledì, 14 maggio 2008

leggo

 

Sto leggendo  un libro, e, cosa che non mi succede da tanto, mi ci immergo.

Un libro che non credo sia molto noto,  non mi però sono interessata di appurarlo, di Francesco Recami.

Uno di quelli che mi ha chiamato da uno scaffale della Feltrinelli.

Scelto per il titolo, Il correttore di bozze, mi incuriosiva, anche perchè, forse deformazione da corso, mi accorgo che leggo in modo diverso ora , quasi analitico, qualche volta ho addirittura l'impressione di "psicanalizzare" chi scrive. 

Sono molto affascinata dai pensieri del correttore di bozze, nel suo isolamento, e questo tendere alla perfezione.

Non è che il libro parli solo di quello...e poi devo finirlo, resto pur sempre lenta a leggere, e poi ne scriverò su  aNobii .

Ieri leggevo sull’autobus, e scendendo ho incontrato un collega che mi ha chiesto  “ma secondo te, quello del motorino l’ha preso dentro o no? “  io son caduta dalle nuvole,  e oggi , se non fosse che è il capolinea e l'autobus si svuota, a momenti restavo su, a rischio di finire al "Deposito Molise".

A dir la verità anche il  diciamo “manoscritto” di una mia amica del corso di scrittura mi ha pigliato abbastanza. forse  gioca il fatto che sto meno al pc e dormo di più.

Ecco, volevo solo dire che sono contenta di questo.

postato da: tiptop alle ore 12:14 | link | commenti (10)commenti (10) Popup
categorie: cultura o pseudo tale

favole

Da “Metro” di oggi:

“Bimbi pù bravi ascoltando le fiabe.

Leggere le fiabe ai bimbi li aiuterà ad andare meglio a scuola e ad acquistare prima l’arte del linguaggio. Lo conferma uno studio condotto dalla Boston University School of Medicine, che ha dimostrato come leggere ad alta voce ai bimbi in età prescolare aumenti lo sviluppo del loro linguaggio,  dando ai piccoli un  bagaglio linguistico migliore quando arriveranno in prima elementare. E i vantaggi perdurano per anni.”

Certo !Saper raccontare favole nella vita serve sempre, nel bene e nel male! 

Da "C'era  una volta...." a "Prometto che....."

postato da: tiptop alle ore 11:18 | link | commenti (4)commenti (4) Popup
categorie: cultura o pseudo tale
martedì, 13 maggio 2008

MAH !

Mah!

Ieri sera sono tornata a casa, le 19. 30 come al solito. Princess e Prence guardavano la tv, un seggiolone stava appoggiato  ripiegato contro l’altro divano, la solita distesa di scarpe che non so più quanti piedi abbiano, ed il micio faceva capolino da una scatola di cartone.

Cominciano, giustamente, ad arrivare le cose, .e non so più dove metterle. Sul letto da single della Princess è stato appoggiato il lettino smontato, e il materassino,  e un po’ di vestitini..da 0 a 18 mesi: la sorella del Prince sta traslocando e le cose ora sono arrivate a noi. Il letto single andrà smontato e riposto nel box...il quale box va prima un attimo sgombrato. E nel box devo avere un baule con dentro cose di quando eran bambini...o usarle o darle via, a questo punto. Sotto il “letto alto” della coppia regale ci starà il lettino del bimbo e una cassettiera.

La Princess mi accoglie con “Credevo  ti arrabbiassi”  arrabbiarmi perchè? Ormai è nel settimo mese, mi sembra anzi che sia ora,. Arrabiata no, un attimo sconsolata sì.

Un’amica mi ha detto “Perchè non metti delle cose sotto il letto?”

 Sotto il letto ho già i contenitori con rotelle con dentro le foto di famiglia, quelle in bianco e nero, quelle ingiallite che non sai neanche più chi sono quelle persone lì, e le tovaglie di fiandra della mamma, in numero di enne.

“Allora sopra l’armadio”...sopra l’armadio ho le tovaglie della nonna...

In  effetti potrei anche venderle...tanto non si useranno mai.

Che famiglia che siamo....

La Princess ha sognato stanotte di aver partorito, però  un gattino, carino piccolino e pelosino, che scappava da tutte le parti, me lo ha raccontato stamattina mentre facevamo colazione, e rideva come una matta perchè ha detto anche che lo cercava nel letto.

E poi ho trovato in bagno un paio di calzoncini da bebè da lavare... di già? La Princess mi ha spiegato che ieri il Prence aveva abbassato il tetto della macchina,. e i calzoncini erano volati fuori e ci era passato sopra un camion...

Stirati erano stirati, ed anche un po’ grigi, la cosa mi ha richiamato alla memoria un programma di Daniele Luttazzi,  col paròn della Diesel che spiegava come faceva i suoi jeans... Sarà.

In fondo ormai non mi stupisco quasi più di niente,  ho una micia che ruba l’insalata e un micio che devo tener lontano dal barattolo del sale.

postato da: tiptop alle ore 15:47 | link | commenti (10)commenti (10) Popup
categorie: family pack, innonnimento
lunedì, 12 maggio 2008

keys

Un po' che non davo un occhio alle chiavi di ricerca ... chissà se son rimasti soddisfatti del responso del mio blogghino:

se si ha la bronchite e' possibile lavare i piatti?

se sto a dieta con gli antidepressivi ingrasso?

pianta non mi toccare

lo schermo del computer ha assunto un coloro marrone, come faccio a toglierlo?

la parrocchia non va in ferie

dove mangiare i bliny a roma

e non mi importa da mattina accettare in fondo sulla patina in via vai in tu non so testo canzone

calzino bucato foto

postato da: tiptop alle ore 09:45 | link | commenti (8)commenti (8) Popup
categorie: chiavi di ricerca
domenica, 11 maggio 2008

matematica applicata

A volte vorrei che mi fosse data la possibilità di un' altra vita. Di essere me, ma di nascere altrove e riprovare daccapo.
Che poi il daccapo non ha senso, il "me" è il risultato della mia vita... tiptopmoltiplicatosceltefrattocasualità.

postato da: tiptop alle ore 16:12 | link | commenti (20)commenti (20) Popup
categorie: feelings
sabato, 10 maggio 2008

fiori

Oggi parlando con un amico del suo uliveto gli ho chiesto come erano i  fiori d'ulivo, che non avevo mai visto;  neanche, a dire la verità, avevo mai pensato  alle olive come frutto, quindi precedute dai fiori. Mi ha detto "Piccolino" ma non tutti gli uomini fan caso a queste cose, non mi bastava mica e così ho curiosato nel web e ho rubato questa.
Magari anche qualcun altro non li ha mai visti, o non ci ha fatto caso:


postato da: tiptop alle ore 21:10 | link | commenti (12)commenti (12) Popup
categorie: natura

oggi

Oggi voglio pensare che sono felice e farò un sacco di cose, ecco.
E in campagna manco morta.
Mi sono svegliata prestissimo, erano le quattro e mezza,  mi ero addormentata sul divano... cinque minuti  in attesa che finisse la lavapiatti.
Ormai ero sveglia come un grillo, e sentire il rumore di segheria provenire dalla camera matrimoniale non mi ha fatto venire alcuna voglia di riprendere il sonno interrotto. Si è invece alzato il Prence per andare al lavoro e da adorabile suocera quale sono gli ho  preparato il caffè.
Gli uccellini cominciano a cantare che è ancora buio...poi un po' di luce... poi il camion della pattumiera...poi la mia radiosveglia...
Voglio dedicarmi alla mia casa .... ora al lavoro. Sveglia alla Princess e lavatrice, per cominciare.
Le bestiole sono già state pasciute perchè mi muovevo per casa inseguita dal branco. Poi il micio mi morde il polpaccio se ha fame.
Come profuma il basilico quando lo si innaffia.
postato da: tiptop alle ore 06:41 | link | commenti (6)commenti (6) Popup
categorie: family pack
venerdì, 09 maggio 2008

vivere pericolosamente

Vivere pericolosamente

Ieri durante il ritorno a casa, in bici, mi sono accorta che il freno dietro non funzionava più., ed ero all’altezza del Parco Ravizza, ancora ben lontana da casa. Ho deciso di fare un’eccezione, e di fare uno sforzo cerebrale pere capire dov’era il guasto nel freno a bacchetta. Non per altro, amo la natura e le sensazioni quanto detesto i meccanismi, di qualunque genere essi siano.  Non c’era più una cosacche non so cosa fosse, in quanto appunto non c’era più. La funzione era quella di perno,al congiungimento del sistema di bacchette al comando della ruota. Ho cercato un surrogato in giro, per terra, nel parco, speravo in un chiodo ed in una ghianda, il chiodo da inserire come perno, e la ghianda a mo’ di dado per non far uscire il chiodo, ma devo lamentarmi con la Sindaca, il parco era tutto pulito.

Andando verso casa ho rischiato di schiantarmi solo un paio di volte contro i marciapiedi, dimenticandomi che il sinistro non funzionava...ma visto che scrivo sono sopravvissuta. Poi  non sopravviverei senza scrivere, più probabilmente.

Ma non è stato ieri il solo momento di rischio...ieri nel  mio solito bar sono stata bombardata.

Stavo leggendo il Corriere inserto Milano quando è piovuto sul giornale...Ho continuato come nulla  fosse e ho girato la.pagina, non sapevo che dire...il signore del tavolo dopo il mio che aveva aperto la bottiglietta di minerale appariva disorientato già di suo.

Ma anche la Princess ha avuto il suo momento di brivido...ormai il pancino più bello del mondo è nettamente visibile, la sua professoressa di ginnastica sta sempre un po’ in apprensione, ed in piscina l’ha costretta nella corsia lenta...e continuava a strillare Attenta! Attenta! Vai piano...Vai PIANOOOOO

La Princess...il suo pancino sta benissimo, è maschio, scalcia, si rotola e si srotola,  e pare più lungo e più grande della media. Ha la stessa faccia del papà, si vede dall’ecografia. É atteso per la prima settimana di agosto, spero tanto che non faccia scherzi per l’esame di maturità.  

postato da: tiptop alle ore 14:12 | link | commenti (10)commenti (10) Popup
categorie: no comment, non sense, family pack

aspiranti scrittori

traspiranti anche... visto che tanto è online non ci si fa caso.

Mi sembra interessante questa iniziativa del gruppo l' Espresso, metto  il link (così' me lo ricordo anch'io):

Nasce ilmiolibro.it, ora il romanzo lo puoi stampare su internet

ecco.

Non è che sia favorevolissima all'evoluzione dell'editoria internettistica perchè amo le librerie la carta e l'inchiostro... com i più, direi.  Ma può essere sempre un mezzo, un inizio, una cosa accessibile a tutti. 

In un altro blog commentai: "Resto sempre perplessa su queste cose… Un libro si tiene tra le mani, si sfoglia, ti ha chiamato dallo scaffale, ha un suo profumo un suo colore. Io li scelgo così… un po’ come funziona tra i fiori e le farfalle".

giovedì, 08 maggio 2008

Così ho deciso.

Da oggi per me è  estate.

E sono stufa delle solite previsioni del tempo, che piove quando torno a casa se vado in ufficio in bici.

Così oggi ho riaffrontato la mia manciata di chilometri (otto?)  spedalando contenta  tra i profumi (al parco Solari tagliavano l’erba)  e le puzze di Milano (in generale) , sulla ghiaia e sull’asfalto, in salita e discesa (in discesa non spedalavo ed ero più contenta) . Col vento tra i capelli, quando andavo controvento,  mica perchè vado veloce io, che poi  ho i capelli corti e quindi di vento ce ne vuole un bel po’.

Ho anche messo in riga un paio di suv, che si sono fermati per lasciarmi passare, o forse alle mie spalle veniva un camion e non lo sapevo.

Papaveri  rossi e papaveri pallidi, pallidi quelli sul ciglio della strada, quelli in seconda fila si vede che respirano meglio.

.

postato da: tiptop alle ore 12:41 | link | commenti (9)commenti (9) Popup
categorie: milano, in bici

Sono una donna qualunque....

e di primo acchito mi pongo delle domande sulla composizione del nuovo governo... poi mi informerò seriamente, però:

   

il ministro delle pari opportunità... vuol dire che ora gli uomini.... e noi donne ???

E Calderoli, Ministro per le Semplificazioni... che semplificazioni? per semplificare i rapporti con la Libia? Ma ci vuole un Ministero per le semplificazioni? A me sembra già una complicazione.

E i rapporti con il Parlamento? Ma non ci stanno già seduti dentro, hanno bisogno l'interprete? 

E il ministro per l'attuazione del programma? E gli altri cosa stanno a fare, i bambini cattivi  e hanno il controllore? O non son capaci di essere operativi?  

E le comunicazioni,  che son diventate una deleghina o qualcosa del genere, sentivo per radio stamattina? 

postato da: tiptop alle ore 11:24 | link | commenti (11)commenti (11) Popup
categorie: non sense, civilization

stasera corso e niente pizza

è anche arrivato subito il tram per tornare a casa.
Lezione con Paolo Cognetti, autore che non conosco, ma il fatto che io non lo conosca non fa testo. Magari anzi. L'argomento era "Il paesaggio come simbolo o personaggio"...qualche appunto...che ora no si usano più i grandi quadri, la descrizione del paesaggio in genere è funzionale al racconto.  Ma è necessario scriverne quando  diventa personaggio, come uno specchio per chi scrive, Facile cadere nella banalizzazione, un buon sistema per evitarlo è fare caso ai particolari... insomma si è chiacchierato su queste cose qui.
Non lo conosco come autore, ma come persona mi è piaciuta tanto, e penso che lo leggerò.
E' entrato nella libreria, non un fisicaccio,ma con un'aria di chi era appena arrivato dalla montagna.
Si ricordava della lezione che aveva tenuto nel ciclo precedente, si è espresso con molta chiarezza e semplicità,  si ricordava cosa uno dei compagni aveva letto l'altra volta in sua presenza, e ha dimostrato una prontezza ed un'attenzione a cogliere particolai... Dev' essere il montanaro che è in lui, anche se è milanese, che non lo fa sembrare un montato. Mi piace, è una persona seria  e gradevole.
mercoledì, 07 maggio 2008

mi è arrivata la mail con la dieta che devo fare...

sarà meglio che me la riporti su excel.

postato da: tiptop alle ore 14:28 | link | commenti (7)commenti (7) Popup
categorie: non sense
martedì, 06 maggio 2008

pezzi da novanta

Tempo fa ero ferma in coda al semaforo in una grande piazza, ed osservavo il viavai di persone che attraversavano,  e quelle che scendevano dal tram, e quelle col cane nel recinto per cani, e la donna che spinge il passeggino manco fosse una Ferrari. Pensavo quante volte queste persone fanno tutti i giorni lo stesso percorso nello stesso modo,  rimettendo le suole dove avevano camminato il giorno prima,  e quante di loro riescono a coltivare  una vita interiore o per quante la  giornata passa cercando il modo di sopravvivere e sopravviversi , svegliandosi presto la mattina e crollando la sera, tropppo esauste per poter essere sfiorate da un pensiero. E pensavo all'immagine trita e ritrita delle formichine, vedendo la piazza dall'alto. Facile immaginare esistenze scialbe...il travet... Troppo, troppo  facile immaginarlo, uno stereotipo... e se così non fosse?
Oggi invece uscendo dalla metropolitana pregustavo i personaggi che avrei trovato sulla 90. Una filovia frequentata da varia umanità, e purtroppo spesso  anche da varie profumazioni .E ho ripensato alle formichine di piazza Napoli, e che magari  oggi avrei passato  il tempo sulla 90  trasfigurando le persone. Un po' partendo dal principio di Gianni Rodari, non ricordo come si intitolava il libro, sulle fiabe all'incontrario "supponiamo che cappuccetto rosso fosse una poco di buono".  Ecco, prendere la signora col cappottino in tweed il capelli rosso appassiti e la borsa della spesa, immaginarla  indossare i costumi di scena, modalità cucina, golfino attillato, minigonna comoda, musica a pieno volume, e poi avventarsi  famelica sul marito di ritorno dall'orticello abusivo lungo il Naviglio..."o caro che bei mazzolini di cicoria mi hai portato!"  Solo che non ho potuto giocare perchè  da amante della  privacy  mi sono seduta come mio solito nel posto davanti, e così non vedevo più nessuno. Me riflessa nel vetro. Chissà ....